Forse è presto per parlare di pace. È una parola «impegnativa», un percorso che va preparato. Bisogna essere pragmatici. Le esperienze passate, «i fallimenti» degli anni scorsi, «hanno insegnato che non bisogna correre nella terminologia». «Probabilmente la prossima generazione potrà vivere in un mondo senza violenze ma solo se questa generazione si impegna». A partire dall’adottare un nuovo modo di comunicare.
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