Le autorità italiane hanno ribadito l’allerta massima per la sicurezza in Iran, sconsigliando qualsiasi viaggio nel Paese. Ai cittadini italiani presenti viene raccomandata estrema cautela, la riduzione degli spostamenti non essenziali e il rispetto rigoroso delle indicazioni delle autorità locali, in particolare evitando fotografie, riprese video, manifestazioni e luoghi affollati. L’avviso, sottolinea il Ministero degli…
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Alle origini dello Stato ebraico d'Israele
Un video diffuso sui social e verificato da Reuters mostra manifestanti che strappano una bandiera della Repubblica islamica nella città di Mashhad, nel nord-est dell’Iran. Le immagini ritraggono un gruppo di persone mentre abbatte il vessillo da un’asta e lo lacera. La data delle riprese non è stata confermata, ma media iraniani hanno riferito di raduni in città. Il filmato si inserisce nel contesto delle proteste contro il regime divampato nuovamente alla fine del 2025 a Teheran…
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Iran, nuove proteste in piazza: spari sulla folla Tensione alle stelle in Iran nell'undicesimo giorno di protesta: nelle immagini circolate sui social si vedono le forze di sicurezza che sparano sulla folla con fucili e pistole, nonostante il presidente Masoud Pezeshkian avesse ordinato di evitare misure repressive contro i manifestanti. Il movimento di protesta è alimentato dall'aumento dei prezzi e dal crollo della valuta nazionale.
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L'undicesimo giorno di proteste per la crisi economica in Iran segna un nuovo livello di tensione politica; nelle immagini circolate sui social si vedono le forze di sicurezza che sparano sulla folla con fucili e pistole, nonostante il presidente Masoud Pezeshkian avesse ordinato di evitare misure repressive contro i manifestanti. Il movimento di protesta è alimentato dall'aumento dei prezzi e dal crollo della valuta nazionale.
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Roberta Barbi – Città del Vaticano Erano iniziate con i commercianti e i piccoli imprenditori – una delle categorie cruciali per l’economia nazionale iraniana - esasperati dall’aumento dell’inflazione e dalla svalutazione della moneta, poi hanno contagiato gli studenti e altre fasce della popolazione, allargandosi anche geograficamente a 17 province su 31, comprese quelle sud-occidentali a maggioranza curda e quelle più fedeli al governo, come Qom e Mashhad
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"Questa non è l'ultima battaglia, Pahlavi tornerà. Reza, Reza Pahlavi!". È lo slogan che risuona, viene urlato, per le strade, nelle piazze, in queste ore, in Iran. Il riferimento è all'ultimo figlio dello Scià, figura simbolica dell'opposizione in esilio negli Usa dalla rivoluzione khomeinista del 1979 e che ora si fa avanti "per guidare la transizione dalla tirannia a una futura democrazia", ha detto in un'intervista a Fox News
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Le proteste contro la Repubblica islamica dell’Iran sono riesplose a fine 2025. Partite da Teheran, in pochi giorni si sono estese in tutto il paese, arrivando anche nel Rojhelat, il Kurdistan orientale. Le città di Kermanshah, Ilam e Lorestan sono diventate centri nevralgici della mobilitazione, mentre aree come Saqqez e Sanandaj, al centro delle scorse proteste, non hanno ancora aderito nella misura prevista.
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Le proteste iniziate in Iran lo scorso 28 dicembre non rappresentano né un’improvvisa esplosione sociale né una reazione allo choc economico. Sono il prodotto di una profonda crisi strutturale che va avanti da anni. L’attuale mobilitazione popolare va compresa in continuità con le proteste del gennaio 2018, del novembre 2019 e con il movimento «Donna, Vita, Libertà» del 2022. Mobilitazioni che si sono manifestate ogni volta con intensità e forme diverse, ma che poggiano tutte su un terreno comune fatto di crisi irrisolta di…
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I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica. Tra la fine di dicembre e il nuovo anno si è scatenata una nuova ondata di proteste in Iran: quelle in corso in tutto il Paese, per tono e contenuti, vengono descritte come senza precedenti per come contestano apertamente…
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La popolazione protesta per l'aumento dell'inflazione e il cattivo stato dell'economia del paese, il regime degli ayatollah risponde con il pugno duro. Durante le rivolte in Iran, infatti, 35 persone hanno perso la vita e altre 1.200 sono state arrestate. Le proteste, iniziate oltre 10 giorni fa, stanno provocando diversi disordini. Secondo alcuni testimoni i pasdaran avrebbero aperto il fuoco nell'ospedale che porta il nome del leader della rivoluzione "Imam Khomeini".
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La protesta degli iraniani in piazza Carignano a Torino: "Sostegno alla lotta contro il regime" daniele solavaggione / Reporters Bandiere e slogan in piazza Carignano a Torino a sostegno delle proteste in corso da giorni in Iran. "Siamo qui per dare supporto al popolo iraniano che combatte a mani nude contro un regime sanguinario e opprimente", spiegano gli iraniani scesi in strada. Le manifestazioni partire come proteste contro il…
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“Iniziamo il nuovo anno con un augurio di speranza e di libertà per il popolo iraniano. La speranza è che entro la fine del 2026 il regime si arrenda di fronte alla volontà popolare di dare all’Iran un regime finalmente democratico e indipendente, anche in linea con i principi islamici, ma non quelli estremisti e fondamentalisti finora imposti dal regime degli ayatollah”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Marco Scurria, che ha partecipato oggi in Senato al convegno “Sostegno alle forze democratiche in…
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La premio Nobel Shirin Ebadi, in un’intervista su La Stampa ripresa anche da Huffpost, dice che il regime cadrà, ma non si sa “da quale parte crollerà, quanta devastazione provocherà e chi sostituirà il regime”. Tuttavia spera che quel giorno ci sia un referendum con supervisione Onu. Chissà se da una Premio Nobel – in esilio da tempo a differenza della sua omologa Narges Mohammadi, da un mese di nuovo in carcere e in regime di isolamento - ci potremmo anche aspettare…
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In Iran tornano le proteste in diverse aree del paese. A Teheran sono i commercianti del Bazar a innescare le manifestazioni dopo quelle di due settimane fa a cui erano seguite promesse ritenute inadeguate e così i “ i bazaari” hanno scioperato ancora, in centinaia riuniti sotto gli archi del vecchio mercato. Le forze di sicurezza sono intervenute con lacrimogeni e gas e poi sono andati a cercarli anche negli ospedali i manifestanti feriti e in fuga.
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La Federazione metropolitana di Bologna del Partito Socialista Italiano esprime la propria ferma e convinta solidarietà al popolo iraniano che, da giorni, scende coraggiosamente in piazza per rivendicare libertà, dignità e diritti fondamentali, opponendosi a un regime teocratico e repressivo che continua a rispondere con violenza brutale e repressione sanguinaria. Il regime degli Ayatollah si rende ancora una volta responsabile di gravissime…
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