“Il collegio non si dimette“. Il presidente del Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione, tira dritto senza giri di parole. Parla in un’intervista al Tg1 dopo il caso Report e la richiesta di azzeramento avanzata dai partiti di opposizione. Stanzione punta il dito proprio contro la politica che, incalza, “quando grida allo scioglimento o alle dimissioni dell’Autorità non è più credibile“. Il presidente difende l’operato dell’Autorità garante: “Le…
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Roma, 11 nov. – “Nessuna dimissione. Noi agiamo in piena autonomia anche quando prendiamo una decisione scomoda”. Così il presidente dell’Autorità garante della privacy, Pasquale Stanzione, in un’intervista al Tg1.Nessuna dimissione, da parte del collegio – ha continuato – “Le accuse sollevate sono infondate, infatti non vi è mai stata una decisione del Garante assunta per ragioni diverse dall’applicazione della legge, in piena indipendenza di giudizio”.
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"Non vi è stata mai una nostra decisione che non sia stata presa in piena indipendenza di giudizio" dice in un'intervista al Tg1 "Il collegio del Garante non presenterà le proprie dimissioni". E' quanto ha detto al Tg1 il presidente del Garante della Privacy Pasquale Stanzione, secondo cui le accuse rivolte all'Autorità "sono totalmente infondate". "Non vi è stata mai una decisione del Garante" che non sia stata presa "in…
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FdI ha aperto all'azzeramento del Garante per la privacy chiesto dalle opposizioni. Ma il presidente dell'Autorità, Pasquale Stanzione, lo ha escluso: «Il collegio non presenterà le proprie dimissioni, le accuse sono totalmente infondate». E poi, rincarando: «Quando la politica grida allo scioglimento o alle dimissioni dell'Autorità non è più credibile». Nelle ultime ore, specie nel centrosinistra, si è fatta largo la convinzione che servano…
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"Il collegio non si dimette". Così, nei titoli del Tg1, è stata anticipata un'intervista al presidente del Garante per la Privacy Pasquale Stanzione. "Noi agiamo in piena autonomia anche quando prendiamo una decisione scomoda", ha continuato. "Le accuse sollevate sono infondate, infatti non vi è mai stata una decisione del Garante assunta per ragioni diverse dall'applicazione della legge, in piena indipendenza di giudizio".
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Non accenna a placarsi la polemica intorno al Garante per la Privacy, al centro di una serie di servizi della trasmissione Report. Ad oggi si è giunti a una impasse: sia la maggioranza che l’opposizione stanno discutendo della necessità di azzerare l’autorità, ma i quattro membri – nonostante le accuse di parzialità rispetto alle decisioni assunte – non hanno dato segno di voler fare un passo indietro.
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Dalle inchieste di Report in Italia all’ex lobbista di Meta nominata a componente Data Protection Commission irlandese, fino alle pressioni politiche in Europa: nel mondo, le autorità per la protezione dei dati dovrebbero essere indipendenti, ma la realtà ne mette spesso in dubbio l’imparzialità. Dall’Italia al Giappone, passando per Stati Uniti, Germania e India, un viaggio tra modelli di nomina, casi controversi e possibili rimedi per restituire credibilità a chi vigila sul potere dei dati.
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Scontro politico sul Garante privacy. Settimana decisiva per la Manovra È sul Garante per la privacy che si consuma l’ennesimo scontro tra governo e opposizione, mentre si apre la settimana decisiva per la Manovra di bilancio. Servizio di Augusto Cantelmi
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Già prima della tempesta che oggi si è abbattuta sul Garante, noi esperti faticavamo a far comprendere il valore e la centralità della protezione dei dati personali. Ecco perché è necessario proporre una riforma profonda. Ci perdiamo tutti. Con la grave lesione alla credibilità dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, il danno è ormai compiuto. Sia che le ricostruzioni giornalistiche di Report si rivelino infondate.
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Il caso del Garante della Privacy (l'autorità che si occupa della protezione dei dati personali) ha riacceso una discussione che, periodicamente, attraversa il nostro paese ogniqualvolta emergano legami tra chi compone questi organi e la politica, che dovrebbe essere controllata. Nelle ultime settimane il programma televisivo Report ha dedicato due puntate all'attività del Garante della privacy, documentando incontri tra…
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Opposizioni all’attacco sul Garante della Privacy. Pd, M5S e Avs chiedono l’azzeramento dell’authority, sostenendo che l’ultima puntata di Report avrebbe messo in luce conflitti di interesse e criticità nella gestione, tali da non consentire la permanenza in carica del collegio. “Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità.
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Le autorità indipendenti sono organismi pubblici istituiti per vigilare su settori complessi, garantendo decisioni basate su competenza e imparzialità piuttosto che su convenienze politiche. Sono nate per presidiare ambiti sensibili — come media, privacy, concorrenza, finanza, energia — e rappresentano una delle innovazioni più delicate dei sistemi democratici contemporanei. In linea teorica dovrebbero essere collocate tra il potere legislativo e quello esecutivo, abbastanza distanti da…
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Pd, Movimento Cinque Stelle e Avs, dopo la puntata di Report, hanno chiesto l'azzeramento totale del collegio. La premier: “Questo Garante è stato eletto durante il governo giallo-rosso”. Donzelli, responsabile organizzativo di Fdi, ha aggiunto: “Favorevoli allo scioglimento di qualsiasi ente o autorità nominata dalla sinistra”. Ranucci: “L'Autorità è diventata nel tempo una sorta di tribunale politico”.
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Il premier risponde a Schlein e Conte che chiedono l’azzeramento dell’Autorità per la privacy dopo le ingerenze in un servizio di «Report»: «Membri eletti durante il governo giallorosso». Donzelli: «Favorevoli a sciogliere i collegi nominati dalla sinistra».Il no della Rai alla richiesta del Garante...
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«Se il Movimento 5 stelle e il Partito democratico non si fidano di chi hanno messo all’Authority della privacy, non se la possono prendere con me. Forse dovevano scegliere meglio». Aeroporto di Fiumicino, ora di pranzo. Giorgia Meloni sta per salire sul volo Ita che la porterà al comizio del centrodestra a Bari. Ma prima di mettersi in coda al gate, si ferma a parlare con Il Messaggero e altri quotidiani sulla bufera esplosa attorno al Garante della Privacy.
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I telefoni suonano a vuoto in piazza Venezia, nella sede del Garante della privacy, diventato una specie di fortino dopo gli attacchi sferrati da Report e le richieste di dimissioni fioccate ieri da parte delle opposizioni. Nessuno dei membri ieri sarebbe stato visto. L’appuntamento è per giovedì prossimo, quando è stata convocata un’ordinaria riunione del Collegio. Sempre che qualcuno non pensi di dimettersi prima.
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Azzerare il consiglio del Garante della Privacy dopo il caso Report. E’ la richiesta avanzata dalle opposizioni dopo il caso Report. Tutto parte dalla multa da 150mila euro inflitta dal Garante al programma Rai per la messa in onda dell’audio tra l’ex ministro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, e il caso scoppiato dopo la visita di Agostino Ghiglia, membro del Garante, ex esponente di Alleanza nazionale, il giorno prima della sanzione, in via…
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