Un'analisi più approfondita dei primi sette mesi dell'anno borsistico mostra che l'Europa e gli Stati Uniti sono sostanzialmente alla pari in termini di performance dei mercati azionari, anche se i loro andamenti sono completamente diversi. Le azioni europee hanno brillato a gennaio e febbraio, ma da allora hanno fatto poco. Le società statunitensi, invece, dopo un inizio d'anno fiacco, hanno registrato un'impennata a maggio, giugno e luglio.
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Le Borse europee rallentano il passo dopo l'indice Ism dei servizi americani, sceso inaspettatamente a luglio. Milano oscilla sulla parità (-0,02%), Londra lima i rialzi allo 0,2%, Parigi allo 0,1% e Francoforte allo 0,6% mentre a New York Nasdaq e S&P 500 cedono lo 0,1%. A Piazza Affari affonda Buzzi dopo i conti (-7,8%) e vanno male le banche con il rallentamento dell'economia che riapre i giochi per nuovi tagli dei tassi: Bper cede l'1,4%, Mps l'1% e Bpm lo 0,8% mentre rimbalza Amplifon (+4,4%), dopo le…
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Le nuove tariffe “reciproche” per 70 Paesi e i numeri deludenti sul mercato del lavoro Usa e sulla stretta dei consumi hanno trasformato il d-day trumpiano in una debacle per la finanza internazionale. Le Borse hanno bruciato 269 miliardi trascinate a fondo da quelle europee. Male Parigi-2,91%, Francoforte -2,65% e Milano -2,55% mentre Londra ha chiuso questo venerdì nero segnando…
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Una raffica di nuovi dazi globali annunciati da Trump e dati disastrosi sull'occupazione americana scatenano il panico sulle Borse. Torna l'avversione al rischio, l'oro vola e si fa concreta la paura di una nuova recessione globale, in un clima di caos e incertezza senza precedenti.
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Gli investitori avevano da tempo segnato un circoletto rosso per il primo agosto e puntualmente si è confermato un giorno infausto sui mercati. Alle turbolenze legate ai dazi si è aggiunta la doccia fredda dal mercato del lavoro statunitense, che mostra segnali di cedimento prima di quanto gli economisti si aspettassero. A fine giornata le Borse europee hanno chiuso tutte in forte ribasso bruciando complessivamente 269 miliardi di capitalizzazione.
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Le borse europee hanno ignorato l’effetto dazi per molte settimane, ma venerdì 1° agosto è arrivata la temuta correzione, con ribassi diffusi per i principali listini europei. A Piazza Affari il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,5%, in attesa che dal 7 agosto scatti l’aliquota del 15%, anche se l’Europa spera ancora di riuscire a strappare esenzioni in alcuni settori ritenuti cruciali, oltre a un sistema di quote per l’acciaio.
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BORSA: PROFONDO ROSSO A PIAZZA AFFARI CHE CHIUDE A -2,55% (Labitalia) – La prima seduta di agosto è pesante per Piazza Affari. L’indice milanese chiude gli scambi con un rosso del 2,55% scivolando così appena sotto la soglia psicologica dei 40.000 punti. Lo spread chiude in lieve rialzo a 86 punti base, uno in più rispetto agli 85 pb visti in apertura. BORSA: L’EUROPA GIÙ CON DAZI E LAVORO USA, PARIGI -2,91% – I dazi e il mercato del lavoro negli Stati Uniti sotto le attese si rivelano un mix micidiale per le Borse europee…
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Borse europee in calo nella fatidica data dell’1 agosto, in cui partono i dazi Usa nei confronti di economie come Svizzera e Canada che non hanno raggiunto un accordo con Washington. I listini del Vecchio continente hanno peggiorato le perdite dopo l’apertura di Wall Street, negativa anche in seguito ai dati deludenti sull’occupazione di luglio (sono stati creati solo 73mila posti, sotto le stime degli analisti che ne prevedevano 100mila).
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