La tragedia – climatica? Evidentemente! – che ha travolto un pezzetto di capitalismo finanziario britannico a neanche un chilometro dalla costa palermitana campeggia su tutti i giornali delle isole, tabloid e “quality papers” compresi. Le prime pagine sono tappezzate della notizia che il “tycoon” (non oligarca) informatico britannico Mike Lynch e sua figlia di 18 anni sono tra le sei persone scomparse dopo che il di lui fantayacht (56 m) di fabbricazione italiana è affondato al largo delle coste della Sicilia
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Stephen Chamberlain, vice di Mike Lynch all'Autonomy, è morto dopo essere stato investito da un'auto pirata: la scomparsa solo due giorni prima del naufragio di Porticciolo Una vera e propria maledizione si è abbattuta, purtroppo, sull’imprenditore britannico Mike Lynch. Se il magnate irlandese risulta ancora disperso dopo il terribile naufragio di ieri a Porticello, il suo vice storico alla Autonomy, Stephen Chamberlain, è morto per le gravi ferite riportate a seguito di un’incidente stradale.
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Una coincidenza, certo, o almeno al momento viene giudicata così, ma una coincidenza incredibile che sconvolge i giornali britannici che stanno scrivendo, in queste ore, del naufragio di Palermo. Stephen Chamberlain, ex vice presidente finanziario della società Autonomy fondata dall'imprenditore britannico Mike Lynch, è morto sabato in ospedale per
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Stephen Chamberlain, l'ex vice di Mike Lynch, è morto un incidente stradale. Quasi degno di un thriller lo scenario che si sta disegnando attorno alla figura del magnate inglese, tra i dispersi della barca a vela affondata a Palermo. Chamberlain era l'ex vicepresidente finanziario della società Autonomy, fondata proprio da Lynch, e assieme al tycoon era stato assolto nello stesso processo, che lo vedeva coimputato.
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