Con le eccezioni di Vaticano e Filippine (ma solo per l’80% cattolico della popolazione), il divorzio è un diffuso e legalizzato quasi ovunque sebbene molti sono ancora i paesi in cui il divorzio è progettato a misura di maschio. Al contrario, alle nostre latitudini, la conquista del diritto a divorziare è stata una vittoria soprattutto per le donne e i movimenti femministi. Lo spiegano molto bene Edoardo Novelli e Gianandrea Turi con un volume appena uscito per Carocci – Divorzio, storia e immagini del referendum che…
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Oggi a Palazzo Calchi Taeggi, abbiamo celebrato Loris Fortuna e Antonio Baslini con una targa commemorativa a 50 anni dal referendum che sconfisse gli estremisti religiosi schierati contro il divorzio. Evento partecipato anche dagli eredi dei due parlamentari. La legge sul divorzio fu voluta per iniziativa della Lega Italiana per il Divorzio che trovò appoggio in Fortuna e Baslini, isolati persino nei loro stessi partiti.
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Milano, 13 mag. – “Parlamentari della Repubblica, promotori di diritti civili e padri della legge sul divorzio, pionieri di iniziative legislative a favore delle umane libertà”. È l’iscrizione incisa sulla targa in memoria di Loris Fortuna e Antonio Baslini, voluta dall’Amministrazione comunale di Milanp e scoperta oggi in corso di Porta Vigentina 15, in occasione del cinquantesimo anniversario del referendum abrogativo della legge sul divorzio.
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“Parlamentari della Repubblica, promotori di diritti civili e padri della legge sul divorzio, pionieri di iniziative legislative a favore delle umane libertà”. È l’iscrizione incisa sulla targa in memoria di Loris Fortuna e Antonio Baslini, voluta dal Comune di Milano e scoperta in corso di Porta Vigentiva 15 oggi, 13 maggio, in occasione del cinquantesimo anniversario del referendum abrogativo…
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Sono trasorsi ben 50 anni dallo storico referendum tenutosi in Italia il 12 e il 13 maggio. Nel 1974 il Paese confermò la legge sul divorzio. Allora servivano sette anni di separazione, oggi bastano sei mesi. La storia ha smentito chi sosteneva che la famiglia sarebbe morta: è solo cambiata. Convivere è la prima scelta e un figlio su 4 nasce fuori dal vincolo coniugale. Ma per matrimoni finiti siamo ancora ultimi in Europa
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Una foto strappata in tre, da un lato il padre, al centro i due bambini, a destra la madre, il loro abbraccio brutalmente diviso e sotto la scritta: “Meglio annullare una legge sbagliata che fare a pezzi la famiglia”; una luminosa coppia di sposi, sorridenti, lei castana con l’organza del vestito accollato ad ornare la gola, lui moro con cravatta d’ordinanza e sopra lo slogan “Chi crede nel matrimonio non ha paura del divorzio”.
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Una targa per ricordare i parlamentari Loris Fortuna (Partito socialista italiano) e Antonio Basilni (Partito liberale italiano) è stata apposta a Milano, in quella che fu la sede della Lid (Lega per l'istituzione del divorzio), in corso di Porta Vigentina 15. La data scelta è particolarmente simbolica perché, esattamente 50 anni fa, il 12 e 13 maggio 1974, si tenne il referendum sul divorzio, il primo referendum abrogativo in Italia.
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Cinquant’anni, anniversario tondo. Si celebra e si racconta dunque quel giorno storico quando l’Italia, chiamata a referendum, conferma di voler mantenere la legge che istituisce il divorzio: i promotori del referendum vengono sconfitti con uno scarto di parecchi milioni di voti. Ecco dunque rievocazioni, testimonianze, analisi. È cronaca che ormai si è fatta storia. Solo che in molte di queste rievocazioni e “racconti” ci sono dei vuoti.
