Sanità, codice rosso. L’allarme lanciato dagli scienziati sul dissolvimento della sanità garantita per tutti mette in luce un problema che abbiamo sottovalutato per anni Sanità, codice rosso L’articolo 32 della nostra Costituzione riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. L’allarme lanciato dagli scienziati sul dissolvimento della sanità garantita per tutti mette in luce un problema che abbiamo sottovalutato per anni, dimenticandoci che i diritti vanno difesi dall’erosione della disattenzione.
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Cosa non dice l’appello degli scienziati sulla sanità Perché l’appello di alcuni scienziati a difesa del servizio sanitario pubblico è una occasione (volutamente?) sprecata. Il Canto Libero di Sacconi. L’appello di alcuni scienziati a difesa del servizio sanitario pubblico è una occasione (volutamente?) sprecata. In sintonia con la sinistra politica e sindacale, si sono “limitati” a chiedere un forte incremento del fondo sanitario nazionale in linea con la crescita della inflazione
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“Che il Servizio Sanitario Nazionale sia in uno stato di grande difficoltà è cosa nota soprattutto tra chi ha avuto problemi di salute in tempi recenti. Nel panorama nazionale la situazione dell’Emilia Romagna è relativamente favorevole ma solo perché altrove è letteralmente catastrofica (beati i monocoli in terra di ciechi)”. È Azione a prendere parola sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale per bocca di Luciano Feggi, presidente provinciale.
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L’affanno finanziario della sanità pubblica italiana è tornato in modo prepotente al centro della cronaca negli ultimi giorni. Dopo l’ultima relazione della Corte dei conti al Parlamento, che come raccontato sul Sole 24 Ore di martedì scorso ha messo in fila i dati dai quali emerge un fondo sanitario nazionale più che dimezzato rispetto a quello tedesco e di poco superiore alla metà nel confronto con la Francia, e l’appello firmato da 14 scienziati nel nome del «salvataggio della sanità pubblica», la questione ha…
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Ci sono due bergamaschi nel gruppo di medici e scienziati che hanno firmato un appello per ribadire l’insostituibilità del Servizio sanitario nazionale e rilanciarne lo sviluppo in modo che possa soddisfare le esigenze dei cittadini. Si tratta del professor Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto Mario Negri, e del professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità.
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Tutti d’accordo sulla diagnosi dei grandi mali del Sistema sanitario nazionale. Da una parte i Governatori delle Regioni, di destra e di sinistra. Dall’altra i firmatari di un drammatico appello. Quattordici fiori all’occhiello della scienza italiana tra cui il Nobel Giorgio Parisi - in difesa della sanità nazionale. La carenza di risorse e di personale sta mettendo in crisi il Ssn. Tanto che Rosy Bindi, già ministro della Sanità, propone di organizzare comitati di cittadini in difesa della sanità pubblica.
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Oncologo, farmacologo e fondatore, nel 1963, dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS che presiede dal 2018, Silvio Garattini è fra gli scienziati italiani più conosciuti e stimati a livello internazionale e fra i firmatari della lettera aperta con la quale 14 personalità del mondo scientifico e della medicina hanno chiesto al Governo più investimenti per il Servizio sanitario nazionale (Ssn).
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🔊 Ascolta l'audio Il coccodrillo è un predatore particolare, azzanna la preda, mentre la divora piange, non certo per il rimorso, ma a causa di naturali funzioni organiche. Le diseguaglianze continuano a crescere, la sanità è in uno stato preoccupante, il debito pubblico aumenta esponenzialmente. A fine 2023, abbiamo superato i 2.860 miliardi, con un implemento stratosferico rispetto alla fine del 2022: oltre 100 miliardi.
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Lo stato dell'arte e i pazienti abbandonati Sono anni che scriviamo di sanità, specialmente siciliana, sulle pagine di questo giornale. Sono anni che denunciamo l’inesorabile declino del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) perché chiari erano i segnali preoccupanti in tale direzione. Continui tagli alle risorse finanziarie, impoverimento progressivo delle piante organiche con conseguente allarmante “fame” di medici e infermieri, riforme impietose che hanno condotto alla carenza di posti letto, alla…
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Aprile, Giornata mondiale della Salute, istituita per ricordare la fondazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità nel 1948. Quest’anno il tema è il diritto alla salute, un diritto fondamentale, come dice la nostra Costituzione. Salute per tutti, nessuno escluso, né discriminato dal censo o dalle risorse economiche disponibili. Il diritto alla salute è anche in Italia fortemente compromes…
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Segnalazione/riflessione di una lettrice che riceviamo e pubblichiamo. “Io mi chiedo se abbia ancora un senso ragionare, valutare, fare tavole rotonde per arginare il malfunzionamento delle Sanità. La mia conclusione è che nessuno lo voglia veramente ,men che meno i gestori, siano essi politici o dirigenti tecnici, purtroppo spesso o sempre obbediscono allo stesso input, l’ignoranza, il non conoscere assolutamente la materia.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Cosimo Cicia Quattordici tra scienziati e premi Nobel – tra cui anche l’infermiera Paola Di Giulio, docente all’Università di Torino, ricercatrice e vicepresidente del Consiglio superiore di Sanità – hanno lanciato l’appello per salvare il Servizio sanitario nazionale, sempre più sottofinanziato, affermano, con medici e infermieri insoddisfatti e malpagati, un’assistenza territoriale non al passo con i bisogni della popolazione che invecchia e il divario tra Nord e Sud che…
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Pubblicità Amsi-Uniti per Unire: il video appello del Prof. Foad Aodi che è tra i firmatari dell’appello degli scienziati per salvare la sanità italiana. Il Prof. Foad Aodi, Presidente di Amsi, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia e fondatore del Movimento Uniti per Unire, è ufficialmente uno dei firmatari dell’appello-allarme per salvare la sanità italiana, piombata in una crisi profonda (IL VIDEO).
