Genova. "Perché sostituire Roberto Cingolani alla guida di Leonardo? Tutti possono sbagliare. Anche i primi Ministri. E questo ci sembra il caso del Governo attuale. Ci sono errori, tuttavia, di tipo diverso, alcuni gravi, altri non spiegati, al punto da apparire del tutto ingiustificati. Ebbene sostituire Roberto Cingolani alla guida di una grande azienda strategica per il nostro Paese come…
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Una lettera aperta firmata da numerose personalità del mondo imprenditoriale, professionale e della società civile genovese esprime "stima e solidarietà" per Roberto Cingolani e critica duramente la scelta del governo di non confermarlo alla guida di Leonardo. I 28 firmatari parlano di una decisione "inspiegabile" e sottolineano come il governo "non abbia sinora spiegato le ragioni di questa scel…
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Era il 26 marzo del 2021. Si stava svolgendo l’Assemblea dei gruppi parlamentari dell’M5s, quando si aprì un videocollegamento e apparvero insieme Beppe Grillo ed il neoministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. “Io sono l’Elevato e lui il Supremo” disse il fondatore indicando lo scienziato destinato a diventare il fiore all’occhiello del nuovo governo. E oggi, all’interno di Leonardo, sono in parecchi a…
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Negli incarichi di vertice di imprese pubbliche designati dallo Stato dovrebbero essere chiare le motivazioni (nei casi sia di conferma che di sostituzione), le quali dovrebbero poggiare su criteri oggettivi e predeterminati in merito a requisiti, vincoli e risultati. Se invece questa regolamentazione non c"è, allora facilmente prendono piede, anche per i casi in cui sussistano effettive competenze, le voci della vicinanza del designato a questa o a quella componente del…
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Roberto Cingolani lascia la guida di Leonardo e sarà sostituito da Lorenzo Mariani, manager interno con lunga esperienza nel gruppo della difesa e aerospazio. L’avvicendamento, atteso per il CdA del 7 maggio, è stato interpretato come una scelta fortemente politica, considerando la quota pubblica del MEF (30,2%) nel capitale dell’azienda. La decisione ha acceso il dibattito politico: le opposizioni parlano di una possibile mossa del governo per rafforzare il controllo sulle aziende…
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Ci risiamo, ogni tre anni riecco spuntare uno dei vizi più amati dalla politica: trasformare ogni cambio al vertice in una resa dei conti, ogni sostituzione in una purga, ogni scelta industriale in un regolamento di conti ideologico. È un riflesso condizionato, buono per i talk show e per i retroscena da corridoio - non che a volte non manchino le ragioni - ma che non serve per capire come si governa davvero un grande gruppo strategico come Leonardo (sempre che ci sia davvero questo desiderio dietro le polemiche).
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Roberto Cingolani lascia il gruppo Leonardo con positivi risultati economico- finanziari e un eccezionale andamento in Borsa, risultati favoriti dalla guerra e dal riarmo, ma restano problemi di efficienza industriale, insieme a una questione strategica che coinvolge la politica: dotare l’Europa di un efficace scudo anti-aereo. Un sistema di protezione da tutte le minacce che …
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"L’indicazione del Mef alla presidenza di Leonardo spa di Francesco Macrì, rappresenta un motivo di grande orgoglio per la Toscana, una regione che dimostra non solo di avere una classe dirigente manageriale di alta levatura, ma anche un peso significativo nei massimi livelli degli asset nazionali" sottolinea il deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti in merito alla nomina di Macrì, 53 anni, presidente esecutivo di Estra, utility toscana che ha in Plures il primo…
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Diciamolo subito a scanso di equivoci. Roberto Cingolani ha fatto un lavoro ottimo. Esattamente quel lavoro per il quale Giorgia Meloni lo aveva preferito tre anni fa a Lorenzo Mariani, contro il parere del ministro della Difesa Guido Crosetto, che voleva invece, da subito, il capo del colosso europeo dei missili Mbda al vertice del gruppo pubblico. La scelta di Cingolani fu determinata dalla necessità di avere alla guida dell’industria della Difesa italiana una persona in grado di modernizzare tecnologicamente il settore.