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Il 12 e 13 maggio 1974 - si svolgeva il referendum sul divorzio, il primo referendum abrogativo della storia della Repubblica. Il popolo italiano, con un’ampia maggioranza di circa il 60% dei votanti, confermava la legge "Fortuna-Baslini", che nel dicembre 1970 aveva introdotto il divorzio nel nostro ordinamento, ponendo fine a una situazione anacronistica e di arretratezza civile. Basti pensare che fino ad allora il divorzio in Europa, era bandito, oltre che in Italia…
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Io c’ero. Il 12 maggio 1974 è passato alla storia come una giornata memorabile. Quasi il 60% degli italiani rifiutarono di abrogare la legge Fortuna-Baslini sul divorzio entrata in vigore il primo dicembre 1970. In parlamento si era creata una maggioranza PSI, PLI, PRI, PSDI insieme al PCI e agli Indipendenti di sinistra che aveva battuto DC e MSI. I democristiani accettarono lo scambio tra il voto del divorzio e la…
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Cinquant’anni fa, il 12 e 13 maggio 1974, si teneva il primo Referendum nell’Italia repubblicana per l’abrogazione o meno della legge sul divorzio: destinata a restare in vigore a fronte dei 19.033.929 voti contrari all’abrogazionismo e ai 13.188.184 favorevoli. Risultato inatteso, nelle sue proporzioni. "Pensavo che piovesse – sembra abbia commentato in Vaticano il cardinale Ugo Poletti – ma non che diluviasse".
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L'Italia divisa in due sul divorzio. Cinquant'anni fa si votava sulla possibilità di "sciogliere" o meno il matrimonio. Era l'Italia degli anni Settanta, con il boom economico alle spalle e davanti a sè - ma non lo sapeva - una delle stagioni più brutte e controverse della storia repubblicana. La legge Fortuna-Baslini (dal nome dei primi due firmatari) era stata approvata nel 1970, ma il 12 e il 13 maggio del…
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ROMA — «Le vostre mogli finiranno per scappare con le cameriere…». Caltanissetta, 26 aprile 1974. Teatro Regina Margherita. Una sala piena di contadini, fatti venire coi pullman dai paesi della Sicilia interna, notabili col nodo della cravatta grosso, il ceto medio della maggioranza silenziosa che diffida degli estremismi. Da Roma è sceso Amintore Fanfani, il capo della Dc. Nei pullman i contadini hanno cantato O bianco fiore in onore del segretario che promuove le ragioni di chi vuole abrogare la legge…
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Cinquant’anni dopo ci vogliono (soltanto) sei mesi per dichiarare finito un amore. Nel 1974 si dovevano aspettare sette anni di separazione perché un giudice dicesse: sì, siete liberi, il vostro matrimonio è “sciolto”. Un tempo infinito, un limbo di vita che sarebbe dovuto servire, per la morale colpevolista di allora, a ripensarci, a pentirsi. Non accadeva naturalmente, non accade oggi, ma baste…
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“Giravamo l’Italia per incontrare le donne: dalla Sicilia all’Emilia, dalla Calabria alla Toscana. Conservo fotografie di comizi tenuti nei luoghi più diversi, piazze, fabbriche, campi, marciapiedi, tra le braccianti, tra le mondine. Eravamo l’Udi, eravamo il Pci, arrivavano in tante, comuniste, cattoliche, ma la battaglia per la legge sul divorzio fu assai più difficile di quella per l’aborto. Perché l’aborto lo conoscevano tutte, segreto, clandestino, prima o poi…
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Vinse il 'No' all'abrogazione della Fortuna-Baslini, aprendo alle conquiste nel campo dei diritti degli anni '70 Il 12 maggio 1974, esattamente 50 anni fa, 33 milioni di italiani andarono alle urne per un referendum che avrebbe cambiato la storia del Paese: la consultazione per abrogare la legge sul divorzio approvata quattro anni prima. Il ‘No’, che quindi confermava la possibilità di divorziare, vinse con il 59,26% dei voti (19.138.300 elettori) contro i ‘Sì’ che furono il 40,74% (13.157.558 voti).
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Maggio 1974: 50 anni fa il referendum sul divorzio La schiacciante vittoria dei “no” che cambiò l’Italia Di: Alessandra Leo Il 12 e il 13 maggio 1974 rappresentano un momento cruciale della storia d’Italia, un grande simbolo di cambiamento che affermò il laicismo in un Paese da sempre fortemente influenzato dal cattolicesimo. In quei giorni di 50 anni fa, cittadine e cittadini italiani furono chiamati ad esprimersi sulla possibilità di abrogare la legge che 4 anni prima aveva sancito il diritto al divorzio.
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Maggio 1974 Il 12 e 13 maggio 1974 in Italia avvenne un evento significativo nella sua storia democratica: il primo referendum abrogativo. Promosso dalla Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani, questo evento vide una partecipazione elettorale straordinaria, con l’87,7% degli aventi diritto che si recarono alle urne. La posta in gioco era alta, riguardando la conferma o l’abrogazione della legge sul divorzio in Italia.
