Jannik Sinner a Roma ha completato il Career Golden Masters, un’impresa riuscita nella storia solo ad una leggenda di questo sport, Novak Djokovic. Il campione azzurro sta seguendo le sue orme ed ha tanti punti in comune con Nole, che ha dato inizio al suo impero intorno ai 21,22 anni, proprio come Jannik. Chi di grandi imprese ha fatto il suo pane quotidiano è Boris Becker, che nel corso della sua carriera ha collezionato 6 titoli del Slam oltre alla prima posizione mondiale.
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Uno dei ruoli più entusiasmanti all'interno di un torneo di tennis è quello dello speaker, colui che annuncia i giocatori quando entrano in campo. Agli Internazionali Bnl d'Italia questo ruolo è ricoperto da Carlo Nicoletti, lo speaker ufficiale del torneo sul Centrale del Foro Italico. Quest'anno ha avuto il privilegio di annunciare tanti italiani ma soprattutto Jannik Sinner, potendo urlare il suo nome dopo la…
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Sinner è pronto a inseguire una nuova impresa: la doppietta Roma-Parigi riuscita l'ultima volta a un italiano nel 1976, ancora Adriano Panatta. Boris Becker, sei volte campione Slam e altrettanti vinti come allenatore di Novak Djokovic, pensa che ci siano tutti i presupposti perché Jannik ce la faccia.
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Gli straordinari numeri di Jannik Sinner rimandano ancora una volta a Novak Djokovic. La carriera del numero uno del mondo fino a ora è molto simile, come numeri e titoli vinti, a quella del serbo quando avevano la stessa età, cioè 25 anni. Anzi, Jannik ha ancora più di due mesi di tempo per migliorare il suo bottino e diventare addirittura più vincente del tennista più vincente della storia, visto che il quarto di secolo Sinner lo festeggerà il 16 agosto.
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Jannik Sinner si riposa. Può sembrare strano, ma anche il re del tennis ha bisogno di godersi un po' di meritato "relax" nella sua casa in Alto Adige. Dopo la vittoria agli Internazionali d'Italia, a Roma, il numero uno al mondo finalmente ha potuto posare la racchetta e godersi un soggiorno tranquillo. Sinner è arrivato all'aeroporto di Bolzano, lunedì 18 maggio, a bordo del suo jet…
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"È terra, compagni è terra” approvavano sconsolati i viaggiatori di Fossati, in quel pezzo di mondo secco e polveroso fra il continente e l’immensità dell’Oceano, fra le radici e il mondo sconosciuto. Per anni la nostra Lusitania, nostra ovvero dell’umanità tennistica italiana, erano quei rettangoli di mattone triturato guardati a vista da statue classiche e da pini infiniti: li accumuna il silenzio, come si conviene a questo sport
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