(Adnkronos) - Emozione alle stelle sabato sera alla Mostra del Cinema di Venezia, dove 'Frankenstein', l'attesissimo adattamento gotico firmato Guillermo del Toro, ha conquistato il pubblico con una standing ovation da ben 13 minuti, la più lunga di questa edizione del festival. Sul palco della Sala del Palazzo del Cinema, visibilmente commossi, Oscar Isaac e Jacob Elordi non sono riusciti a trattenere le lacrime.
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Approfondimenti:
Non ci sono mostri nel cinema di Guillermo del Toro. O meglio, non nel senso tradizionale del termine. Le sue sono creature, presenze altre rispetto all’uomo, capaci di costruire mondi e relazioni che oscillano tra il fantastico e il reale. Amato dai cinefili fin dai tempi de “Il labirinto del fauno”, premiato a Venezia con "La forma dell’acqua”, il regista messicano torna ora in Concorso con quello che definisce il suo sogno di ragazzo: Frankenstein
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È una storia nota e arcinota, eppure con Frankenstein si piange ancora, dolcemente e rabbiosamente. Forse perché Guillermo del Toro mette nella ricerca di amore e umanità della sua Creatura, come pure nei tormenti di Victor, tutta la sua ricerca iniziata quando aveva sette anni, quando vide per la prima volta il Frankenstein del 1931 di James Whale e, guardando gli occhi di Boris Karloff, la Creatura, sentì un fremito di riconoscimento.
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Il gotico ha un fascino immediato, che coinvolge sempre nuovi cineasti. A gennaio è arrivata sugli schermi una nuova versione di Nosferatu diretta da Robert Eggers, oggi alla Mostra del Cinema di Venezia (in concorso), uno dei film più attesi è Frankenstein di Guillermo del Toro. A colpire è l’elemento esoterico che si fonde con l’umano: la bella e la bestia, il demone e l’angelo, l’orrore che si lega al sentimento, perché tutti i mostri oggi hanno bisogno di tenerezza.
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Guillermo Del Toro e i mostri: un amore senza fine che torna protagonista a Venezia 82 grazie al Mostro per eccellenza. di Cristiano Bolla Ricorda, tu mi hai strutturato più forte di te … Ma non cederò alla tentazione di mettermi in competizione con te. Io sono la tua creatura e nei tuoi confronti sarò sempre docile e comprensiva, laddove tu farai altrettanto con me. Oh, Frankenstein, non puoi essere equanime con tutti e calpestare solo me, al quale più che a ogni altro, devi giustizia, clemenza e persino affetto! Rammenta che tu mi hai…
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Era un bambino quando per la prima volta Guillermo del Toro si è avvicinato alla storia di Frankenstein e finalmente riesce oggi a portarlo in concorso al Festival di Venezia e poi sulla piattaforma di Netflix Original. La recensione di Mauro Donzelli. I sogni sono più intensi se si protraggono per anni. Nel caso di Guillermo del Toro, cantore di universi in cui i mostri si prendono la rivincita da secoli di ingiustizie e condanne…
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