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Cinquant'anni fa, il 12 maggio 1974 (ma si votò anche il 13, un lunedì) gli italiani furono chiamati alle urne per il primo referendum abrogativo della (...)(...) storia della Repubblica: quello sul divorzio
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Indimenticabile il film in cui Robin Williams interpreta un doppiatore divorziato da poco che, per poter passare del tempo con i suoi figli, si traveste da anziana signora inglese e si fa assumere dalla ex moglie (Sally Fields) come governante. Una pellicola che affronta il tema del divorzio e delle famiglie divise in modo profondo, ma al tempo stesso leggero e commovente, e che nel 1994 conquistò il Premio Oscar per il Miglior trucco e due Golden Globe (Miglior…
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A 50 anni dal referendum. Il 12 maggio 1974 il voto che cambiò costumi e modi della società italiana. Nella riflessione di un autorevole testimone, tensioni ideali del tempo e successive occasioni mancate
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Scusi lei è favorevole o contrario? A dare il titolo al film di Alberto Sordi del '66, è la domanda che ha diviso per anni un'Italia in bianco e nero, spaccandola sull'opportunità di dare la parola ai cittadini per mantenere in vigore la legge che porta il nome di un socialista e di un liberale, la Fortuna-Baslini n.898 con la quale, nel 1970, il divorzio è entrato nel nostro ordinamento. Un ingresso più che mai divisivo, con parte del mondo cattolico, e non solo, che difendeva…
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Non sempre il tempo che passa è la misura del progresso. Di certo, però, segna la distanza tra i mondi del prima e del dopo e in quello spazio, se guardi bene, trovi alcune verità utili a capire la direzione del cambiamento. Il 12 maggio, il referendum per il divorzio compie cinquant’anni. Sarebbe più corretto dire che il referendum abrogativo compie cinquant’anni, perché quella fu la sua prima volta, il giorno zero della partecipazione popolare contemporanea.
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Cinquanta anni fa, il 12 e 13 maggio del 1974, furono 33 milioni gli italiani che andarono a votare il primo referendum abrogativo in Italia, quello sulla legge sul divorzio, nota come Fortuna-Baslini, che era entrata in vigore il primo dicembre del 1970. Il quesito: «Volete che sia abrogata la legge 1º dicembre 1970, n. 898, "Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio"?». Il 13 maggio i dati ufficiali sancirono che gli…
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Il 12 e il 13 maggio 1974 , interrogati sulla possibilità di abrogare la legge che quattro anni prima aveva sancito e disciplinato il diritto al divorzio , cittadini e cittadine italiani si espressero in modo inequivoco. La prevalenza del NO, con un secco 59% rispetto al quasi 41% del SÌ, impedì la cancellazione della norma già votata a maggioranza dal parlamento e difese un istituto giuridico che in molti avevano cercato di cancellare o quantomeno ridimensionare.
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La legge che aveva istituito il divorzio era la n.898 del 1 dicembre 1970, la legge Fortuna-Baslini, che regolava la disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio. I primi firmatari erano il socialista Loris Fortuna e il liberale Antonio Baslini rappresentanti delle forze laiche che sostenevano il diritto a divorziare in contrapposizione con il mondo cattolico fortemente schierato per il Sì, dunque per l'abrogazione.
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Indipendentemente da come lo si voglia considerare, vincolo civile o sacramento, il matrimonio è ormai da decenni in "crisi". Macerata e provincia non fanno eccezione, tant’è che negli ultimi vent’anni nel Maceratese il numero dei matrimoni è sceso del 30% e il leggero incremento registratosi nel 2022 (primo anno post-Covid) è stato determinato anche da molti matrimoni di "seconde nozze". Inoltre, i…
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Cinquant’anni fa, il 12 maggio 1974, gli italiani votarono per il divorzio. Incredibili quegli anni. Non «formidabili», come qualcuno ha scritto, perché ci furono anche le bombe e le pistole. Incredibili però lo furono, perché, in quel contesto drammatico, la Democrazia Cristiana, partito di maggioranza relativa e di governo, approvò una legge che era agli antipodi delle convinzioni che animavano quel partito.
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È passato mezzo secolo dal referendum popolare in cui gli italiani difesero il diritto al divorzio nel primo referendum abrogativo della storia repubblicana. Era il 12 maggio 1974 e come testimonial dell'invito alle urne, c'erano Laura Efrikian e Gianni Morandi: attrice lei, cantante lui, insieme formavano la coppia più amata dello spettacolo. Signora Efrikian, su YouTube è possibile rivedere quello spot…
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