Mercoledì 28 maggio 2025 alle ore 18 nel Palazzo Fortunato di Rionero in Vulture è in programma l’incontro con lo scrittore, saggista e portavoce della campagna “Sbilanciamoci!” Giulio Marcon, promosso dalla Cgil di Potenza tra gli appuntamenti della campagna per il referendum dell’8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza. Parteciperà la segretaria Cgil nazionale Daniela Barbaresi. La Campagna Sbilanciamoci! riunisce dal 1999 cinquantuno organizzazioni e…
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Approfondimenti:
Su scheda arancione, uno dei quesiti del referendum dell'8 e del 9 giugno chiede ai cittadini se vogliono parzialmente cancellare l'art. 8 della legge 604/1966 sul recesso da parte dell'azienda, facendo venir meno il tetto all'indennità di licenziamento per i dipendenti delle piccole imprese, quelle con meno di 16 dipendenti. Per fare chiarezza sui possibili esiti della consultazione e valutare se i diritti dei lavoratori potranno essere rafforzati davvero, ricordiamo anzitutto che oggi la legge…
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Di Elena Coatti Non c’è simbolo di partito sulla scheda. Nessun volto a cui affidare una delega in bianco. L’8 e 9 giugno, dice Maurizio Landini, “non si vota per qualcuno. Si vota per qualcosa”. E in un’Italia dove metà degli elettori resta a casa, dove il lavoro è sempre più frammentato, sottopagato, precario, quel “qualcosa” ha il sapore di una possibilità concreta di cambiamento. Parte da questo concetto il segretario generale della Cgil, sul palco del gremito Teatro De Micheli di Copparo, lunedì (26…
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Roma, 21 mag. "Nessuno dei quesiti referendari migliora realmente le condizioni dei lavoratori. Noi come FdI abbiamo sempre lavorato con altro approccio molto più concreto, legato alle politiche attive e non all'assistenzialismo. Sono referendum tecnici che non darebbero risultati sperati. Quello che noi vogliamo è aumentare il salario e il potere d'acquisto. Bene la recente approvazione della proposta di iniziativa popolare sulla partecipazione alla gestione di impresa: un provvedimento innovativo a favore dei…
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È inutile, peggiorerebbe la situazione, farebbe tornare indietro i diritti dei lavoratori. I detrattori dei referendum sul lavoro, e in particolare di quello che vuole cancellare il Jobs Act, usano interpretazioni false per screditare le ragioni dei quesiti. Critiche che spesso entrano nel merito con argomentazioni fuorvianti. Roba da far venire il mal di testa soprattutto a chi non è addentro alla materia, e cioè alla maggior parte di noi elettori.
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“I referendum sul lavoro sono uno strumento sbagliato nel merito e nel metodo perché non risolvono le questioni che si pretende di affrontare. Non si ristabilisce l’articolo 18 ma anzi si fanno tornare le tutele alla legge Monti-Fornero riducendo il numero di indennità riconosciute al lavoratore in caso di licenziamento. La Cisl non fa campagna pro o contro i quesiti e non invitiamo all’astensionismo.
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