Le forze di sicurezza del Bangladesh continuano a ricorrere alla forza illegale e mortale nei confronti delle proteste degli studenti contro la riforma delle quote dell’impiego nel settore pubblico. Secondo fonti di stampa, dal 16 luglio sono stati uccisi quasi 200 manifestanti e diverse migliaia di loro sono rimasti feriti; altre fonti parlano addirittura di 61.000 persone colpite dalla violenza. Gli arresti sarebbero circa 2500.
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Trentadue morti in un solo giorno, il 18 luglio. Ma ce n’erano stati prima e ce ne sono stati dopo. Il totale, a ieri sera, era infatti arrivato ad almeno 170. In questo modo, il governo del Bangladesh sta affrontando il “Bangla Blockade”, le proteste promosse all’inizio di luglio dagli studenti contro una riforma che ripristinerebbe corsie preferenziali nell’impiego nella pubblica amministrazione, col 30 per cento dei posti di lavoro assegnati ai figli dei veterani della guerra d’indipendenza del 1971: un…
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Due giorni fa in Bangladesh la polizia ha sparato sulla folla che manifestava, soprattutto giovani, uccidendo centoquindici persone. I feriti? Non pervenuti. Sì, perché i nostri media (quelli che l’hanno fatto) hanno dedicato alla notizia solo un boxino nella pagina Esteri. Non è una novità. I direttori scelgono le notizie da enfatizzare (che so, i divorzi di Kamala, in questi giorni) in base a due criteri: 1.
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Manifestazione nel cuore della città, oggi pomeriggio, da parte di un nutrito gruppo di cittadini del Bangladesh, in relazione ai gravi fatti che stanno avvenendo nel Paese che si affaccia sul Golfo del Bengala, dove è salito il numero degli arrestati durante le proteste degli studenti contro le quote per il reclutamento nel servizio civile, duramente represse: sono oltre 2.500. Almeno 174 persone, tra cui diversi agenti di polizia, sono morte durante i disordini.
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Non può essere un giorno normale in Bangladesh, dopo 200 morti, migliaia di feriti e oltre 2.500 arresti in una settimana di sangue, ma la calma è tornata. Sono state sospese le proteste con i blocchi di strade e ferrovie da parte degli studenti che dal 15 luglio contestavano il sistema delle quote nel lavoro statale. Il bilancio quotidiano di vittime, solo stimato perché i dati ufficiali saranno annunciati solo dopo un'inchiesta giudiziaria, si è fermato.
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Presidio dei bengalesi di Monfalcone contro la premier Hasina dopo massacro degli studenti. Alcune centinaia di persone di etnia bengalese hanno dato vita martedì sera 23 luglio a Monfalcone in piazza della Repubblica a un presidio di solidarietà agli studenti universitari che protestano contro il Governo al potere nel loro Paese. I manifestanti hanno esposto una serie di slogan contro la premier del Bangladesh Sheikh Hasina accusata di aver represso le…
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Secondo i dettagli forniti dalla polizia di Dacca e della città portuale di Chittagong, è salito a 2.580 il numero delle persone arrestate in Bangladesh dall’inizio delle proteste contro le quote di assunzione nel pubblico impiego. Nella serata di oggi, sarà tuttavia ripristinata parte delle connessioni internet. “La banda larga sarà ripristinata questa sera”, ha dichiarato a AFP Junaid Ahmed, il ministro delle telecomunicazioni…
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Di Enrico Oliari – Gli studenti da giorni protestano a Dacca, in Bangladesh, per la riattivazione da parte di un tribunale del sistema delle quote per il pubblico impiego, abolito nel 2018 dalla Corte suprema in quanto ritenuto discriminatorio e certamente non meritocratico. Di fatto il sistema prevede che ampie quote dei posti pubblici siano riservate a specifiche categorie, persino ai parenti dei caduti e ai reduci di guerra dell’indipendenza dal Pakistan del…
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Il bilancio delle vittime sale a 174 persone. Sono oltre 2.500 le persone arrestate. Proseguono in Bangladesh le proteste studentesche contro la controversa legge sull’assunzione dei dipendenti pubblici. È quanto emerge da conteggi dell’agenzia di stampa Afp basati sui dati forniti dalla polizia e dagli ospedali. I funzionari di polizia della capitale Dhaka, della città portuale di Chittagong e di altre città hanno fornito ulteriori dettagli sugli arresti, che ora ammontano a 2.580.
