L’ipotesi di rimpasto, che richiederebbe il passaggio dalle Camere, non piace a Giorgia Meloni.Nessuna richiesta ufficiale di dimissioni. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, più o meno isolato, resta a Lungotevere Ripa, come se non ci fosse stato alcun terremoto politico o sanitario in segui...
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In questa edizione: Draghi sferza l'Ue: marginale e spettatrice. Khan Younis, 4 bimbi uccisi in raid israeliano. Ucraina, Trump ribadisce il passo indietro. Scontro diplomatico Italia-Francia. Weekend di controesodo, 11 milioni in strada. Calcio, oggi fischio d'inizio per la Serie A
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Là fuori c'è un mondo tutto nuovo. Un mondo in cui Donald Trump ha suonato una «sveglia brutale». Un mondo che «non guarda con simpatia» al Vecchio Continente. Un mondo nel quale è svanita «l'illusione di un'Europa che conta». È questa la cruda fotografia dello stato di salute dell'Unione europea scattata da Mario Draghi al Meeting di Rimini davanti a una gremita platea, che più volte lo ha interrotto per applaudire.
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Il bersaglio di Mario Draghi all’appuntamento per lui centrale – l’apertura del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini – è Ursula von der Leyen. Non che l’ex Bce lo espliciti, ma il suo è un discorso di critica radicale all’Europa, non solo dal punto di vista strutturale, ma anche per come ha affrontato le …
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«L’Europa deve ripartire dai suoi valori fondamentali». Renata Colorni, figlia del filosofo antifascista Eugenio Colorni, ucciso nel 1944, e cresciuta da Altiero Spinelli condivide le preoccupazioni di Mario Draghi. Cosa pensa della sferzata all’Ue data dall’ex presidente della Bce? «Ho ammirato la franchezza e la concretezza dell’intervento di Draghi. Mi sembra che la sua sia una diagnosi corret…
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Lo sforzo maggiore per sostenere l’Ucraina nella guerra lo ha fatto l’Europa. Però «nelle trattative di pace ha avuto un ruolo abbastanza marginale». Sempre meglio che su Iran e Gaza, dove la medesima Ue «è stata spettatrice». Dei dazi «imposti dal nostro più antico alleato», meglio non parlarne proprio: «La Ue si è rassegnata». L’aumento della spesa militare magari sarebbe stato necessario comunque.
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Le raccomandazioni di Draghi all’Europa sono state accolte con freddezza, senza un dibattito costruttivo. Ora che dobbiamo affrontare un impari accordo commerciale con gli Stati Uniti, non utilizziamo colui che in America ha lavorato nelle grandi banche di affari, dove sicuramente ha avuto modo di conoscere molti dei personaggi che gravitano intorno a Trump.
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Il bersaglio di Mario Draghi all’appuntamento per lui centrale – l’apertura del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini – è Ursula von der Leyen. Non che l’ex Bce lo espliciti, ma il suo è un discorso di critica radicale all’Europa, non solo dal punto di vista strutturale, ma anche per come ha affrontato le …
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"Anni fa proprio qui al vostro meeting ricordai come c'è debito buono e debito cattivo. Il debito cattivo finanzia il consumo corrente lasciandone il peso alle future generazioni. Il debito buono serve a finanziare investimenti nelle priorità strategiche e nell'aumento della produttività .Esso genera la crescita che servirà a ripagarlo. Oggi in alcuni settori il debito buono non è più possibile a livello nazionale poiché gli investimenti fatti in isolamento non possono raggiungere la…
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"Scrissi la mia laurea sostenendo che la moneta unica era una gran sciocchezza… poi quando sono tornato in Italia dagli Usa negli anni Novanta ho visto che le condizioni dell'Europa erano molto cambiate, i paesi erano più vicini e forse valeva la pena di avere una moneta comune. Il mio è un europeismo pragmatico e coi piedi per terra" Così Draghi al Meeting di Rimini. Meeting Rimini Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Al Meeting di Rimini, l'economista Mario Draghi ha rilasciato una dichiarazione che il pubblico ha trovato a dir poco incredibile: "Io nasco come euroscettico, assolutamente contrario alla moneta unica. L'ho scritto anche nella mia tesi di laurea nel 1970, poi negli anni ho cambiato idea". articlepreview id="726773"…
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Sostiene un «europeismo pragmatico» e forse proprio per questo, pur avendo scritto una tesi - di stampo keynesiano perchè allora era allievo di Federico Caffè - in cui riteneva «che la moneta unica era una gran sciocchezza», quando era governatore della Bce Mario Draghi fece di tutto per salvare quella moneta. “Whatever it takes to save the euro” fu, per intero, la frase paradigmatica del suo mandato.
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