Massimo Cacciari avverte: «Basta chiedere abiure e pentimenti. Così rischiamo che l’antifascismo diventi una foglia di fico per coprire la mancanza di proposte politiche sull’oggi» Professore, 80 anni dopo c’è ancora chi non riesce a dirsi antifascista. Perché?«Ottant’anni dopo siamo ancora qui a non capire. In teoria con il passare del tempo il giudizio dovrebbe diventare più semplice. Sono st…
Leggi
Sembra che il passato non passi. E quando non sappiamo dove andare torniamo sempre lì. Le occasioni non mancano mai: uno scrittore che cerca di aumentare un po’ la sua visibilità, una giornalista che si vuole vendicare per un presunto torto subito e il gioco è fatto. È la ciliegina sulla torta dopo che un prof emerito è stato querelato dal presidente del Consiglio per una botta di neonazismo. Insomma sta tornando il ventennio? E quindi inevitabilmente anche il nuovo antifascismo? Che nel partito del presidente del Consiglio ci…
Leggi
Pensate se Giorgia Meloni, dimostrando quella capacità di scartare e sorprendere tipica dei grandi leader, avesse colto l’occasione per pronunciare le parole che, invece, ha pronunciato Sergio Mattarella: “I veri patrioti furono i partigiani. Essere uniti nell’antifascismo è un dovere, senza memoria non c’è futuro”. Tipo Silvio Berlusconi a Onna, per rimanere nel campo del centrodestra, gran discorso.
Leggi
Prima contro Berlusconi, oggi contro Meloni. La sinistra ha sempre agitato la retorica della democrazia in pericolo in prossimità delle elezioni, trasformando l'antifascismo in un argomento di propaganda
Leggi
25 aprile, il sondaggio di Repubblica: niente onda nera (e quanti elettori Pd non sono antifascisti)
Andrea Muzzolon 25 aprile 2024 L'onda nera. Il pericolo fascista. E poi? E poi succede che la stragrande maggioranza degli italiani si dichiara antifascista. Questo è quanto emerge da un sondaggio realizzato da Noto e pubblicato da Repubblica. Sì, proprio quella Repubblica che da mesi, anzi oltre un anno - quando il governo Meloni si è insidiato - strepita dietro al ritorno delle fantomatiche camicie nere
Leggi
Dopo interminabili polemiche, inchieste tv fake, pretestuose accuse di censura, recriminazioni e patenti politiche arbitrariamente sospese e in attesa di giudizio da soloni accademici e intellettuali a briglia sciolta che popolano le schiere dell'intellighenzia di sinistra, con un post su Instagram Giorgia Meloni celebra il 25 aprile e mette
Leggi
Un caro saluto, chi scrive lo fa per pura passione, per sfizio, per divertimento, ma soprattutto per dire la sua, per esprimere un pensiero. Ecco questo mi ha spinto ad accendere il computer e iniziare a scrivere. Voglio dire come la penso, ma spero di offrire degli spunti di riflessione, sul fascismo. Dico questo perché, alla luce di quello che ha significato il fascismo per l’Italia, vedere oggi ancora dei nostalgici delle camice nere mi fa rabbrividire.
Leggi
Min. di lettura Il 25 Aprile del 1945 Milano e molte altre città del Nord Italia venivano liberate dalle forze nazi-fasciste, grazie alla lotta partigiana e all’aiuto delle forze militari alleate. Celebriamo oggi quella giornata, con la coscienza di come il Fascismo sia ancora tra noi, ogni giorno, con la sua volontà di potenza e la sua paranoica ossessione di decidere sui nostri corpi e sulle nostre vite.
Leggi
Povero 25 aprile, finito nelle mani di una giovane arrestata per presunte violenze dopo essere stata condannata più volte per violenza e di un intellettuale di seconda fascia in cerca di gloria. Purtroppo non da oggi il ricordo della giornata della Liberazione è diventato una baraccata, sta a quel giorno del 1945 come il gay pride sta ai diritti degli omesessuali: cose serie buttate in farsa. Come ha ben spiegato ieri su queste colonne Filippo Facci, non c'è alcuna relazione tra il dichiararsi antifascista e l'essere o non essere…
Leggi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie! Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Leggi
In un mondo ideale Giorgia Meloni, oggi, espletate le formalità istituzionali all’Altare della Patria, infilerebbe l’A1 a sirene spiegate in direzione Marzabotto, teatro della più grande strage nazifascista. Qui, tra gli “ooh” e molti preventivati “fischi”, strapperebbe anche qualche applauso di sorpresa. Basterebbero due sole parole, «sono antifascista», per chiudere definitivamente la diatriba che si ripropone ogni 25 Aprile e suggellare la pacificazione nazionale auspicata da Alcide De Gasperi…
Leggi
In un mondo ideale Giorgia Meloni, oggi, espletate le formalità istituzionali all’Altare della Patria, infilerebbe l’A1 a sirene spiegate in direzione Marzabotto, teatro della più grande strage nazifascista. Qui, tra gli “ooh” e molti preventivati “fischi”, strapperebbe anche qualche applauso di sorpresa. Basterebbero due sole parole, «sono antifascista», per chiudere definitivamente la diatriba che si ripropone ogni 25 Aprile e suggellare la pacificazione nazionale auspicata da Alcide De Gasperi…
Leggi
In un mondo ideale Giorgia Meloni, oggi, espletate le formalità istituzionali all’Altare della Patria, infilerebbe l’A1 a sirene spiegate in direzione Marzabotto, teatro della più grande strage nazifascista. Qui, tra gli “ooh” e molti preventivati “fischi”, strapperebbe anche qualche applauso di sorpresa. Basterebbero due sole parole, «sono antifascista», per chiudere definitivamente la diatriba che si ripropone ogni 25 Aprile e suggellare la pacificazione nazionale auspicata da Alcide De Gasperi…
Leggi
Per chi suona “Bella ciao”? Nel giorno della Festa della Liberazione tra i giovani astigiani tutti o quasi rivendicano di essere antifascisti. Il Ventennio per millennial e generazione zeta rimane tra i periodi più bui della Storia. Il dibattito tra chi sarebbe stato «dalla parte del duce e dei nazisti» e chi si sarebbe schierato coi partigiani è ancora attuale. «Nonostante nell’immaginario colle…
Leggi
«Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà». Queste le parole durissime di Giacomo Matteotti alla Camera dei Deputati, pochi giorni prima di essere rapito, torturato e ucciso dai fascisti. Era il 1924, e quest’anno, insieme al 79° anniversario della Liberazione, ricorre anche il 100° anniversario di uno dei primi gravissimi fatti della dittatura fascista.
Leggi