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A Leonardo squadra che vince si cambia. Almeno secondo il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, che ieri - lamentando «ricostruzioni fantasiose» di Domani e del Corriere - ha fornito la sua versione sulla nomina di Lorenzo Mariani al posto di Roberto Cingolani come ad del gruppo. «La scelta è esclusivamente di natura industriale, dettata dal nuovo contesto geopolitico e dalle nuove priorità dell'industria della difesa a livello europeo», ha detto il potente consigliere di…
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La sostituzione di Roberto Cingolani con Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo (alla presidenza arriverà Francesco Macrì al posto di Stefano Pontecorvo) ha acceso polemiche e ricostruzioni spesso fantasiose, ma la linea del governo resta chiara: nessuna resa dei conti, nessuna frattura politica, solo una scelta industriale dettata dal nuovo contesto internazionale. A chiarirlo con nettezza è stato ieri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che ha voluto riportare il dibattito su binari realistici.
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Il Pd ha annunciato di voler presentare un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia Giorgetti e a quello della Difesa Crosetto riguardo la sostituzione di Roberto Cingolani come ad di Leonardo. «La vicenda solleva interrogativi seri che il Parlamento non può ignorare» ha detto il dem Antonio Misiani. L’interrogazione fa seguito a un articolo del quotidiano «Domani», secondo cui l’esecutivo avrebbe ricevuto pressioni da Alexander Alder, consigliere di Palantir di Peter Thiel, per il cambio di guida nell’azienda del settore…
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La premier continua ad avere un ottimo giudizio sul manager uscente, considerato «visionario» e fondamentale per l’innovazione tecnologica. Oggi però il gruppo della Difesa è chiamato ad intensificare la produzione. Missione più adatta a Lorenzo Mariani Il titolo di Leonardo spa nell’ultimo anno è cresciuto del…
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Fazzolari difende la scelta: “Motivi industriali”, ma l’opposizione incalza Un nuovo amministratore delegato al vertice di Leonardo al posto di Roberto Cingolani? "È una scelta solo di natura industriale, dettata dal nuovo contesto geopolitico e dalle nuove priorità dell'industria della difesa", dice all'Ansa il sottosgeretario alla presidenza del consiglio Giovanbattista Fazzolari, l'uomo che per Meloni ha rimodellato le nomine della partecipate pubbliche.
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“Ho letto ricostruzioni fantasiose sulla scelta del governo sui vertici di Leonardo”. A dirlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari che, contattato dall’Ansa, smentisce i retroscena giornalistici sui rapporti tra Roberto Cingolani e il governo Meloni. “Cingolani ha lavorato molto bene in questi tre anni e gode della piena fiducia del governo e, per quanto possa contare, anche della mia personale”, dice Fazzolari, sostenendo che l’ormai ex amministratore…
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MILANO – La mancata riconferma di Roberto Cingolanialla guida di Leonardo è figlia di una scelta industriale del suo azionista di riferimento. Lo ha chiarito il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari. "Ho letto ricostruzioni fantasiose sulla scelta del governo sui vertici di Leonardo. Roberto Cingolani ha lavorato molto bene in questi tre anni e gode della piena fiducia del governo e, per quanto possa contare, anche della mia personale.
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Sul profilo di Francesco Macrì, nuovo presidente del Cda di Leonardo, si sono accesi nelle ultime ore i riflettori. Per capire lo spessore umano, prima ancora che manageriale, del 53enne top manager aretino, basta andare sulla sua pagina social. Macrì ha scelto di accompagnare la notizia della sua indicazione
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Quattro assi pugliesi nelle partecipate: è quanto emerge dalle indicazioni che il governo Meloni ha stilato per il rinnovo dei vertici di Enel, Eni, Leonardo ed Enav. Le proposte - frutto della concertazione tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) con gli altri dicasteri competenti - evidenziano conferme per Enel ed Eni, e un cambio di passo soprattutto per Leonardo. Nell’Enel, dove c’è stata la conferma di Paolo Scaroni come presidente e di Flavio Cattaneo come…
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Sabato 11 aprile 2026 Di Luca Franceschi /// Il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle ha sollevato forti critiche nei confronti della strategia governativa per Leonardo, accusando l’esecutivo di orientare l’azienda verso una logica di economia di guerra. Secondo il vicepresidente M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, la questione non riguarda tanto il profilo personale del…
