Il mondo che piange, una città che scende in piazza. Il 6 maggio 1949 Torino dava l’ultimo saluto al Torino, perito nella tragedia di Superga. IL RACCONTO. Oltre 600 mila persone fin dal primo mattino scesero in piazza per non perdersi l’ultimo abbraccio a quella squadra di campioni: piazza Castello e piazza San Carlo intasate, come via Roma. Lacrime, commozione, svenimenti. C’era una calca immensa lungo il percorso dei feretri, un’atmosfera surreale e di incredulità nel vedere le bare che sfilano di quei ragazzi che fino a pochi…
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Il 6 maggio 1949, ovvero 48 ore dopo la tragedia di Superga che colpì il Torino, si celebrarono i funerali dei 31 caduti. Si riunirono tra le piazze e le vie della città, tra le lacrime e il ricordo di quello che era quella squadra meravigliosa, più di 600.000 persone. Tra queste erano presenti anche le delegazioni di tutte le squadre italiane e alcune anche straniere, oltre al presidente della Federazione Italia Giuoco Calcio - Ottorino Barassi - che ricordò, con un appello, tutti i nomi dei caduti.
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Una domenica speciale vissuta in maniera completamente diversa rispetto a come l’aveva immaginata. Niente momento di raccoglimento al cimitero, niente bagno di folla a Superga: per Urbano Cairo il 4 maggio 2025 rimarrà una data anomala, anche se non completamente nuova, nel suo ventennio di contrastata gestione del Toro. Ieri, di prima mattina, il ribaltone: la giornata di …
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In occasione delle celebrazioni in onore del Torino caduto a Superga, domenica 4 maggio Antonio Tavani, fondatore de La Saletta dei Ricordi, accompagnato da alcuni membri dell’Associazione, ha partecipato alla cerimonia di commemorazione in ricordo degli Invincibili. Al Centro Congressi dell’Unione Industriale, Tavani ha annunziato l’imminente inaugurazione nel Museo, di una stele in memoria di Gigi Meroni, la “Farfalla Granata’, da una idea condivisa col direttore Di Sisto e…
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Walter Casagrande, attaccante brasiliano che ha giocato nel Torino nei primi anni 90 (e, prima, nell’Ascoli) ha scritto per il portale Uol un articolo sul significato del 4 maggio per la gente granata e ha chiesto a Repubblica di condividerlo. Negli anni ’40, il Torino era la colonna portante della Nazionale italiana che si stava preparando per i Mondiali del 1950 in Brasile. Fu in quel periodo, in particolare nella stagione 1942/43 — quando vinse il primo di molti titoli consecutivi — che quella squadra…
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L'abbraccio del popolo granata, come ogni 4 maggio, c'è stato. Quello che è mancato è lui, Urbano Cairo, il presidente che all'ultimo ha deciso di non salire a Superga con la squadra. L'omaggio in mattinata, in forma privata con il figlio, una corona di fiori davanti alla lapide del Torino. Poi il rientro a Milano. La marcia Troppo forte la protesta che si è levata dal cuore di una Torino, bloccata per tutto il mattino dalla marcia dell'orgoglio granata.
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Nemmeno il giorno del cordoglio. Nemmeno il giorno della memoria. Niente, il popolo del calcio sfoga la sua ignoranza durante il minuto di silenzio per Graziano Fiorita, il fisioterapista salentino improvvisamente scomparso, vergogne allo stadio di Lecce, bombe carta, fumogeni tossici e cori contro la Lega di serie A per il rifiuto a spostare la data della partita di Bergamo contro l'Atalanta, sessanta secondi violati da strepiti indegni per quel momento.