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Centinaia di cittadini bengalesi si sono dati appuntamento nel tardo pomeriggio di ieri in Piazza Cavour e con striscioni e cartelli hanno protestato contro il governo del loro Paese. Cori e slogan scanditi alla Spezia come in tante piazze di città italiane per dare un segnale forte contro il potere in carica. In Bangladesh in questi giorni stanno scoppiando mobilitazioni studentesche, talvolta represse dalla polizia, per chiedere diritti e parità di…
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Più di 2500 persone in totale sono state arrestate in Bangladesh negli ultimi giorni in seguito alle violenze legate alle proteste contro le quote di assunzione nel pubblico impiego, secondo un nuovo conteggio effettuato dall'agenzia di stampa Afp
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La Corte suprema di Dacca rivede il sistema delle quote che ha innescato proteste in tutto il paese, ma la sentenza non basta a fare luce sulle responsabilità politiche per le 163 vittime accertate finora. Così sostengono gli studenti, che hanno dato al governo un ultimatum di 48 ore per accogliere tutte le loro richieste. LIO la Corte suprema bangladese ha accolto solo la principale richiesta del «movimento contro le discriminazioni», negando la validità con cui il 5 giugno l’Alta corte aveva…
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“Sono stato presente all’iniziativa a Palermo in sostegno degli studenti bengalesi che da giorni stanno protestando contro il loro governo e per rappresentare la vicinanza alla comunità palermitana. Non possiamo che condannare i gesti di violenza, che hanno portato alla morte di oltre 300 manifestanti. Studentesse e studenti che chiedono solamente che l’accesso all’impiego pubblico sia determinato in base al merito e non su diritti di discendenza.
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La voce del pezzo di Bangladesh trapiantato a Cesena, dove nel solo territorio comunale vivono oltre 500 nuovi cittadini provenienti da quel Paese, è risuonata ieri sera in piazza del Popolo. Una voce pacifica ma determinata e straziata dagli oltre 700 morti, in gran parte studenti, causati dalla repressione brutale di una protesta divampata in quella terra asiatica.Tutto è nato dalla decisione della Corte Suprema del Bangladesh di sbloccare un sistema che avrebbe riservato il 30% dei…
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Dopo Roma anche a Siena la comunità di studenti provenienti dal Bangladesh è scesa in piazza per accendere l’attenzione sui massacri che stanno avvenendo nel loro Paese ai danni degli universitari. Da inizio luglio, infatti, gli studenti stanno protestando contro un sistema di quote per l’accesso alla pubblica amministrazione che riserva il 30% dei posti di lavoro ai figli e ai nipoti dei veterani della guerra di liberazione dal Pakistan
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Meda. Si è svolta domenica mattia, 21 luglio, la manifestazione di alcuni cittadini bengalesi a Milano per dire stop al massacro di studenti in Bangladesh. Un'iniziativa voluta da Babar, cittadino medese originario proprio del Bangladesh che, venerdì 19 luglio aveva raccontato a noi di MBNews la drammatica situazione che in questi giorni sta tenendo sotto scacco il suo Paese. Non solo, i violenti scontri, degenerati negli ultimi quattro giorni, hanno creato un blocco…
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Più di 150 morti e 500 arresti, in Bangladesh le proteste per il lavoro fanno una strage All'origine delle proteste, animate in particolare dagli studenti universitari, un sistema che prevede quote nell'assegnazione dei posti di lavoro nel settore pubblico ROMA – Sono almeno 532 le persone arrestate durante le proteste di piazza e i disordini dell’ultima settimana in Bangladesh: ad annunciarlo è stato oggi un portavoce della polizia di Dacca, Faruk Hossain…
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Il Bangladesh si è risvegliato sotto il coprifuoco, con una significativa interruzione delle telecomunicazioni, dopo che la Corte Suprema ha abolito alcune quote per l'occupazione pubblica, scatenando proteste che hanno causato decine di morti questo mese. Gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza hanno provocato la morte di almeno 139 persone in tutto il paese e il ferimento di altre 5 mila, dopo che l'Alta corte ha ripristinato le riserve di lavoro rimosse nel…
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Si sono ritrovati ieri mattina in piazza Matteotti per manifestare in segno di solidarietà con i loro connazionali in patria. Anche a Modena come in altre città d’Italia la comunità bengalese è scesa in piazza dopo gli scontri che in Bangladesh hanno visto almeno un centinaio di studenti uccisi dalla polizia durante delle manifestazioni sul tema del lavoro. Il movimento nasce dalla tensione per la mancanza di prospettive e per un sistema di assunzioni nel settore pubblico che favorisce solo una piccola minoranza.
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Dopo la settimana di violenze per le strade di Dacca, in Bangladesh, dove migliaia di studenti sono scesi in strada per giorni per protestare contro il sistema di assegnazione dei posti di lavoro statali, la Corte Suprema del Bangladesh ha deciso di abbassare dal 30 per cento al 5 per cento la quota di assunzioni nella Pubblica Amministrazione riservate ai figli dei veterani della guerra di liberazione contro il Pakistan
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La Corte Suprema del Bangladesh ha bloccato il piano del governo di introdurre un sistema di quote per riservare posti pubblici ai familiari dei reduci, che ha fatto esplodere le proteste che sono state represse nel sangue dalla polizia, provocando oltre 100 morti. Secondo la sentenza della Corte il 93% dei posti pubblici dovranno essere conferiti in base al merito, mentre solo il 5% andrà ai familiari dei reduci della guerra di indipendenza contro il Pakistan del…
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