Di Giuseppe Gagliano – Il 24 aprile, in un gesto carico di significato politico, il ministero degli Esteri libanese ha convocato l’ambasciatore iraniano Mojtaba Amani, ammonendolo contro ogni ingerenza negli affari interni del Paese. Una mossa che riflette la crescente pressione internazionale su Beirut per riportare Hezbollah sotto il controllo dello Stato e che segna un passaggio delicato nella lunga e complessa partita tra Libano, Iran e Israele
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Dopo più di due anni di paralisi politico-istituzionale, il Libano si è avviato verso una nuova fase con l’elezione del nuovo presidente della Repubblica Joseph Aoun e la nomina di un nuovo esecutivo, guidato da Nawaf Salam. Senza dubbio, l’elezione del capo delle forze armate alla presidenza e la nomina dell’ex presidente della Corte internazionale di giustizia come primo ministro rappresentano un fattore di discontinuità con il passato.
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