"È importante avere un portafoglio di peso, come merita il nostro Paese, in quanto grande fondatore dell'Ue". Queste le parole di Alessandra Moretti, europarlamentare del Partito Democratico in merito a una possibile nomina come commissario all'Economia di Raffaele Fitto. "Con Paolo Gentiloni abbiamo avuto un'Italia ben rappresentata per 5 anni; il nostro Paese deve essere di nuovo giustamente rappresentata con competenze importanti come la delega all'economia", ha aggiunto l'europarlamentare.
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Ue, Ceccardi "No a divisioni strumentali sulla nomina di Fitto" 13 settembre 2024 BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) - "Il governo italiano ha fatto un nome, Raffaele Fitto: una persona di altissimo livello. Crediamo che non debbano esserci opposizioni da parte della sinistra a questa nomina". Queste le parole di Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega, in merito alla possibile nomina del ministro Raffaele Fitto a commissario europeo
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"Non c’è migliore figura di Raffaele Fitto per capacità, competenza, esperienza, genesi e valori, in grado di difendere l’Europa e difenderci in Europa. Fitto ha dimostrato di essere un fuoriclasse, la persona che ci ha portato , prima di ogni altro Paese, alla settima rata del Pnrr. La contrapposizione dei Verdi? Può starci, ma non ci tocca minimamente. All’interno dei socialisti mi aspetto invece che il Pd, ricordando quel che Berlusconi fece a suo tempo per Gentiloni, manifesti…
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La decisione è rinviata a martedì, perché ci vuole tempo per ricomporre il quadro. Ursula von der Leyen inizia il secondo mandato in salita e dovrà ricorrere al manuale Cencelli elevato alla massima potenza. La distribuzione delle deleghe richiede un delicato punto d’incontro fra equilibri politici e geografici, interessi e peso dei Paesi, competenza dei candidati e anche la questione di genere. L’opposizione a Fitto, prima dei liberali e ora di socialisti e verdi e pure di una parte dei popolari (la maggioranza Ursula), era…
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Minuti per la lettura Non votando per von der Leyen, Meloni si è allontanata dalla stanza decisionale europea e i segnali dalla Ue non dicono nulla di buono Non bastano le rassicurazioni di Manfred Weber, presidente del Partito popolare europeo e capogruppo all’Europarlamento che proprio dalle colonne del Corriere della Sera ha voluto inviare un messaggio distensivo al Belpaese e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Il mio amico Fitto conosce perfettamente l’Europa.
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Seduto su uno dei divani del Transatlantico di Montecitorio, Vincenzo Amendola, uno dei pochi del Pd che parla di politica estera con cognizione, guarda ad un presente pieno di incognite. «Cosa succederà in America? - si risponde sconsolato - finirà che vincerà Trump con la legge elettorale che hanno. La Harris è due punti su nei sondaggi a livello nazionale, ma negli Stati chiave è sotto. E purtroppo con Trump cambierebbero molte cose».
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È piuttosto curioso che la premier che votò contro Ursula von der Leyen pretenda per l’Italia un posto di peso nella Commissione a cui si oppone. Rifugiarsi dietro la “rilevanza dell’Italia” è un patetico tentativo di deresponsabilizzare le proprie scelte politiche La politica è un esercizio semplice nei suoi fondamentali. Nell’atto di composizione di un governo i voti marcano una linea tra chi accetta le regole di ingaggio e decide di appoggiarne la guida, evidentemente condividendo linee e contenuti.
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Come nel gioco dell’oca, Ursula von der Leyen s’è ritrovata catapultata indietro di qualche casella. Nulla di insormontabile, sdrammatizzano a Bruxelles, ma certo qualche dettaglio, nella messa a punto del nuovo esecutivo Ue, si sta dimostrando più ostico di altri. E nella giornata in cui avrebbe dovuto alzare il velo sulla composizione del suo collegio-bis e sui portafogli dei commissari in pectore - rinviato al 17 settembre, complice la mancata formalizzazione della nuova candidatura slovena -, la presidente…
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Si tratterà fino all'ultimo sulla nuova Commissione Europea. I Verdi: "Forti preoccupazioni". S&D: "Dimostri europeismo" Si tratterà fino all’ultimo sulla nuova Commissione. Con Ursula von der Leyen stretta tra le richieste degli Stati membri e quelle delle forze politiche che compongono la sua maggioranza. La questione della nomina di Raffaele Fitto tra i vicepresidenti esecutivi, ovvero tra quelli che avranno un controllo sui portafogli di…
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Non c'è dubbio sul fatto che aver negato ad Ursula von der Leyen i voti di Fratelli d'Italia per l'elezione a presidente della Commissione europea abbia offuscato l'immagine di Giorgia Meloni e indebolito la capacità negoziale dell'Italia. Ma, forse, non basta questo a spiegare la levata di scudi contro le nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo della Commissione con competenza su Coesione e Pnrr, deleghe che da sole valgono un migliaio di miliardi di fondi Ue.
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Si sta confermando complicata la formazione del nuovo collegio dei commissari, un tradizionale esercizio di equilibrismo politico. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato ieri che la presentazione della nuova compagine non avverrà oggi, come previsto, ma la settimana prossima. Nel frattempo, alcuni partiti rumoreggiano. Ieri addirittura i socialisti hanno minacciato un veto contro i commissari conservatori, tra i quali spicca Raffaele Fitto.
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In un continente in crisi, con due guerre in cui è coinvolto senza avere in entrambe un reale diritto di parola, un governo nazionale altrettanto in crisi di credibilità – sia interna che internazionale – si ritrova agganciato (anche per propria responsabilità) a un degrado generale della governance. Andiamo con ordine. La nuova Commissione europea doveva essere presentata ieri da Ursula von der Leyen, confermata nel ruolo di presidente da una maggioranza che da quasi sei anni porta il suo nome ed è parecchio eterogenea: popolari…
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