«Sei andata al lavoro? Non ci hai nemmeno salutato!!». Sono le 7 e 38 quando Andrea Favero manda sul cellulare della compagna Giada Zanola il messaggio. Una messinscena secondo gli inquirenti, fatta nel tentativo di depistare le indagini a suo carico: il corpo della donna era già stato lanciato sull’autostrada A4 dal cavalcavia di via Prati a Vigonza (Padova), da ore. Non era ancora l’alba, infatti, quando alla…
Leggi
VIGONZA (PADOVA). «Giada non ci aveva mai detto che Andrea fosse violento o che la situazione fosse grave. Anche con noi, lui è sempre stato tranquillo e gentile. Ogni tanto litigavano, come tutte le coppie. Non sappiamo cosa sia successo». Daniel Zanola è ancora stordito, investito da un macigno enorme e improvviso. Parla della sorella, uccisa dal compagno. Gettata giù dal cavalcavia che sovrast…
Leggi
Un'amica di Giada Zanola ha riferito agli inquirenti che la giovane donna aveva paura di Andrea Favero. La testimone «riferiva che l'indagato era geloso della relazione della vittima con un altro uomo, arrivando a dire che la Zanola le aveva confidato di avere paura dell'indagato». La donna ha messo anche a verbale di avere visto «le foto delle ecchimosi riportate dalla…
Leggi
L’ossessione, la gelosia folle di Andrea Favero. E la paura di non riuscire più a vedere suo figlio quando Giada Zanola fosse uscita di casa. Ma soprattutto l’idea di poter disporre delle sue scelte. Libere, invece, come quelle di tutti. Quando Giada è stata scaraventata dal cavalcavia sull’autostrada A4 mancavano (dato considerato di rilievo dagli stessi inquirenti) solo due giorni all’inizio del suo nuovo lavoro.
Leggi