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Altro che sovranisti. Altro che “prima l’Italia”. Nei corridoi ovattati del potere romano, tra un caffè ristretto e un dossier secretato, la parola d’ordine che gira da settimane è una sola: allinearsi. Non a Bruxelles ma a Washington. E più precisamente alla nuova grammatica dell’“America First” versione 2.0, quella che arriva con la benedizione di…
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«Nessuno mi ha avvisato che non sarei stato rinnovato, nessuno mi ha ancora chiamato per darmi spiegazioni». È la versione di Roberto Cingolani, l’ormai quasi ex amministratore delegato di Leonardo. Uscirà il prossimo 7 maggio dopo l’assemblea dei soci, così sta rispondendo agli amici. Senza fare drammi, ma con la «curiosità» di capire i motivi, «seppur formalmente legittimi e insindacabili», che hanno portato il governo — che lo aveva…
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Deluso, sì. Ma ancora combattivo. Sicuro di aver fatto bene. Di aver riportato fiducia dentro un gruppo che, progetto dopo progetto, è diventato un catalizzatore europeo. Convinto, ancora, di averlo messo al centro delle strategie internazionali sulla difesa, al punto da impensierire gli Stati Uniti. All’indomani della sostituzione per mano del governo, Roberto Cingolani non vuole uscire d…
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Una caduta libera. Un’altra. Questa volta fino a -5,27%. Il day after del cambio ai vertici è all’insegna della sofferenza in Borsa per Leonardo. La partenza a Piazza Affari è subito negativa: il titolo cede il 2,1%, a 58,13 euro. È solo l’inizio. A metà giornata precipita fino a -7,5%, per poi assorbire una parte delle perdite. Il risultato registrato in chiusura ricalca quelli degli scor…
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La gestione delle nomine delle partecipate pubbliche rischia di lasciare strascichi. Il primo è la distanza ancora più marcata tra Palazzo Chigi e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Giovedì, più o meno nei minuti finali dell’informativa di Giorgia Meloni alla Camera, a pochi metri dall’aula, Crosetto si presentava ai cronisti marcando la sua distanza …
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La spartizione. Nei cda l’infornata di sconosciuti, ex assessori, trombati vari, e vecchie glorie Il caso buonuscita dell’ad di Terna che andrà in Eni La grande spartizione delle poltrone al vertice delle maggiori società pubbliche appena decisa dal governo porta con sé la consueta dote di sconosciuti, ex parlamentari, trombati, ex assessori regionali o consiglieri comunali, professionisti d’area e anche un problema di sontuose buonuscite.
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Non è stata una rivoluzione, con qualche cambio e altrettante conferme. Le nomine ai vertici di Enav, Enel, Eni e Leonardo mostrano una sola vera rivoluzione, proprio quella all’interno dell’ex Finmeccanica. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha fatto fuori l’amministratore delegato Roberto Cingolani e al suo posto ha scelto Lorenzo Mariani. Alla presidenza va Giuseppe Macrì al posto di Stefano Pontecorvo.
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Fra tutti i manager in scadenza, sembrava uno dei più inamovibili per meriti acquisiti sul campo. Invece Roberto Cingolani è diventato il bocciato più eccellente di questa tornata di nomine, e anche l’unico estromesso dalla ribalta delle quotate di Stato. Altri top manager non sono stati riconfermati in sella alla stessa azienda che guidavano dalla primavera 2023, ma sono stati comunque ben ricollocati nel perimetro…
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Il MEF deposita le liste: Lorenzo Mariani nuovo ad di Leonardo Il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha depositato ieri le liste per il rinnovo degli organi sociali di Enel, Enav, Eni e Leonardo. Con riferimento all’assemblea degli azionisti di Leonardo convocata per il prossimo 7 maggio, il MEF – titolare del 30,2% del capitale – ha depositato, di concerto con il MiMIT, la seguente lista per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione: Francesco Macrì…
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La decisione più complicata è stata quella per il dopo Cingolani. La sostituzione dell’amministratore delegato del gruppo Leonardo ha intricato la partita nomine, rallentando fino alla tarda notte di ieri il via libera del deposito delle liste per il rinnovo dei consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche. A gestire il dossier è stata la premier Meloni, che all’indomani della…
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Il governo ha deciso le nomine al vertice di Enel, Enav, Eni e Leonardo. Dopo aver confermato, qualche giorno fa, Matteo Del Fante come amministratore delegato di Poste Italiane e Silvia Rovere come presidente, ha trovato un accordo su altre caselle da riempire, dopo le riunioni e i contatti che in questi giorni si sono succeduti tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e i vicepremier, Antonio Tajani…
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