Di Domenico Giordano L’intervento di Mario Draghi nel corso della Conferenza dei diritti sociali a La Hulpe ha infiammato, com’era prevedibile, le discussioni digitali in Italia, ma non solo. L’ex presidente della Bce, infatti, ha avuto modo di anticipare dal podio il nucleo della sua visione sul futuro delle istituzioni europee: “il mondo è cambiato, le vecchie regole sono ignorate, se non violate, si sono moltiplicati i casi di concorrenza sleale tra Paesi.
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Chi non capisce che Mario Draghi sia l’unica scelta possibile e l’unica garanzia per l’Italia in Europa, è miope o fa finta di esserlo. La verità è che con l’apprestarsi di una nuova Commissione, visti anche i rapporti complicati tra Italia e Francia, è verosimile che verremo tagliati fuori dai giochi. La corsa di Ursula von der Leyen è in discesa e ci sono buone probabilità che non verrà riconfermata, in questo scenario - Draghi è il male minore - per tutti…
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E adesso si torna a gran voce a parlare dell’euroinomane e austerico delle brume di Bruxelles, Mario Draghi. Soprattutto se ne parla in vista di un possibile incarico di prestigio nell’Unione Europea. Come più volte abbiamo adombrato, Mario Draghi fa parte in senso pieno di quella cerchia di uomini superiori, nati appositamente per comandare e per di più senza dover passare da votazioni democratiche.
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Il percorso segnato da Draghi sulla competitività europea fallirà. Il lato positivo è che forse, finalmente, potremo prendere atto della crisi della globalizzazione. Ricordiamoci che l’infrastruttura politica europea è nata con la promessa che una maggiore integrazione dei mercati e con certe regole di bilancio l’Europa avrebbe potuto garantire ai suoi cittadini il benessere sociale. Come sappiamo però questa “idea” di Unione europea ha miseramente…
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Su Affari italiani si scrive: «Le parole pronunciate dall'ex premier Mario Draghi sugli errori passati di Bruxelles e il futuro "nebuloso" alle porte confermano i grandi movimenti in vista delle prossime elezioni europee e sullo scacchiere politico del Vecchio Continente. Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti qualificate, il presidente francese Emmanuel Macron è irritato con Ursula von der Leyen per le posizioni sui migranti della presidente della Commissione Ue e in particolare per i viaggi a Tunisi con Giorgia…
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Mario Draghi Di recente, Mattia Feltri, in uno dei suoi “Buongiorno” de La Stampa, ha riproposto le parole che Benedetto Croce dedicò nel 1931 all’onestà in politica. Il concetto è stato efficacemente definito dalla Fondazione Einaudi nel sintetizzare il pensiero del filosofo: «Governo degli onesti? Utopia per imbecilli.» Questa sintesi è del 2018 e non c’è nulla di più pertinente rispetto al fenomeno vissuto dall’Italia proprio quell’anno con la vittoria elettorale dei grillini e la costituzione del governo con la Lega.
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Come si è visto, il dibattito su Draghi in Europa, ossia sul ruolo futuro dell’ex presidente del Consiglio, era un po’ troppo in anticipo sui tempi. La fiammata dell’altro giorno era alimentata dall’importante discorso sui limiti dell’Unione attuale, ma si è esaurita in poche ore e tutto all’interno dei confini italiani. Lo aveva capito, fatto singolare, persino il premier ungherese Orbán: interr…
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Draghi e Letta incarnano due visioni contrastanti dell'Europa: una propone una discontinuità radicale, l'altra punta sull'adattamento e il rafforzamento degli strumenti esistenti. Mentre Draghi favorisce una maggiore concentrazione industriale e un approccio critico alla cultura antitrust, Letta si attiene all'ortodossia del mercato unico come pilastro europeo, puntando su regolamenti più stringenti
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La presidente Ursula von der Leyen è stata ricandidata alla guida della Commissione. Ma gli ultimi interventi di Mario Draghi lo hanno rilanciato per un nuovo ruolo europeo, forse proprio al posto dell'ex ministra alla Difesa tedesca. Gli italiani sembrano favorevoli PUBBLICITÀ La campagna elettorale in vista delle europee di giugno ha tra i suoi interrogativi il possibile ritorno di Mario Draghi a un ruolo di prestigio nell'Ue.
