«È stato un gesto forte e per me anche doloroso perché la Messa delle 10 è la Messa dei bambini e per me i bambini sono un sacramento». Don Maurizio Patriciello non ha usato giri di parole, subito dopo l’intimidazione subita domenica mattina a Caivano. Durante la celebrazione, un uomo si è avvicinato all’altare e gli ha consegnato un fazzoletto: dentro c’era un proiettile. Il parroco del Parco Verde, da anni in prima linea contro la camorra e il degrado, ha spiegato…
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"Un gesto forte e per me anche doloroso perché la messa delle 10 è la messa dei bambini e per me i bambini sono un sacramento". Così don Maurizio Patriciello parlando dell'intimidazione subita. Il prete anticamorra aveva appena invitato a pregare per la legalità dopo gli spari di sabato tra i condomini nel parco verde di Caivano. Si indaga per capire se sia il gesto di una persona con disagio mentale o se invece qualcuno lo abbia incitato.
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Una busta contenente un proiettile calibro 9x21. Questo è il grave atto intimidatorio che si è trovato a fronteggiare don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo nel Parco Verde di Caivano (Napoli), mentre celebrava la messa della domenica mattina. A recapitare la busta al sacerdote, da tempo simbolo della lotta alla Camorra e ai roghi di rifiuti nella Terra dei fuochi, è stato un uomo di 75 anni, già noto alle forze dell'ordine.
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Si chiama Vincenzo De Luca e sua figlia ha sposato un appartenente a un clan di camorra Si chiama Vittorio De Luca, è nato nel 1950 e tutti al Parco Verde di Caivano lo chiamano Caciotta. È lui che ha consegnato al parroco della chiesa di San Paolo Apostolo don Maurizio Patriciello un proiettile calibro 9. Ora è in carcere. La procura di Napoli lo accusa di atti persecutori aggravati dal metodo mafioso.
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CAIVANO. Oltre la pazzia, c’è solo la follia. È inquietante l’episodio verificatosi nella mattinata di ieri, poco dopo le 10 all’interno della parrocchia di San Paolo Apostolo di Caivano, dove il 75enne Vittorio De Luca, detto “Vittorio ’o capellone”, suocero del boss Domenico Ciccarelli, meglio noto con il soprannome di “Caciotta” e attualmente detenuto, dopo aver ricevuto la comunione, ha consegnato nelle mani di don Patriciello, un fazzoletto contenente un proiettile calibro 9x21
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Nonostante fosse già sottoposto a misure restrittive, un giovane di Frosinone ha continuato a violare le prescrizioni imposte dalla giustizia, finendo così in carcere. La Polizia di Stato ha infatti eseguito nei suoi confronti la custodia cautelare, sostituendo l’obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento alla parte offesa con una misura più severa. Il 30enne era stato arrestato lo scorso agosto in flagranza di reato per atti persecutori dagli uomini…
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