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Tra il 2007 e il 2022, il valore aggiunto reale dell’industria del Mezzogiorno è crollato del 27 per cento. In questo contesto, fa un po’ meglio rispetto alla media la Puglia ma c’è ben poco da esultare: l’arretramento è stato del 19 per cento. Sono le imprese della Basilicata, invece, ad aver registrato la crescita del valore aggiunto dell’industria più importante (+35,1 per cento). Sono solo alcuni dei dati diffusi ieri dalla Cgia di Mestre e che fotografano la…
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L’industria italiana, in senso stretto, contribuisce al Pil nazionale per il 21%, tuttavia in 15 anni, tra il 2007 e il 2022, il valore aggiunto reale dell’attività manifatturiera è sceso dell’8,4% nel nostro Paese, contro una flessione in Francia del 4,4%, mentre in Germania la variazione è stata positiva per il +16,4%. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna, con il -8,9%, ha registrato un risultato peggiore dell’Italia.
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L’industria italiana, in senso stretto, contribuisce al Pil nazionale per il 21%, tuttavia in 15 anni, tra il 2007 e il 2022, il valore aggiunto reale dell’attivita’ manifatturiera e’ sceso dell’8,4% nel nostro Paese, contro una flessione in Francia del 4,4%, mentre in Germania la variazione e’ stata positiva per il +16,4%. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna, con il -8,9%, ha registrato un risultato peggiore dell’Italia.
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Brescia. Sebbene l’industria italiana in senso stretto contribuisca al Pil nazionale “solo” per il 21% (il resto è per il 2% in capo all’agricoltura, per il 5% alle costruzioni e per il 72% ai servizi), tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale dell’attività manifatturiera italiana è sceso dell’8,4%, in Francia del 4,4%, mentre in Germania la variazione è stata positiva e addirittura pari al +16,4%.
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MANTOVA – Il valore aggiunto reale dell’industria italiana è sceso dell’8,4% nel quindicennio che va dal 2007 al 2022, ma Mantova recupera posizioni e chiude gli ultimi tre lustri col segno più (+19,3%, sul valore aggiunto nominale) passando da 3,1 a 3,7 miliardi di valore aggiunto nominale e guadagnando due posizioni, entrando così nella top-25 tra le province italiane con la maggiore incidenza sull’economia del Paese.
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Anni estremamente difficili per l’economia Calo del valore aggiunto reale dell’attività manifatturiera dell’8,4% tra il 2007 ed il 2022. Il dato arriva dall’Ufficio studi della Cgia con uno studio che evidenzia anche il paragone con le altre realtà europee coe Francia, Germania. Per Parigi si è registrato un calo del 4,4%, per Berlino addirittura del 16,4%. Una conferma anche di un’altra conclusione a cui è giunto lo studio e cioè che gli ultimi 15 anni, ovvero quelli presi in esame…
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Sebbene il settore manifatturiero del Friuli Venezia Giulia contribuisca al Pil regionale “solo” per il 25 per cento, tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale della industria manifatturiera della regione più a est del Paese è diminuito del 6,6 per cento. Tra tutte le regioni presenti in Italia solo la Basilicata (+35,1 per cento), il Trentino Alto Adige (+15,9 per cento), l’Emila Romagna (+10,1 per cento) e il Veneto (+3,1 per cento) vantano dei risultati migliori del…
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Negli ultimi 15 anni l'industria italiana è crollata, ha retto solo a Nordest che è cresciuto del 5,9%. E' quanto sostiene la Cgia di Mestre in una sua rilecerca. Sebbene l' industria in senso stretto contribuisca al Pil nazionale "solo" per il 21%, tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale dell'attività manifatturiera italiana è sceso dell'8,4%, in Francia del 4,4%, mentre in Germania la variazione è stata positiva e addirittura pari al +16,4%.
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L’industria contribuisce al Pil nazionale per il 21%, ma da 15 anni i dati sono in continua discesa. Meno 8.4% dal 2007 al 2022. Questo l’allarme della Cgia di Mestre. Secondo i dati dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese, sul piano europeo ad andar peggio dell'Italia è solo la Spagna. Sul fronte italiano, invece, il calo peggiore si è registrato al sud, dove il valore aggiunto reale dell’industria è sceso del 27%.
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AgenPress – Sebbene la nostra industria in senso stretto contribuisca al Pil nazionale “solo” per il 21 per cento, tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale dell’attività manifatturiera italiana è sceso dell’8,4 per cento, in Francia del 4,4 per cento, mentre in Germania la variazione è stata positiva e addirittura pari al +16,4 per cento. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna, con il -8,9 per cento, ha registrato un risultato…
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In un periodo di 15 anni in cui l'industria italiana ha attraversato una fase di contrazione senza precedenti, la regione del Veneto ha dimostrato di essere un baluardo di resistenza e resilienza economica. Secondo i dati forniti dall'Ufficio studi della Cgia, mentre il valore aggiunto reale dell'industria italiana è sceso del 8,4%, il Veneto ha registrato un aumento del 3,1%, posizionandosi tra le poche regioni con risultati positivi.
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Il valore aggiunto reale[ dell’attività manifatturiera italiana è sceso dell’8,4 per cento, in Francia del 4,4 per cento, mentre in Germania la variazione è stata positiva e addirittura pari al +16,4 per cento. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna, con il -8,9 per cento, ha registrato un risultato peggiore del nostro. Sono le cifre descritte dall’Ufficio studi della Cgia, con un comunicato.
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Sebbene il settore manifatturiero veneto contribuisca al nostro Pil regionale “solo” per il 29 per cento, tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale della nostra industria è aumentato del 3,1 per cento. Tra tutte le regioni presenti in Italia solo la Basilicata (+35,1 per cento), il Trentino Alto Adige (+15,9 per cento) e l’Emila Romagna (+10,1 per cento) vantano dei risultati migliori dei nostri.
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L’Industria italiana, in senso stretto, contribuisce al Pil nazionale per il 21%, tuttavia in 15 anni, tra il 2007 e il 2022, il valore aggiunto reale dell’attivita’ manifatturiera e’ sceso dell’8,4% nel nostro Paese, contro una flessione in Francia del 4,4%, mentre in Germania la variazione e’ stata positiva per il +16,4%. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna, con il -8,9%, ha registrato un risultato peggiore dell’Italia.
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Sabato 13 gennaio 2024 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// NEGLI ULTIMI 15 ANNI L’INDUSTRIA E’ CROLLATA, HA RETTO SOLO A NORDEST Sebbene la nostra industria in senso stretto contribuisca al Pil nazionale “solo” per il 21 per cento1, tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale2 dell’attività manifatturiera italiana è sceso dell’8,4 per cento, in…
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Sebbene la nostra industria in senso stretto contribuisca al Pil nazionale “solo” per il 21 per cento, tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale dell’attività manifatturiera italiana è sceso dell’8,4 per cento, in Francia del 4,4 per cento, mentre in Germania la variazione è stata positiva e addirittura pari al +16,4 per cento. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna, con il -8,9 per cento, ha registrato un risultato peggiore del nostro (vedi Graf.
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Sebbene il settore manifatturiero veneto contribuisca al nostro Pil regionale “solo” per il 29%, tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto reale della nostra industria è aumentato del 3,1%. Tra tutte le regioni presenti in Italia solo la Basilicata (+35,1%), il Trentino Alto Adige (+15,9%) e l’Emila Romagna (+10,1%) vantano dei risultati migliori dei nostri. Il dato medio nazionale è stato negativo: -8,4%, con punte che in Calabria hanno toccato il -33,5%, in…
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