MeteoWeb Allerta tempesta geomagnetica G2: il 21 luglio 2 anelli di plasma “oscuro” sono esplosi dal Sole, quando un filamento magnetico collegato alla macchia solare AR3757 ha generato un’eruzione. Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha registrato l’evento (immagine in alto). Si è trattato delle fasi iniziali di un’espulsione di massa coronale (CME), un fenomeno magnetico complesso che può causare tempeste solari con impatti sulla Terra
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Un gruppo di ricercatori dell'Università Aberystwyth, in Galles, ha scoperto che studiando le "regioni attive del sole" è possibile calcolare la velocità di espulsione di materiale solare all'origine di una tempesta geomagnetica. Questo potrebbe aiutarci a prevenire i possibili effetti catastrofici sulla tecnologia terrestre e satellitare.
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Il rischio che una tempesta solare possa distruggere le reti elettriche e i cavi sottomarini – e potenzialmente minacciare la civiltà – dipende dall’angolo con cui colpisce il campo magnetico terrestre e dall’ora della notte locale. Questo è quanto emerge da una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Frontiers in Astronomy and Space Sciences, che sottolinea l’importanza dell’angolo d’impatto del vento solare.
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Tre scienziati statunitensi hanno scoperto che gli shock interplanetari che colpiscono frontalmente il campo magnetico terrestre, generando aurore, causano anche correnti elettriche più potenti a livello del suolo, minacciando oleodotti e cavi sottomarini. La buona notizia è che, almeno in parte, si possono prevedere. Tutti i dettagli su Frontiers in Astronomy and Space Sciences Da quando lo scorso maggio i cieli italiani si sono straordinariamente tinti di rosso, spesso mi ritrovo a controllare il sito Space Weather Prediction Center…
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