Il silenzio dopo lo sgombero. La nebbia, ieri mattina, ha avvolto le torri vuote. Anche ieri imponente lo schieramento di forze dell’ordine, con polizia, carabinieri, polizia municipale ‘Terre Estensi’, vigili del fuoco. Tutti a disposizione per le persone che dovevano recuperare le ultime cose negli appartamenti. L’accesso al Parco Coletta era chiuso come avvenuto giovedì. Anche i passaggi per l’area del grattacielo solo per i residenti o per chi era autorizzato.
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Mentre sul Grattacielo è sceso il buio, non si placano le voci della polemica sullo sgombero delle torri A e C, concluso nell’arco della mattinata di giovedì facendo uscire le ultime famiglie rimaste. A riaccendere gli animi, sono state le parole del sindaco Alan Fabbri che, tra comunicati ai giornali e post sui social, ha ricostruito le tappe di una giornata difficile sotto molti punti di vista. Interventi che non sono andati giù ai volontari del Comitato Torri ABC, che hanno risposto…
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Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell’edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale. Le immagini ritraggono le consigliere comunali Anna Zonari (La Comune di Ferrara) e Anna Chiappini (Partito democratico) durante le operazioni di sgombero, mentre assistono alcune famiglie, con il cartellino identificativo al collo.
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Una lettera accorata, personale, ma anche politica nel senso più alto del termine: quello che riguarda la vita delle persone. A scriverla è Elena Cadamagnani Fedrigoni, nata e cresciuta nel complesso del Grattacielo di Ferrara, oggi residente in via della Fortuna. Fino a ieri, nella torre sgomberata dal Comune per motivi di sicurezza, abitava sua madre, 83 anni. Lo sgombero del Grattacielo — disposto dall’amministrazione comunale dopo il principio d’incendio dell’11 gennaio 2026, episodio che ha accelerato una situazione già…
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In mattinata terminato lo sgombero delle torri A e C, a Ferrara, con l’area circostante presidiata da polizia, carabinieri e vigili. Impossibile avvicinarsi, chiuso anche il vicino parco Marco Coletta. Svetta, il gigante abbandonato. Svuotato della sua anima. Le famiglie che lo abitavano. Uomini, donne, bambini esuli altrove. Restano le tapparelle alzate, i fiori alle finestre. Come se la vita scorresse all’interno.
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Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero. Gentile Sindaco, che sia Lei a raccontare cosa è successo ieri presso le torri del grattacielo è cosa strana.
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“Una giornata campale che ricorderemo per molto tempo”. Così Silvia Imbesi (Unità di strada – Caritas Ferrara) ha descritto il primo giorno alla struttura di San Bartolo messa a disposizione dall’Ausl per accogliere tra le 70 e le 80 persone sfollate dal Grattacielo. Sono entrati nella struttura solamente nella mattina del 12 febbraio, quando lo sgombero era già iniziato, ma avevano “già le idee chiare”.
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In quel crocevia di voci e culture che era il Grattacielo, ora regna il silenzio. Il giorno più lungo per le torri A e C – rimaste abitate dopo l’incendio dell’11 gennaio alla B e dichiarate inagibili dal sindaco – inizia quando è ancora scuro. Alle 7 di ieri, polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza ‘recintano’ la zona per avviare lo sgombero delle ultime famiglie (una quarantina) rimaste nei palazzoni fino all’ultimo momento.
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C’è anche lui a dare una mano. Paolo Falaguasta, direttore della Caritas, porta gli scatoloni oltre l’ingresso. Le scale e si sale. Larghi corridoi, la voce rimbalza. Stanzoni, camere dove vengono collocati i letti, comodino, abat-jour. Una luce dopo il lungo giorno dello sgombero. Una volta convento di San Bartolo, poi vecchio ospedale psichiatrico. Gli sfollati del grattacielo verranno accolti nel complesso della Regione affidato all’Asl, struttura che è stata presa in comodato temporaneo dall’Arcidiocesi di…
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Fin dalle primissime ora del mattino, sotto una pioggia fine e fredda, il gotha dei partiti di opposizione si raduna ai piedi del Grattacielo. Con loro, esponenti del mondo dell’associazionismo e del volontariato, tra cui Domenico Bedin di Viale K, impegnato nell’accoglienza degli sfollati sin dall’inizio dell’emergenza alle torri. Numerosi i volti della politica. Tra gli sfollati spuntano le consigliere Pd Sara Conforti, Anna…
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– Si spengono le luci negli appartamenti del Grattacielo, tapparelle abbassate e un andirivieni di famiglie che si lasciano alle spalle una fetta della propria esistenza. Tutto questo si consuma in una giornata uggiosa d’inverno, dove mestamente famiglie o persone sole si adoperano per caricare le ultime cose in macchina o sul furgone, oppure per portare via gli ultimi averi, chiusi in valigie gonfie di oggetti e ricordi.
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È stata una corsa contro il tempo quella che Caritas e Arcidiocesi di Ferrara insieme a tutte le associazioni che hanno supportato e continuano a supportare gli sfollati del Grattacielo. Tra loro Cittadini del Mondo, Viale K, Arci, Agesci che da ieri, insieme a tutti i volontari che si sono messi a disposizione, sono al lavoro per accogliere gli sfollati a San Bartolo. Dopo aver lasciato le loro abitazioni nelle Torri A e C fin dalle 7 del 12 febbraio, alle 18 gli sfollati non erano ancora…
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I dem Paolo Calvano e Ilaria Baraldi ma anche Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) e Anna Zonari (La Comune di Ferrara) intervengono sullo sgombero del Grattacielo iniziato alle 7 di mattina del 12 febbraio. Hanno raccontato quanto accaduto con un minimo comun denominatore sulla una gestione sociale ritenuta inadeguata da parte dell’amministrazione. Paolo Calvano, consigliere regionale del Partito Democratico, presente dalle 6.30 sotto le torri.
