A Ras Laffan si lavora una quota enorme del GNL mondiale, una risorsa da cui anche l’Europa, e soprattutto l’Italia, dipende in modo significativo. Dopo la guerra in Ucraina, il gas liquefatto ha sostituito in parte quello russo, rendendo paesi come il Qatar ancora più centrali. Per l’Italia il peso è ancora maggiore: il GNL copre una parte rilevante del fabbisogno e il Qatar resta tra i principali fornitori.
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Approfondimenti:
Il portavoce del quartier generale iraniano di Khatam al-Anbiya, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, ha lanciato un duro avvertimento agli Stati Uniti, dopo le minacce del presidente Donald Trump di attacchi contro le centrali elettriche iraniane. Zolfaghari ha affermato che, in caso di attacco statunitense alle infrastrutture di Teheran, lo Stretto di Hormuz verrebbe "completamente chiuso" fino…
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"Distruggeremo aziende con partecipazioni statunitensi" (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 mar - L'Iran chiudera' completamente lo strategico Stretto di Hormuz se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dara' seguito alle minacce di colpire le infrastrutture energetiche iraniane. Lo comunica in una nota l'Islamic Revolutionary Guard Corps. Trump ha minacciato di 'annientare' le centrali elettriche dell'Iran se Teheran non riaprira' completamente lo Stretto di Hormuz…
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Domenica 22 marzo 2026 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) L’Iran chiuderà lo Stretto di Hormuz qualora gli Stati Uniti dovessero attaccare le centrali elettriche iraniane, ha affermato un portavoce del Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya delle Forze Armate iraniane. «Tuttavia, se gli Stati Uniti daranno seguito alle loro minacce contro…
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Roma, 22 mar. – L’Iran ha dichiarato che un attacco alle centrali elettriche del paese, minacciato dal presidente americano Donald Trump se non verrà riaperto lo Stretto di Hormuz, porterebbe a “danni irreversibili” alle infrastrutture regionali.In un post su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto: “Subito dopo aver preso di mira le centrali elettriche e le infrastrutture del nostro Paese, le infrastrutture…
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QatarEnergy, il secondo produttore mondiale di GNL, aveva già sospeso le operazioni dopo un attacco di droni a Ras Laffan nei primi giorni di guerra. Farouk Soussa, economista per il Medio Oriente e il Nord Africa di Goldman Sachs, ha affermato di prevedere che il Qatar rappresenti circa la metà dei 12 miliardi di dollari di perdite totali subite dai sei Paesi del Golfo durante la guerra. In pratica è un colpo al cuore che metterà a dura prova i piani di sviluppo dell'emirato.
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TEHERAN L'esercito iraniano ha annunciato che prenderà di mira le strutture energetiche e gli impianti di desalinizzazione dell'acqua nella regione se Donald Trump metterà in pratica le minacce di distruggere le centrali elettriche iraniane. "Se le infrastrutture petrolifere ed energetiche dell'Iran saranno attaccate dal nemico - afferma alla Fars il portavoce del comando operativo dell'esercito, Khatam al-Anbiya -, tutte le infrastrutture energetiche, informatiche e di…
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Gli attacchi iraniani – scatenati in rappresaglia contro quelli israeliani sulle infrastrutture petrolifere di South Pars – hanno distrutto il 17 per cento della capacità produttiva ed esportativa di gas naturale liquefatto del Qatar. Per riparare gli impianti e giacimenti di Ras Laffan ci vorranno dai tre ai cinque anni: lo dice la statale QatarEnergy, che aveva già sospeso le operazioni dopo i primi giorni di guerra, dopo il primo volo dei droni.
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QatarEnergy ha deciso di dichiarare "forza maggiore", svincolandosi dai doveri contrattuali anche con Roma per i prossimi cinque anni Crisi del gas, nel mirino gli hub in Qatar: ora l'Italia rischia In vista del Referendum sulla Giustizia, "Tg4 -Diario del giorno" ospita il confronto tra Antonio di Pietro a favore del SI e Clemente Mastella a favore del NO. In diretta a "Tg4 -Diario del giorno" intervista a Raffaele Sollecito.
