In questi giorni infiamma il dibattito in merito al referendum della Giustizia del prossimo 22 e 23 marzo. Di recente hanno fatto discutere le parole del magistrato e procuratore di Napoli Nicola Gratteri, a favore del “no”, che a Il Corriere della Calabria ha pronunciato la seguente frase: “Voteranno per il ‘sì’, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente.
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Approfondimenti:
Attori, comici, intellettuali, pm e firme dell’establishment culturale. Il fronte del “No” al referendum sulla giustizia può contare su un parterre di volti noti da tempo in campo per orientare l’opinione pubblica. Un copione già visto: quando c’è da colpire il governo, la coesione tra mondi diversi è lapalissiana. Non tanto nel merito, quanto in nome di una contrapposizione che sa di riflesso ideologico.
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Rubo l’idea a Giovannino Guareschi, che nel 1948 aiutò a battere il Fronte popolare nelle urne con uno slogan così semplice da risultare devastante: «Dio ti vede, Stalin no». Mutano i tempi, cambiano i nomi, ma in Italia la questione torna sempre lì: la libertà. E oggi quello slogan può essere aggiornato senza perdere una sillaba di senso. Io proporrei di appendere per le strade d’Italia, girando con il secchio e la colla come una volta, un manifesto tutto in maiuscolo, senza fronzoli: «DIO TI VEDE, GRATTERI NO! VOTA SÌ».
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Gratteri incendia il referendum, e anche a Pesaro scoppia la polemica: sindaco contro avvocato sul Sì e sul No. Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha pesantemente attaccato i giorni scorsi, il fronte del Sì al referendum sulla separazione delle carriere dicendo che "indagati, imputati e massoneria deviata" votavano per il sì. A Pesaro il sindaco Andrea Biancani si è schierato con lui e l’avvocato Gherardo Saragoni Lunghi, che difende Stefano Esposto…
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Patto corporativo nell’organo di autogoverno dei magistrati. Lo stesso che perdona il giudice che ha insultato le colleghe.La quasi totalità dei consiglieri togati (18 su 20) del Csm ha alzato gli scudi per provare a giustificare le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri sugli elettori del...
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Secondo Nicola Gratteri «piduisti, mafiosi e indagati» voteranno sì, mentre le persone perbene voteranno no. Nicolò Zanon, presidente del Comitato "Sì Riforma" e già vicepresidene della Corte costituzionale, perché a suo avviso lei si è arrivati a un tale imbarbarimento della campagna referendaria? «Il dottor Gratteri ha pronunciato parole
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Da “servitore dello Stato” e modello di “uomo virtuoso” a “estremista intollerante”, meritevole di prese di distanza o addirittura di denunce. L’impegno di Nicola Gratteri per il No al referendum lo ha trasformato in bersaglio degli stessi esponenti del centrodestra che, fino a poco tempo fa, lo riempivano di elogi e attestati di stima: l’apice …
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Lo faccio non per alimentare una sterile contrapposizione tra categorie, ma per ristabilire un principio di verità su dichiarazioni che sono state oggetto di una sistematica e, temo, deliberata operazione di travisamento. Il punto di partenza è l’intervista rilasciata da Nicola Gratteri al Corriere della Calabria il 12 febbraio. È necessario riportare il perimetro esatto delle sue parole per smascherare la mistificazione in atto.
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Durante la campagna per il referendum del 22 e 23 marzo, Brunella Bolloli attacca il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, accusandolo di “aver sbracato” con le sue affermazioni sul voto al referendum giustizia. Bolloli si riferiva in particolare alle dichiarazioni di Gratteri in cui avrebbe associato chi vota sì a delinquenti e indagati, scatenando polemiche e critiche. A difesa del procuratore interviene Pino Corrias, sottolineando che le parole di…
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