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Negli ambienti politici europei e sui media è tornato a circolare insistentemente il nome di Mario Draghi come possibile candidato ai vertici delle istituzioni comunitarie, soprattutto dopo l’anticipazione, martedì 16 aprile, della sua attesa “Relazione sul futuro della competitività europea” che dovrebbe essere pubblicata dopo le elezioni europee di giugno e commissionatagli dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
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Di seguito l'intervista di Mariastella Gelmini a "Il Messaggero" Mariastella Gelmini, vice segretario e portavoce di Azione, scommettete ancora sull’Agenda Draghi? «Assolutamente sì. A partire dalla messa a terra delle risorse del Pnrr, investimenti e riforme, che in una parola significano credibilità». L’ex premier è sceso in campo? «Chi lo conosce sa che non è un leader che si auto-candida. La sua è una scossa per un’Ue che sia all’altezza delle sfide e dei pericoli che ha…
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Michele Zaccardi 18 aprile 2024 I contenuti del piano per rilanciare la competitività europea, anticipati martedì da Mario Draghi, hanno dato di nuovo fiato alla suggestione che vede l’ex premier ricoprire un incarico di primo piano negli organi dell’Unione. Che sia come presidente della Commissione, la poltrona più prestigiosa e soprattutto operativa nelle istituzioni comunitarie, o come presidente del Consiglio Ue, sta di fatto che il nome dell’ex governatore della Bce continua a circolare.
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"Supermario" al vertice della prossima Commissione europea. L'ipotesi rimbaza nel dibattito politico italiano ormai da settimane: se Ursula von der Leyen dovesse fallire nel tentativo di strappare un bis, alla guida dell'esecutivo Ue potrebbe succederle Mario Draghi? Raccontano che lui, l'ex premier, in alcuni colloqui privati con amici e collaboratori si sarebbe già tirato fuori da questa prospettiva: «Non sono interessato».
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Così scrive l’agenzia Ansa, nel servizio in lingua inglese: Italian ex-premier and former European Central Bank President Mario Draghi said Tuesday that his upcoming report on boosting the EU's competitiveness will call for radical reforms. "We need a European Union that is fit for the world of today and tomorrow", Draghi said at a high-level conference on social rights in La Hulpe organised by the Belgian EU duty presidency.
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"Draghi, Draghi, Draghi... 24 ore e Draghi chi?". Daniele Capezzone, nel suo "Occhio al caffè", rassegna politicamente scorrettissima di Libero, fa le pulci ai giornali che ieri erano già partiti con l'operazione "violini e tromboni" a sostegno della possibile (auto) candidatura dell'ex premier a un ruolo di peso in Europa, magari proprio la presidenza della Commissione Ue. "Come per il Quirinale, la campagna non è partita benissimo", analizza il direttore…
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Dopo aver clamorosamente fallito nella corsa al Quirinale, Mario Draghi ci riprova, con la speranza di essere più fortunato in Europa, con il malcelato obiettivo di ottenere la poltrona attualmente occupata da Ursula von der Leyen. Tant’è che per la seconda volta, ricevendo il premio dell’American Academy in Berlin al Metropolitan Museum of Art di New York, ha riproposto la sua ricetta di sviluppo per l’Ue, oltre che ribadire l’esigenza di rafforzare la politica estera comune, indicata come uno degli attuali punti deboli del Vecchio…
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Ieri, nell’editoriale di Libero, Mario Sechi ha molto correttamente posto la questione cruciale a proposito dell’eventuale - più o meno sollecitata - partecipazione di Mario Draghi alla corsa per i principali incarichi nella prossima legislatura Ue: e il demos? E il popolo? E gli elettori? Qui in Italia dovremmo essere particolarmente sensibili e preparati sul punto sin dal 2011, quando, pur nel pieno rispetto formale della Costituzione, il governo Monti prese il posto…
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«Non so perché mi debbano trovare sempre un posto lontano dall’Italia». Mario Draghi sa perché, ma se ogni volta si serve della stessa battuta è per allontanare da sé il dibattito (quasi) tutto italiano sulla sua prossima collocazione internazionale. Come non avesse già un ruolo anche senza incarichi. Tempo addietro, quando era dato come sicuro successore di Jens Stoltenberg alla segreteria generale della Nato, venne intercettato al…
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L’ultimo discorso di Sua Competenza aggiunge nulla di nuovo. Rispetto ai precedenti, che avevamo commentato. L’unica novità è che – mentre i precedenti erano stati pronunciati in un contesto anglosassone – stavolta egli si è rivolto ad un pubblico leuropeo: ciò che ha messo in risalto una reale dissintonia. Uno strapuntino Tanto per cominciare, la sede era una fantomatica Conferenza ad alto livello sul pilastro europeo dei diritti sociali, riunita per firmare una altrettanto fantomatica Dichiarazione di…
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BRUXELLES. Attendista, possibilista, pronta a valutare l’ipotesi, se sarà e quando sarà, ma senza troppo entusiasmo. Così viene descritta Giorgia Meloni di fronte allo scenario di ritrovarsi Mario Draghi seriamente candidato alla guida del Consiglio europeo o della Commissione. La verità è che gran parte dei suoi fedelissimi ci credono poco. E sembrano interpretare fedelmente la premier quando …
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– La candidatura di Mario Draghi non c’è, ma è come se ci fosse. O almeno, tutti la danno per scontata. Senza scoprirsi troppo né per spalancare né per chiudere le porte, perché parlare della candidatura alla presidenza della Commissione europea prima del voto è impossibile. Chi si espone è Emmanuel Macron, principale sponsor in Europa dell’ex premier: "È un amico formidabile, è stato un grande presidente del Consiglio, ma le nomine si fanno il giorno dopo le elezioni".
