Un coniglio dal cilindro o la certificazione del fallimento? È su questo margine che si muove il nuovo intervento sui centri in Albania a cui lavora l’esecutivo. L’indiscrezione trapelata sui giornali è confermata da fonti governative: l’idea di trasformarli in Cpr è «una delle ipotesi in campo». Non semplice, a dirla tutta. Tanto che il vicepremier Antonio Tajani (Fi) a domanda risponde freddo «vedremo», mentre suoi colleghi di partito invitano ad attendere la sentenza della Corte Ue sui paesi sicuri…
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Il piano B per i centri in Albania è nato venerdì scorso in una riunione tra Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il sottosegretario di Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano. Dopo tre tentativi falliti e coi centri ancora vuoti, accantonare il progetto iniziale è l’ultimo dei problemi. L’importante è mandarci qualcuno. Allora niente più …
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Il governo italiano sta valutando delle modifiche da attuare al decreto sui centri in Albania, per superare gli ostacoli legali sollevati dai tribunali italiani. L'idea sarebbe di intervenire prima della sentenza della Corte di giustizia europea, senza dover aspettare dunque la data del 25 febbraio, giorno in cui si riunirà la corte, nella speranza di ottenere risultati nel breve periodo. Si cerca insomma di rendere veramente operativi questi…
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Roma, 10 feb. – I centri in Albania da “sbloccare”, il caso Santanchè da risolvere, il contrasto con la Corte penale internazionale che ha avviato un approfondimento sulla mancata consegna di Almasri. E poi la giustizia, con un incontro da fissare con i magistrati per cercare di ridurre lo scontro governo-toghe. Sono tanti, e pesanti, i dossier che Giorgia Meloni ha sulla scrivania in questo lunedì.
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Trasformare i due centri albanesi in Cpr, cioè centri per i rimpatri. Sarebbe questa l’ipotesi allo studio del governo per tornare a rendere operative Shengjin e Gjader, le due strutture oltre Adriatico, rimaste vuote dopo le ripetute bocciature da parte dei giudici di primo grado e delle Corti d’appello dei trattenimenti dei migranti. Un’ipotesi di cui si sarebbe discusso in una riunione venerdì scorso tra la premier Giorgia Meloni il ministro dell’Interno…
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Se il controllo delle operazioni rimanesse in capo all'Italia, va considerato che le norme Ue non prevedono, allo stato attuale, che una persona da espellere possa essere spostata altrove in attesa del rimpatrio.
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Alle vigilia del Festival di Sanremo, Elodie ha affrontato con determinazione una domanda provocatoria sulla politica, in particolare riguardo a Giorgia Meloni. Mentre i riflettori si accendono sulla kermesse musicale, la cantante non si sottrae alle questioni che segnano il dibattito pubblico. In un contesto di grande visibilità come quello di Sanremo, Elodie ha espresso chiaramente il suo dissenso: “Mai, nemmeno se mi tagliassero una mano.
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(Adnkronos) – Il governo prova a uscire dall’impasse sulla questione Albania e studia una nuova soluzione normativa per ‘aggirare’ il terzo no della magistratura al trattenimento nei migranti nei centri. Dopo il vertice politico di venerdì scorso, presieduto dalla premier Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri, ieri a Palazzo Chigi è stata la volta di una riunione tecnica, dove si è iniziato a definire i contorni del provvedimento che il governo intende varare per garantire…
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