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«È stata una liberazione necessaria»: così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha definito lo sgombero di 300 persone che abitavano nel grattacielo vicino alla stazione estense. Altri 200 avevano dovuto lasciare l’immobile l’11 gennaio scorso, dopo un incendio nel vano scale. Le parole del primo cittadino leghista non sono una gaffe: la destra ha costruito la sua vittoria elettorale sulla necessità di «ripulire» il Gad, il quartiere dove si trova il grattacielo abitato perlopiù da migranti e famiglie a basso…
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“Contro sgomberi e speculazioni”, il Fronte della gioventù comunista, Cittadini del Mondo, il centro La Resistenza, Unione sindacale di base e Ferrara Transfemm annunciano un corteo cittadino “in difesa degli abitanti del Grattacielo” sabato 14 febbraio, con partenza dal parco Coletta alle 17.30. “Sabato saremo in corteo per le strade di Ferrara con gli sfollati e le sfollate del Grattacielo – fanno sapere -: pretendiamo la convocazione dello stato di emergenza e il blocco degli sgomberi fino a quando non verrà…
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Lo sgombero del Grattacielo arriva a Roma. I deputati e le deputate emiliani del Pd, Vaccari, Bakkali, Malavasi, Guerra, Merola, Gnassi e De Maria, hanno presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo l’incendio della Torre B, l’amministrazione guidata dal sindaco, Alan Fabbri, ha disposto lo sgombero anche delle Torri A e C, a partire dalla mattina del 12 febbraio alle 7.
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Caritas e Arcidiocesi insieme per gestire – in comodato temporaneo – uno stabile dell’Ausl di Ferrara nel complesso di San Bartolo per accogliere gli sfollati del Grattacielo. La notizia arriva poche ore dopo lo sgombero delle Torri A e C avvenuto nella mattinata di giovedì 12 febbraio. “Abbiamo seguito con preoccupazione come Chiesa di Ferrara-Comacchio, la situazione delle persone e delle famiglie evacuate prima da una torre, poi successivamente dalle altre due nell’area Grattacielo della nostra città.
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Cinquecento sfollati, tre torri evacuate e un dibattito pubblico che, ormai da un mese, oscilla tra chi la considera una questione privata e chi invece un'emergenza per cui è necessario un intervento diretto del Comune. È iniziato questa mattina (giovedì 12 febbraio) alle 7 lo sgombero delle Torri A e C del Grattacielo di Ferrara. Trecento persone stanno lasciando le loro case…
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Non uno sgombero ma una “liberazione”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri definisce l’operazione di trasloco forzato – per motivate esigenze di sicurezza – dei residenti rimasti nelle Torri A e C del Grattacielo. “Dall’amministratore di condominio – afferma il sindaco in un intervento sui social – abbiamo appreso che era venuto meno il requisito fondamentale richiesto dai Vigili del Fuoco, che fino ad oggi aveva consentito una sorta di tolleranza”.
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– Sono in corso dalle 7 gli sgomberi delle torri A e C del grattacielo dopo l'ordinanza firmata dal sindaco Alan Fabbri a seguito dell'incendio nella torre B dell'11 gennaio scorso. Importante il dispiegamento di forze dell'ordine, vigili del fuoco, 118, assistenti sociali e associazioni di volontariato. Fino a ieri sera all'interno erano presenti 36 nuclei familiari nella torre A e 6 nella C. Alle 11 è quasi terminato…
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Una zona off limit guardata a vista dai reparti antisommossa della Polizia di Stato arrivati con due furgoni da Padova. Nessuno può entrare. Anche per i giornalisti l’area è off limit. Mentre nel bar Mai Guai, riaperto con allacci autonomi, alcuni residenti delle Torri A e C bevono il loro ultimo caffè sotto le torri, gli occhi smarriti degli sfollati vanno su e giù dai corridoi. I primi hanno iniziato il trasloco forzato già prima dell’inizio delle operazioni, fissato per le 7 di mattina.
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Mary Trump, la nipote del presidente statunitense Donald Trump, è tornata a far parlare di sé. Ospite nel programma condotto da Bruno Vespa, Mary ha espresso senza mezzi termini le sue opinioni sullo zio, definendolo l’uomo più pericoloso al mondo. Questa affermazione non è casuale, ma riprende il titolo del libro pubblicato dalla nipote nel 2020, che presto sarà disponibile anche in Italia. Le parole contro il potere familiare Nel corso della…
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Gianluca Zambrotta, ex calciatore, è intervenuto sul momento della Juventus riallacciandosi anche alla gara disputata contro la Lazio. Le parole In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex calciatore Gianluca Zambrotta ha commentato il momento della Juventus, in vista della prossima sfida contro l’Inter. Quest’ultimo ha parlato in particolare del pareggio dei bianconeri contro la Lazio, sottolineando la difficoltà del match e la…
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Zambrotta alla Gazzetta dello Sport: «Spero che vinca la Juve! Ai bianconeri manca una punta vera, Vlahovic…». Segui le utlimisse Gianluca Zambrotta di Derby d’Italia ne ha giocati 14, tutti in bianconero. Il giorno prima della sfida di Sam Siro l’esterno campione del mondo 2006 ha detto la sua a La Gazzetta dello Sport. SPALLETTI «L’impressione, dopo le gestioni di Motta e Tudor, è che Spalletti abbia trovato la quadra nel gioco.
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