Per decenni la ricerca sull’Alzheimer ha cercato di eliminare le placche tossiche che soffocano i neuroni, con risultati limitati. Ma un nuovo studio, pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy, suggerisce che forse la chiave non è distruggere le placche dall’interno del cervello, bensì riparare il sistema che dovrebbe eliminarle naturalmente: la barriera ematoencefalica. Questa sottile interfaccia di cellule separa il cervello dal sangue, impedendo…
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Chiunque abbia una persona cara con malattia di Alzheimer lo sa: è incredibilmente doloroso a livello emotivo oltre che sul piano della salute complessiva, sia per il malato sia per chi gli sta vicino. Il declino cognitivo e le perdite di memoria portano a non riuscire a riconoscere più le persone che si amano, ed è reciproco: questa malattia distrugge gran parte della bellezza di una personalità e di un carattere.
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(Adnkronos) – Si apre un nuovo scenario di cura per l’Alzheimer. Dalla Commissione europea è arrivato l’ok all’immissione in commercio di un farmaco che può rallentare significativamente il declino cognitivo e funzionale in chi soffre di questa malattia. Il farmaco è stato autorizzato per adulti con malattia di Alzheimer sintomatica in fase iniziale, che include persone con decadimento cognitivo lieve (Mci) e persone con lo stadio di demenza lieve dovuta ad…
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Si apre un nuovo scenario di cura per l'Alzheimer. Dalla Commissione europea è arrivato l'ok all'immissione in commercio di un farmaco che può rallentare significativamente il declino cognitivo e funzionale in chi soffre di questa malattia. Il nuovo farmaco Il farmaco è stato autorizzato per adulti con malattia di Alzheimer sintomatica in fase iniziale, che include persone con decadimento cognitivo lieve (Mci) e persone con lo stadio di demenza lieve dovuta ad Alzheimer…
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Un approfondimento sul meccanismo d’azione di Kisunla: chimica e funzionamento del farmaco spiegati Advertisement Avete sentito parlare di Kisunla, il nuovo farmaco approvato in Europa per affrontare l’Alzheimer, ma sapete come funziona esattamente? Questo anticorpo monoclonale, noto scientificamente come donanemab, rappresenta una svolta nella lotta contro la malattia, grazie alla sua capacità di agire in modo mirato e intelligente.
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