WASHINGTON Volano le quotazioni del petrolio nelle battute iniziali sui mercati asiatici: il Brent segna un balzo del 13% dopo i pesanti attacchi del weekend di Usa e Israele contro l'Iran, attestandosi a 82,20 dollari al barile contro i 72,87 dollari segnati venerdì. In rialzo anche l'oro (+1,6%), tradizionale bene rifugio in tempi di crisi, e l'argento (+2%). .
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È bloccato al momento lo stretto di Hormuz, attraverso il quale passa quasi un quarto del petrolio greggio consumato sul nostro pianeta. Eppure, sui mercati finanziari resta l’aspettativa che l’economia globale sia ormai così flessibile e multiforme da scrollarsi di dosso anche gli effetti di questo disastro, come ha già saputo contenere i danni delle tariffe doganali pure decise da Donald Trump.…
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Un forte aumento dei prezzi dell'energia è dato da tutti per scontato, mentre quello che resta ancora da capire è quanto durerà. L'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha provocato la risposta che Teheran minacciava da decenni: la chiusura dello stretto di Hormuz, 33 chilometri di mare che separano il golfo Persico da quello di Oman, una lingua d'acqua da cui passa circa il 20 per cento del petrolio a livello globale e il 20 per cento del gas…
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La notizia che nessuno voleva sentire è arrivata: Usa e Israele hanno attaccato l'Iran, l'ayatollah Khamenei è morto, e lo Stretto di Hormuz - il collo di bottiglia attraverso cui passa circa il 20% del petrolio mondiale - è di fatto paralizzato. Per chi guida ogni giorno, la domanda è immediata e concreta: cosa succederà al prezzo della benzina e del diesel? La risposta breve è: quasi certamente saliranno.
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Milano, 1 mar. – C’è attesa per la riapertura domani dei mercati azionari globali dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, che hanno portato alla morte della Guida Suprema Khamenei, e le successive rappresaglie di Teheran verso i Paesi vicini. Gli occhi saranno puntati in particolare sul prezzo del petrolio, con gli analisti che prevedono rialzi tra il 5 e il 15% quando il mercato riaprirà già questa sera a New York, fino a uno scenario oltre i 100 dollari al barile.
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Si tratta di un punto di transito chiave per il commercio petrolifero globale: la chiusura può far esplodere i prezzi Dopo l’annuncio da parte dell’Iran della chiusura dello Stretto di Hormuz perché “non sicuro” visti gli attacchi di Usa e Israele, domenica secondo Al Jazeera “almeno 150 petroliere, comprese navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto, hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo oltre lo Stretto di Hormuz”.
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Lo stop alla rotta da cui transitano un quinto del petrolio e del gnl mondiale rischia di far esplodere i prezzi energetici e riaccendere l'inflazione, con effetti su potere d'acquisto delle famiglie, crescita e conti pubblici. In prima linea l'Asia, ma l'effetto domino colpirà anche l'Ue e gli Usa di Trump Almeno 150 petroliere ferme nelle acque aperte del Golfo. È la prima fotografia concreta degli effetti della decisione annunciata sabato sera dai Pasdaran dopo gli…
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Domenica 1 marzo 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Dopo attacchi Usa e Israele a Iran Link alla notizia
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L'Opec+ aumenterà la produzione di petrolio dei Paesi membri di 206mila barili al giorno ad aprile. L'annuncio in un comunicato diffuso al termine di una riunione virtuale. Non viene citato l'attacco all'Iran, ma si parla si una "stabile prospettiva economica globale" e di "attuali solidi fondamentali del mercato". I Paesi, si sottolinea, "continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato" e, nel loro "impegno a sostenere la stabilità", adotteranno un "approccio…
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Gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, con l’uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei, hanno riportato forte incertezza sui mercati globali. Ora lo sguardo è concentrato soprattutto sull’apertura delle Borse di domani. L’attenzione è alta sul petrolio, primo termometro delle crisi in Medio Oriente. Intanto sul mercato “Over the counter”, un segmento informale fatto soprattutto di…
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Domenica 1 marzo 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Brent schizza a 80 dollari negli scambi fuori mercato, analisti vedono quota 100. Link alla notizia
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Il prezzo del Brent, il benchmark internazionale per le quotazioni del petrolio, vola negli scambi over the counter, al di fuori del mercato regolamentato che riaprirà normalmente domani mattina. Dopo l'attacco all'Iran lanciato ieri e l'escalation in tutto il Golfo Persico, il greggio ha registrato un'impennata del 10% salendo a 80 dollari al barile, mentre gli analisti già pronosticano un avvicinamento ai 100 dollari.
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Le navi mercantili hanno ricevuto l'annuncio della chiusura della zona da parte del Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica. Anche se il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nega il blocco. Cosa sta succedendo C’è uno spicchio di terra che, bloccato, rischia di paralizzare l’economia mondiale. Si tratta dello Stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e all’Oceano Indiano.
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Alle 13.00 del 1 marzo 2026 i terminal container del Medio Oriente operano in un quadro di forte instabilità determinato dall’attacco di Usa e Israele all’Iran e la conseguente risposta. Gli attacchi del 28 febbraio hanno spinto le principali compagnie marittime a sospendere i transiti nell’area e inducendo diverse autorità portuali del Golfo a chiudere o limitare le operazioni. La fotografia mostra una regione divisa tra scali sospesi e porti ancora operativi ma sotto pressione.
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Lo stop alla rotta da cui transitano un quinto del petrolio e del gnl mondiale rischia di far esplodere i prezzi energetici e riaccendere l'inflazione, con effetti su potere d'acquisto delle famiglie, crescita e conti pubblici. In prima linea l'Asia, ma l'effetto domino colpirà anche l'Ue e gli Usa di Trump Questo giro lo offriamo noi Dietro questo articolo c'è il lavoro di una redazione: a te oggi non costa niente - Vuoi…
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Lo Stretto di Hormuz è chiuso e «almeno 150 petroliere, comprese navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto, hanno gettato l’áncora nelle acque aperte del Golfo». Così come dall’altra parte dello stretto sono ferme decine di navi, riporta AlJazeera. «Le petroliere erano raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio e Gnl del Golfo, tra cui Iraq e Arabia Saudita e Qatar», aggiunge il quotidiano qatariota.
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Le imbarcazioni, molte delle quali trasportano greggio e gas naturale liquefatto, hanno gettato l'ancora nelle acque aperte del Golfo oltre lo Stretto. "Le petroliere", scrive Al Jazeera, "sono raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio e Gnl del Golfo, tra cui Iraq, Arabia Saudita e Qatar" Almeno 150 petroliere, comprese navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto, hanno gettato l'ancora nelle acque aperte del Golfo…
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Riflettori puntati sui mercati finanziari e sulle quotazioni del petrolio. Lunedì le Borse e gli indici misureranno l'impatto della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Un conflitto che si è subito allargato ai Paesi del Golfo e che rischia di coinvolgere un'area ancora più vasta. Se finora gli shock sono stati assorbiti con relativa compostezza, dalla guerra in Ucraina alle bizze di Donald Trump nella politica commerciale, la prospettiva di una 'tempesta perfetta' che possa far saltare gli equilibri che si…
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