Il giardiniere che ha trovato i corpi di Martino Benzi e della suocera Carla Schiffo nella Rsa di Alessandria dove quest'ultima era ricoverata: "Ho sentito le urla. Mi sono avvicinato e ho visto l'uomo a terra con il coltello piantato in gola".
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«Sono stato io, ho distrutto la mia famiglia che amavo più di ogni cosa. Sono rovinato». Poche righe, che racchiudono tutto quello che Martino Benzi, 66 anni, ha fatto ieri mattina ad Alessandria. Ma non spiegano ancora perché abbia ucciso a coltellate il figlio Matteo e la moglie Monica Berta, per poi andare alla vicina casa di riposo e fare lo stesso con la suocera, Carla Schiffo. E infine si è sgozzato: quattro morti in poche ore di furia omicida, forse premeditata.
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Uccide il figlio, la moglie, e la suocera. Infine si toglie la vita, nello stesso identico modo: tagliandosi la gola. Una strage inspiegabile quella accaduta ieri mattina ad Alessandria, dove un ingegnere elettronico, Martino Benzi, 65 anni, dopo aver ammazzato il ragazzo di 17 anni, Matteo, si scaglia contro la consorte, Monica Berta, 55 anni, uccidendo anche lei con una coltellata alla carotide. Benzi, una laurea al Politecnico di Torino nell'82, uno studio di consulenza informatica…
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Una mattanza inspiegabile, per ora. Martino Benzi, 67 anni, ha sterminato ieri la famiglia ad Alessandria: coltellate alla moglie Monica Berta, di 55 anni, e al figlio Matteo, di 17 anni. Poi s'è lavato, cambiato d'abito, ha scritto un biglietto, è andato a sgozzare la suocera Carla Sciffo, di 78 anni, in casa di riposo e si è suicidato. Una coppia unita, una famiglia "perfetta", dice chi li conosceva.
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