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Il mondo granata ha fatto “un 4 maggio”. Nel giorno del silenzio, la gente si è riversata in massa per le strade della città. Per riaffermare un’identità, per chiedere un’altra dirigenza, per spingere Urbano Cairo a passare la mano. Già, Cairo. Il grande assente di ieri: è salito a Superga alle prime luci dell’alba, lontanissimo da ogni tipo di bagno di folla, ricco chi
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Migliaia di tifosi granata sono saliti sul monte Superga per l’annuale messa di commemorazione del Torino. Davanti al monumento che ricorda le vittime del tragico incidente aereo, il capitano Duvan Zapata ha letto ad alta voce i nomi dei caduti. Tanta emozione per Vanoli e i suoi giocatori. Guarda il riassunto della giornata
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Un gesto di rispetto e memoria da parte del Milan, a testimonianza di quanto quella squadra, simbolo di un’epoca e di un’Italia che cercava di rinascere, sia ancora oggi nel cuore di tutti. Milan, Pulisic arma in più nel finale di stagione: ma ad una sola condizione>>>
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Il momento emozionante immortalato dai colleghi di MondoToro.net Attraverso una storia condivisa sul loro profilo Instagram, i colleghi di MondoToro hanno immortalato l'emozionante momento in cui un tifoso del Napoli ha portato in dono una sciarpa azzurra al memoriale dei caduti del Torino, nel giorno del 76esimo anniversario della tragedia di Superga
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Una marea granata si è ritrovata nel centro di Torino. Oltre 20mila persone secondo gli organizzatori, 8mila per la Questura - hanno aderito alla manifestazione organizzata nel giorno del 76° anniversario della tragedia del Torino, a Superga il 4 maggio 1949. C'erano anche tifosi del Napoli, come riporta MondoToro.
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Il 4 maggio del 1949 è una data scolpita nella storia del Paese. Ed è patrimonio del Torino, del club che ne custodisce il ricordo e della sua gente che lo esalta ogni anno. Alle 17.03 del 4 maggio di 76 anni fa il Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, con a bordo 18 dei 20 giocatori del Torino, si schiantò contro il muraglione posteriore della basilica di Superga. La squadra più forte del mondo passò in un attimo dal campo al mito.
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L’attaccante colombiano ha ricevuto l’incarico in qualità di capitano del Torino. Per conoscere e saper leggere al meglio i nomi, l’attaccante si era recato a Superga negli scorsi giorni privatamente, con alcuni membri del club.
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Migliaia di tifosi, circa 20mila, in corteo lungo le strade della città, mentre la squadra, come da copione, si è presentata nel pomeriggio a Superga. In occasione del 76° anniversario della tragedia di Superga il Torino omaggia gli 'Invincibili' in una giornata di emozione e commozione. Questa volta è toccato a Duvan Zapata, capitano dei granata, leggere i nomi di Valentino Mazzola e compagni, subito dopo la messa svolta nella Basilica da parte di Don Robella
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Come ogni anno si è svolta a Superga la commemorazione dei campioni del Torino, che il 4 maggio 1949 persero la vita in un incidente aereo di ritorno da un’amichevole in Portogallo. Al capitano granata Duvan Zapata è toccato il compito di leggere i nomi dei caduti, così come incisi sulla lapide presente alla Basilica di Superga. la commozione di tutti i presenti, a partire dal calciatore colombiano, che sta recuperando dal grave infortunio subito a inizio campionato.
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TORINO (ITALPRESS) – “La prima cosa che ho fatto quando ho portato mio figlio allo stadio a Torino, e che gli ho fatto fare, è stata una visita a Superga. Perché lo sport deve insegnare a rispettare tutti i grandi campioni e nessuno può dimenticare il grande Torino. Lo dice uno che è 100 per cento bianconero. Il grande Torino è una parte fondamentale della storia del calcio italiano. Nello sport il rispetto è una cosa fondamentale.
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"La prima cosa che ho fatto quando ho portato mio figlio allo stadio a Torino, e che gli ho fatto fare, è stata una visita a Superga. Perché lo sport deve insegnare a rispettare tutti i grandi campioni e nessuno può dimenticare il grande Torino. Lo dice uno che è 100 per cento bianconero. Il grande Torino è una parte fondamentale della storia del calcio italiano. Nello sport il rispetto è una cosa fondamentale.
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