Ne è trascorso di tempo da quando «ogni agosto mia sorella Giorgia si attaccava al telefono per ore per convincere ospiti di tutti i tipi a venire ad Atreju, che allora si teneva a settembre...». Oggi la festa di Fratelli d’Italia, che si è appena conclusa domenica a Roma dopo 80 dibattiti, 600 persone che si sono alternate sui palchi, tanto pubblico e i riflettori sempre accesi, è diventata un appuntamento di quelli che contano.
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Marco Travaglio ha attaccato Giorgia Meloni per il suo comizio conclusivo ad Atreju, accusandola di vittimismo e di fingersi “sola contro tutti”. Il giornalista ha poi notato un certo nervosismo sia all’interno dell’establishment dei partiti di centrodestra a causa del referendum, sia all’interno della base di Fratelli d’Italia su alcune tematiche. Travaglio attacca Meloni: "Calimero piccolo e nero" Il nervosismo di…
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Il luogo della trasparenza, in cui «le posizioni emergono per quello che sono». All'indomani della fine di Atreju, il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, traccia un bilancio della festa di FdI che per nove giorni ha reso Castel Sant'Angelo il cuore del dibattito politico e sociale italiano.
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Nostro inviato a Roma Atreju come cartina di tornasole delle coalizioni, la compattezza del centrodestra e le fratture a sinistra. Giovanni Donzelli, parlamentare, responsabile organizzazione di Fdi, legge così l'edizione appena conclusa della kermesse, che guarda già al 2026 come ultimo passaggio politico prima della campagna elettorale. Conte ad Atreju ha messo in discussione l'alleanza col centrosinistra.
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No, il problema non sono le molte voci sulle quali Giorgia Meloni ha preferito tacere nel comizio con cui ha chiuso la sua festa. La produzione industriale in picchiata, la crescita esangue, l’innovazione ferma alla preistoria: quei capitoletti da insufficienza grave esistono e sono decisivi ma se qualcuno conosce un leader che di fronte alla sua gente si metta a elencare la lista dei fallimenti invece di magnificare i risultati ha davvero sotto mano un cigno nero e Meloni, con tutto il rispetto, non è un…
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C’era una volta la destra che, con una formula politica assai cinica, era esclusa dal cosiddetto “arco costituzionale”, vale a dire dal concerto delle forze politiche che avevano contribuito alla fine del fascismo e alla costruzione dello Stato democratico e repubblicano, attraverso la Costituzione. Ciò stava a significare, ad esempio, che un partito come il Msi, su cui ancora gravava l’eredità del Ventennio, sedeva legittimamente in Parlamento in virtù dei voti ricevuti dal proprio…
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ROMA. Prime luci dell’alba. Fa freddo. Si vede qualche espressione sonnolente. Per loro sarà vero e proprio sonno una volta saliti in pullman. Ma sono tutti puntualissimi i “Fratelli d’Abruzzo” che si sono dati appuntamento alle 7 alla stazione di Chieti Scalo per partire verso Roma. Direzione Atreju. Due pullman più diverse macchine, tutte piene. In totale 130 persone. Sono amministratori del territorio, coordinatori locali del partito, ma soprattutto semplici militanti.
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Lunedì 15 dicembre 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// “Il fine settimana politico appena trascorso ha mostrato con chiarezza due modi opposti di intendere la politica. Da una parte Atreju: una comunità viva, aperta, fatta di persone, di confronto reale, di partecipazione popolare. Dall’altra un Partito Democratico ripiegato su se stesso, chiuso…
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«Con l’approvazione dell’ottava rata che è arrivata qualche giorno fa, la nostra nazione che era fanalino di coda nella spesa dei fondi europei si conferma oggi capofila» È vero che il 1° dicembre la Commissione europea ha annunciato la sua valutazione positiva all’erogazione all’Italia dell’ottava rata dei fondi del PNRR. Ed è vero che, storicamente, l’Italia ha sempre avuto problemi a spendere i soldi dei fondi europei.
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Atreju è stata un successo, ma basterà a invertire una tendenza che per la prima volta dall’inizio della legislatura non appare rosea? Giorgia Meloni, per la chiusura della kermesse della destra ispirata a uno dei protagonisti del capolavoro di Ende “La storia infinita”, ha riproposto un copione già recitato, ma non per questo meno efficace. Quello della capopopolo di lotta e di governo, ben bila…
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Hanno parlato entrambe soprattutto ai loro elettori e alla stessa ora, ma distinte e distanti. Ieri è andata in scena la sfida politica fra Giorgia Meloni, presidente del Consiglio nei panni di leader di Fratelli d’Italia per concludere la festa di «Atreju» ed Elly Schlein, segretaria del Pd e riferimento, nella contemporanea assemblea del partito, di un campo largo già sperimentato nelle elezioni regionali.
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Il premier: «Rosicano per il premio Unesco alla nostra cucina, preferiscono il kebab. Si indignano per Gedi, non per Stellantis».È durato un’ora e un minuto l’intervento di Giorgia Meloni ad Atreju, la manifestazione che ha chiuso ieri i battenti a Roma con numeri record: 105.000 presenze, 144 ore...
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Sin dalla scelta del motto-logo la manifestazione di Fratelli d'Italia richiama un valore identitario chiaro: la Forza. Spavalda, rigonfia e gonfiata. Non una manifestazione aperta, di piazza e di popolo, ma chiusa e rinchiusa, arroccata in una fortificazione. Castel Sant'Angelo è nato come mausoleo dell'imperatore Adriano nel II secolo d.C., trasformato poi in fortezza papale e poi in prigione di stato.
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A Castel Sant’Angelo, sotto al tendone che fa un po’ serra (e infatti fa molto caldo...) e un po’ chiesa in costruzione (e infatti è domenica e a due passi da qui c’è appena stato l’Angelus) è come se Giorgia Meloni si fosse piazzata in mezzo al campo e, come si faceva da ragazzini, avesse tracciato con il tallone una riga: noi (lei e il centrodestra) di qua, loro (Schlein e chi sta a sinistra) di là.
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Giordano Bruno Guerri e la premier: ogni tanto si traveste da destra reazionaria, ma perché deve fare due parti in commedia «Comunque questo melonismo odora di democristianeria. L’odore è pungente. Qualche volta, ma solo qualche volta, la premier si traveste da». Da? «Un po’ da quella roba lì, un po’ da destra reazionaria. Perché il doppio ruolo la costringe a fare due parti in commedia. Resta lo sfondo democristiano.
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