Roma, 16 febbraio – Da uno studio condotto dai ricercatori della Northwestern University, pubblicato su Science Translational Medicine, emerge la possibilità che un farmaco anti-epilettico in uso da anni possa aprire un nuovo fronte nella prevenzione della malattia di Alzheimer, interferendo con il meccanismo che porta alla formazione della beta-amiloide più tossica. La scoperta apre un nuovo possibile fronte nel contrasto alla patologia, non intervenendo sulla…
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Approfondimenti:
Un recente studio condotto dall'Università di Exeter, nel Regno Unito, e finanziato dall'Alzheimer's Society ha rivelato tre farmaci approvati che potrebbero avere un ruolo nel trattamento o nella prevenzione della malattia di Alzheimer. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Pubblicati di recente sulla rivista Alzheimer's Research and Therapy, i risultati dello studio hanno mostrato che Zostavax, un vaccino contro un'infezione virale che provoca un'eruzione cutanea dolorosa, era il…
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Uno dei principali fattori che innesca il morbo di Alzheimer è un’alterazione della proteina cerebrale Tau. In condizioni normali essa aiuta a mantenere la struttura interna dei neuroni e permette alle cellule nervose di funzionare correttamente. Nella malattia, invece, la proteina Tau si raggruppa in maniera anomala e tali aggregati, oltre a interferire con il trasporto cellulare, danneggiano i neuroni e contribuiscono al deterioramento della memoria.
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Un comune farmaco antiepilettico sembra in grado di prevenire la formazione delle placche cerebrali nella malattia di Alzheimer. La speranza arriva da uno studio pubblicato su 'Science Translational Medicine', condotto da scienziati della Northwestern University in laboratorio, non ancora sull'uomo. Il farmaco si chiama levetiracetam e, a differenza dei primi medicinali autorizzati per l'Alzheimer che agiscono su placche beta-amiloidi già esistenti, sarebbe capace di prevenirne la…
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Cure precoci e più efficaci. È questo l’obiettivo della ricerca per la malattia di Alzheimer, patologia per la quale le opzioni terapeutiche rimangono ancora piuttosto limitate. Ad aprire una nuova possibilità è lo studio coordinato dall’Istituto di chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli (Cnr-Icb) incentrato sul rafforzamento delle difese naturali del cervello attraverso lo sviluppo di una piccola molecola smart.
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Il progetto guidato da Ripoli punta allo sviluppo di proteine ingegnerizzate in grado di intervenire sul malfunzionamento sinaptico, uno degli elementi centrali della malattia di Alzheimer. Un approccio che si discosta dalle strategie più diffuse, spesso focalizzate sull’eliminazione delle proteine tossiche come beta-amiloide e tau, e che propone invece di agire sulle conseguenze funzionali della patologia…
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Corpo Rafforzare le difese naturali del cervello attraverso lo sviluppo di una piccola molecola “smart”. È questa, in sintesi, la nuova strategia nella lotta all'Alzheimer proposta da uno studio coordinato dall’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Icb), pubblicato sul Journal of Neuroinflammation. La ricerca, condotta in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli Federico II, l’Università Campus bio-medico di Roma e la Fondazione Santa Lucia, descrive lo…
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