Di Ilaria Ester Ramazzotti Sarebbero 199 gli osteggi detenuti a Gaza in seguito ai rapimenti perpetrati lo scorso 7 ottobre durante l’attacco terroristico di Hamas nel sud di Israele. Lo ha reso noto l’esercito israeliano lunedì 16 ottobre nel corso di una conferenza stampa, dopo aver informato le rispettive famiglie. Lo Stato di Israele ha anche comunicato che dall’inizio dell’attacco ad oggi le vittime sono 1.300, i feriti 3.800 e che i missili lanciati sul territorio nazionale ammontano complessivamente a 6.753.
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Nel decimo giorno di guerra, Israele non ha ancora dato inizio all'invasione di terra. Continua la campagna di bombardamenti, mentre si cerca una mediazione nella questione ostaggi e le condizioni della popolazione di Gaza si aggravano
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Potrebbe essere vicina una svolta nel conflitto in Medio Oriente: Hamas sarebbe disponibile a rilasciare gli ostaggi se Israele dovesse fermare i raid sulla Striscia di Gaza. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, aggiungendo che sono intorno ai duecento le persone prigioniere al momento. I responsabili di Hamas “hanno dichiarato di essere pronti a prendere le misure necessarie per liberare i cittadini e i…
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Un funzionario dell'Ambasciata palestinese a Washington, Kamel Khatib, citato dalla Nbc, ha reso noto che gli stranieri ed i palestinesi con nazionalità straniera potranno uscire da Gaza attrareso il valico di Rafah con l'Egitto a partire dalle 9:00 di questa mattina ora locale (le 8:00 in Italia), quando anche gli aiuti umanitari cominceranno ad arrivare a Gaza. Secondo media israeliani, il valico resterà aperto per cinque…
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Gerusalemme, 16 ott. (LaPresse/AP) – Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Hamas è pronto a rilasciare i circa 200 ostaggi che detiene a patto che Israele interrompa la sua campagna di attacchi aerei sulla Striscia di Gaza. I funzionari di Hamas “hanno dichiarato di essere pronti a prendere le misure necessarie per rilasciare i cittadini e i civili detenuti dai gruppi resistenti, ma hanno sottolineato che tali misure richiedono preparativi impossibili sotto i bombardamenti…
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Le ultime notizie di lunedì 16 ottobre sulla guerra tra Israele e Hamas, in tempo reale: La diretta: Ore 10.43 Israele: sono 199 gli ostaggi nelle mani di Hamas - L'esercito israeliano ha reso noto che sono 199 le persone che sono state rapite dall'organizzazione islamista palestinese Hamas nel suo sanguinoso attacco del 7 ottobre. Ed e' un nuovo, piu' pesante bilancio, rispetto al precedente conteggio che parlava di 155 persone rapite.
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Israele ha bombardato di nuovo nella notte Gaza, causando «diverse vittime» e postazioni di Hezbollah in Libano, mentre è crisi umanitaria nella Striscia, dove gli sfollati sono più di un milione, gli ospedali sono vicini al collasso, ed è attesa, per poche ore, la riapertura del valico di Rafah , al confine con l’Egitto, per l’uscita degli stranieri e l’ingresso di aiuti umanitari. Intanto il presidente Usa, Joe Biden , ha affermato…
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Un funzionario dell'Ambasciata palestinese a Washington, Kamel Khatib, citato dalla Nbc, ha reso noto che gli stranieri ed i palestinesi con nazionalità straniera potranno uscire da Gaza attrareso il valico di Rafah con l'Egitto a partire dalle 9:00 di questa mattina ora locale (le 8:00 in Italia), quando anche gli aiuti umanitari cominceranno ad arrivare a Gaza. Secondo media…
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Un funzionario dell'Ambasciata palestinese a Washington, Kamel Khatib, citato dalla Nbc, ha reso noto che gli stranieri ed i palestinesi con nazionalità straniera potranno uscire da Gaza attrareso il valico di Rafah con l'Egitto a partire dalle 9:00 di questa mattina ora locale (le 8:00 in Italia), quando anche gli aiuti umanitari cominceranno ad arrivare a Gaza. Secondo media israeliani, il valico resterà aperto per cinque ore.
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Sono proseguiti nella notte i raid israeliana nella striscia di Gaza, ma l’annunciata invasione ancora non c’è stata. La diplomazia internazionale sta provando a convincere Netanyahu e i vertici militari del paese a non compiere un passo dalle conseguenze imprevedibili. Nella notte si è fatto sentire anche il presidente americano Joe Biden che senza mezzi termini ha definito “un grosso errore” l’eventuale occupazione di…
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Nessun cessate il fuoco per consentire l'arrivo di aiuti umanitari a Gaza. L'ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha negato che sia stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco mediato da Egitto e dagli Stati Uniti dopo la riapertura del valico di Rafah, in modo da consentire l'arrivo di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. «Al momento non esiste un cessate il fuoco per gli aiuti umanitari nella…
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È iniziata? Sono le 21 quando a Tel Aviv i cellulari dei giornalisti iniziano a squillarea e ognuno si chiede se le forze armate israeliane abbiano dato il via all’invasione via terra della striscia di Gaza. «Non ne resterà neanche uno vivo» aveva dichiarato ieri il premier Netanyahu dopo aver intimato ai residenti della parte settentrionale della Striscia si spostarsi al sud, verso il confine con l’Egitto.
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Di Greta Privitera Le famiglie: «Fate tutto il possibile». Egitto e Turchia provano a trattare. Israele: «Né luce né acqua finché non li liberano i prigionieri» C’è un padre devastato che piange, ma che, a sorpresa, dice: «Sono sollevato». Si chiama Thomas Hand, è irlandese, ma da 30 anni vive nel Kibbutz Be’eri con sua figlia Emily. Anni otto. Sabato, quando i terroristi di Hamas hanno fatto irruzione nella comunità agricola a sud di Israele, Emily era a casa di amici per un pigiama party.
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Autore Etienne Dignat Cover Soldati israeliani prendono posizione vicino alla frontiera tra Gaza e Israele, nel Sud del Paese, lunedì 9 ottobre 2023. AP Photo/Oren Ziv, File Data 12 Ottobre 2023 Salva Salvato Versione pdf Condividi Iscriviti per scaricare la versione pdf di questo articolo 1 – Un rapimento epocale: parametri di confronto Secondo le ultime stime, quasi 150 persone sono state sequestrate da Hamas e portate a Gaza.
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I numeri sono ancora da definire, una volta per sempre, poiché la questione degli scomparsi, dei dispersi, di coloro che non rispondono agli appelli non è destinata a risolversi in pochissimo tempo. Israele è stato investito da un ciclone quale mai aveva dovuto affrontare nella sua storia. Neanche negli anni, dopo la Prima guerra mondiale, quando ancora lo Stato era ben lontano dall’essersi costituito, nel mentre le sollevazioni antiebraiche iniziavano a succedersi, con non pochi morti tra i civili.
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