Un’analisi basata su machine learning delle onde cerebrali registrate durante il sonno potrebbe aiutare a identificare le persone ad alto rischio di sviluppare demenza. Lo evidenzia uno studio pubblicato su JAMA Network Open e guidato dall’Università della California a San Francisco (UC San Francisco) insieme al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston. I ricercatori hanno scoperto che quando l’“età cerebrale” stimata dai segnali del sonno tramite EEG supera…
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Un'analisi delle onde cerebrali registrate durante il sonno potrebbe aiutare a identificare le persone ad alto rischio di sviluppare demenza. Lo studio ha rilevato che quando l'"età cerebrale" di una persona, stimata dai segnali del sonno tramite elettroencefalogramma (Eeg), supera la sua età anagrafica, il rischio di demenza aumenta. È il risultato di uno studio su Jama Network Open, condotto da esperti dell'Università della California a San Francisco e dal Beth Israel Deaconess Medical…
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Si stima che nel mondo il morbo di Alzheimer colpisca oltre 55 milioni di persone e i casi sono destinati ad aumentare. Nel 2030, infatti, si ritiene che le diagnosi saranno circa 78 milioni e ben 139 milioni entro il 2050.Questa non rosea prospettiva ci fa comprendere quanto sia necessario individuare la malattia per tempo. Gli scienziati statunitensi della Duke Health, guidati dal professore Bradley J.
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Questo articolo esplora il tampone nasale per Alzheimer, una frontiera diagnostica rivoluzionaria che potrebbe cambiare il modo in cui identifichiamo precocemente la malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. Scoprirai come un semplice prelievo dal naso possa rilevare marcatori patologici (beta-amiloide, tau fosforilata, neuroinfiammazione) anni prima dei sintomi classici, perché questa tecnica sta guadagnando terreno nel 2026 e quali sono le prospettive reali per l’uso clinico.
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Roma, 20 marzo – La diagnosi rapida di Alzheimer ancor prima che prima che si manifestino i problemi cognitivi e di memoria associati alla patologia già dalle sue prime manifestazioni, potrebbe presto essere una realtà, grazie a un test nasale rapido eseguibile in ambulatorio. A suggerire l’ipotesi di un tampone in grado di individuare i primi cambiamenti biologici legati all’Alzheimer è uno studio Usa pubblicato su Nature Communications da scienziati di Duke Health.
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Individuare l’Alzheimer nelle prime fasi è fondamentale per aumentare l’efficacia dei nuovi trattamenti, ma finora è risultato difficile. I ricercatori di Duke Health hanno sviluppato un test nasale rapido che può identificare precocemente i segni biologici della malattia. La tecnica, descritta in uno studio pubblicato su Nature Communications, utilizza un tampone delicato posizionato nella parte alta del naso per raccogliere cellule nervose e immunitarie…
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