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«Quella della Sanità in crisi è un’emergenza che assomiglia a quella della lotta al cambiamento climatico. Anzi si può dire che siano legate e che una influenzi l’altra, visto che ad esempio l’aumento delle temperature causa anche una crescita di problemi di salute soprattutto per gli anziani. Senza dimenticarsi delle pandemie legate agli effetti del clima. Ecco, di fronte a queste sfide serve un Servizio sanitario efficiente con ospedali moderni, tecnologie e senza la…
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Sedici anni fa si spendevano 110 miliardi per la sanità, un valore inferiore a quello del 2024, che ammonta a 136 miliardi (ma superiore considerando l’effetto dell’inflazione). Nonostante la cifra in crescita, il nostro Paese resta tra gli ultimi per spesa sanitaria pro capite nel Vecchio Continente, dietro a Francia, Germania e Regno Unito e davanti solo alla Spagna. Di questo si è parlato a “Numeri”, il programma di SkyTG24 andato in onda il 5 aprile 2024
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Il servizio sanitario nazionale italiano è un esempio di successo istituzionale, avendo contribuito a produrre il più marcato incremento dell’aspettativa di vita tra i Paesi ad alto reddito. È, quindi, un modello che l’imperante retorica meritocratica dovrebbe difendere a spada tratta, adeguandolo alle nuove sfide della salute pubblica. Accade invece l’esatto opposto: il Ssn è in crisi, delegittimato e gravemente sottofinanziato.
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Dal ministro della Salute Orazio Schillaci «tante parole ma zero fatti». Lo afferma in una nota la segretaria generale Fp Cgil Serena Sorrentino, annunciando una manifestazione nelle piazze italiane per il 20 aprile. «Sulle risorse alla sanità - rileva - Schillaci dimentica due dati. Il primo è che le risorse aggiuntive sono vincolate al rinnovo dei contratti del personale sanitario e che sono un terzo di quello che servirebbe per far recuperare potere d’acquisto ai salari falcidiati…
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“L’allarme che giunge dal mondo della scienza ad adeguare il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale in Italia agli standard dei Paesi europei avanzati non può restare inascoltato dal Governo. È il momento di agire per arginare una spirale che rischia di portare il sistema al collasso”, dichiara la Sen. Daniela Sbrollini, Vicepresidente della X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale del Senato, in riferimento all’appello diffuso in questi giorni a firma di…
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“La sanità oggi è solo per ricchi? Non ancora, ma questo è il motivo per il quale siamo preoccupati. Non vorremmo che lo diventasse. Ci sono dei segnali di scricchiolio del Servizio sanitario nazionale pubblico che vanno compresi, recepiti e che chiedono di avere delle politiche di reazione. Fare la manutenzione è assolutamente fondamentale per mantenere funzionante ed efficiente il SSN pubblico. Quello che noi vogliamo sottolineare con il Manifesto è che la sanità è una grande ricchezza dell’Italia e che si deve lavorare per fare…
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O dovrebbe essere - il tema dei temi. Lo ha ricordato con forza l'appello per salvare - e finanziare maggiormente - il servizio sanitario nazionale firmato da 14 big del mondo scientifico e sanitario, tra cui il Nobel per la fisica Giorgio Parisi, il farmacologo di fama internazionale Silvio Garattini, il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, l'immunologo Alberto Mantovani, solo per citarne alcuni.
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Sui giornali di oggi c’è questa storia favolosa dei tagli della sanità e dell’appello dei geni. Meloni ricorda una cosa molto banale, cioè che i fondi sanitari sono a 134 miliardi di euro e quindi siamo a livelli pre-Covid, quando erano 115. Paradossalmente, quindi i miliardi sono aumentati, anche se in rapporto alla produzione nazionale sono sempre quelli perché aumenta il PIL, aumentano anche in termini assoluti i soldi.
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Quale welfare per un Paese che invecchia? Un appello firmato da 14 scienziati e ricercatori, sollecita più risorse per il Servizio sanitario nazionale in crisi. Un dedalo di temi che meriterebbe un dibattito sereno. A quale modello di umanità vogliamo pensare parlando di sanità? Ne parliamo con mons. Marino Mosconi, cancelliere arcivescovile
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Il capo dipartimento cardio-vascolare dell’ospedale San Raffaele: «Le strutture accreditate contribuiscono all’offerta. Curiamo solo i ricchi? Al San Raffaele assistiamo migliaia di pazienti non benestanti, basta pregiudizi»
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L’appello dei più prestigiosi medici e ricercatori italiani sullo stato del nostro prezioso Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha avuto un primo risultato apprezzabile: richiamare l’attenzione su un tema fondamentale per la stabilità sociale del Paese e ribadire l’importanza di un servizio pubblico universalistico e accessibile a tutti. Ma non ci illudiamo, precedenti autorevoli grida di allarme sono caduti nel vuoto o hanno avuto solo lo spazio di un mattino per poi ricadere nel totale oblio.
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