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L’attacco iraniano al complesso di Ras Laffan, in Qatar, segna un passaggio che il mercato del gas non può trattare come un semplice episodio geopolitico. Non è solo un’escalation tra Israele/Stati Uniti e Iran, è un colpo diretto alla struttura dell’offerta globale. Prima il raid israeliano su South Pars, il più grande giacimento di gas al mondo. Poi la risposta iraniana su Ras Laffan, il cuore della liquefazione mondiale.
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La guerra nel Golfo entra in una nuova fase: impianti petroliferi e gas presi di mira, mercati internazionali sotto shock. Una fonte qualificata dei colossi del settore avverte all’ANSA: "Se la situazione non migliora, ad aprile l’Europa rischia di restare senza diesel e carburante jet". Ecco la mappa degli obiettivi colpiti e l’impatto sulle forniture globali. IRAN: South Pars e…
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Dare energia alla guerra e toglierla al mondo. Sembrerebbe questo l’input che alimenta la guerra in Medioriente e l’intento dei Pasdaran, indeboliti nell’establishment, ma forti nella capacità di controllare il flusso di oro nero e GNL nel mondo. IL GAS DEL MONDO L’ordine è di colpire duro l’energia, dopo l’attacco israeliano al giacimento persiano South Pars/North Dome. La reazione iraniana…
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Donald Trump è ambiguo nella sua risposta, ma che abbia o meno sentito direttamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu o gli abbia recapitato solo il suo umore cambia poco nella sostanza. Il presidente Usa ha avvertito l’alleato di ferro Bibi Netanyahu di non colpire mai più le installazioni energetiche. Lo scambio di colpi di mercoledì fra Iran e Stato ebraico lungo il ricco giacimento si South Pars diviso fra Qatar e Repubblica islamica, ha…
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GERUSALEMME – “Israele ha attaccato South Pars per la logica dell’escalation. Poiché la guerra non sta avanzando verso gli obiettivi voluti, e considerando il timore che gli Stati Uniti possano chiuderla prima di raggiungerli, Netanyahu sta alzando il livello dello scontro. Può anche essere il riflesso di una frustrazione”. Yagil Levy è sociologo, analista e direttore dell’Istituto per gli studi …
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DUBAI – Il Medio Oriente brucia: letteralmente. Nelle ultime 24 ore missili e droni iraniani hanno infatti colpito — in modo più o meno grave — i principali complessi energetici del Golfo: gli impianti di gnl a Ras Laffan, in Qatar. Quelli del gas di Habshan e del petrolio a Bab, sobborghi di Abu Dhabi, Emirati Arabi. La raffineria Samref di Yanbu, nella parte di Arabia Saudita affacciata sul Mar…
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“Gli iraniani lo hanno detto fin dall'inizio: se colpite una nostra infrastruttura energetica, colpiremo un'infrastruttura energetica dall'altra parte”, spiega Alex Vatanka, direttore del programma Iran per il Middle East Institute. E così è stato. Mercoledì 18 marzo Israele ha colpito un importante impianto di gas dell’Iran, South Pars, e l’Iran ha risposto attaccando il più grande impianto di produzione di gas liquefatto al mondo, Ras…
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Giovedì 19 marzo 2026 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) Israele ha agito da solo nell’attaccare gli impianti di gas nel complesso di Assalouyeh, nel sud dell’Iran, e ha sospeso tali attacchi in seguito alla richiesta del presidente degli Stati…
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Giovedì 19 marzo 2026 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver messo in guardia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dal compiere attacchi contro gli impianti petroliferi e di gas in Iran, e ha promesso di impedire tali attacchi. «Gli ho detto di non farlo, e lui…
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