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Torna sulla cattedra Mario Draghi. Sia con un nuovo discorso indirizzato all’Europa, sia (forse) per il ruolo al quale potrebbe ambire. L’ultimo piano dell’ex premier ed ex presidente della BCE suona infatti come un tentativo di proporre una rivoluzione europea. “Abbiamo bisogno di un’Unione europea che sia adatta al mondo di oggi e di domani“, ha detto alla conferenza di La Hulpe. “Quello che proporrò nel mio report è un cambiamento radicale: questo è ciò…
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Mario Draghi è "un amico formidabile. Attendo con entusiasmo il suo rapporto. E' una persona che ha lavorato molto per il vostro Paese, è stato un grande presidente del Consiglio". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron rispondendo - a margine della riunione di Renew pre-Consiglio europeo - ad una domanda sull'ex premier italiano. Interpellato nello specifico su come vedrebbe Draghi alla presidenza della Commissione, Macron ha replicato con un sorriso: "Non si fa politica così...
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Il mondo è cambiato, dobbiamo cambiare anche noi. Il discorso di Mario Draghi alla Conferenza europea sui diritti sociali ieri a La Hulpe, in Belgio, è insieme una fotografia del continente, un manifesto geopolitico e un campanello d’allarme. Anticipando i contenuti del report sulla competitività – che sta preparando su richiesta della presidente Ursula von der Leyen e che dovrebbe essere pubblicato dopo le elezioni europee di giugno – l’ex presidente della Bce dice chiaro e tondo che all’Europa serve “un cambiamento radicale”.
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– La situazione geopolitica a livello internazionale preoccupa i politici italiani e appare come un'occasione da non rinviare ulteriormente per giungere ad un esercito unico e una difesa comune. Ad accendere la miccia ci ha pensato Mario Draghi qualche giorno fa, sottolineando la necessità e l’urgenza di agire insieme come Europa, spostando il focus dalla competizione tra i singoli Paesi europei a un contesto globale.
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Un "cambio radicale" necessario secondo Mario Draghi, per un'Unione Europea che deve cambiare priorità per non farsi schiacciare dalle altre superpotenze economiche. Ecco quali sono le priorità dell'ex presidente della Bce, in 8 grafici
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Difesa, tecnologia e Unione bancaria. Queste le tre direttrici sulla quale l’Unione europea deve impegnarsi nell’immediato dato che “il mondo è cambiato, le vecchie regole sono ignorate, se non violate”. Ha dichiarato Mario Draghi durante una conferenza di due giorni, dedicata all’Europa sociale, che si sta svolgendo a La Hulpe, aggiungendo che “Il nostro processo decisionale e i nostri metodi di finanziamento sono stati concepiti per il mondo di ieri (prima del Covid, dell’Ucraina, della crisi in Medio…
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Il leader del M5S Conte è intervenuto sulle parole rilasciate a La Hulpe da Draghi che ha promesso un cambio radicale dell’Europa: “Il Presidente del Consiglio è stato il primo a dotarsi di un piano straordinario di finanziamento basato sul debito pubblico comune per affrontare le sfide comuni che per noi non sono il riarmo, la transizione militare, ma la transizione ecologica e digitale. Da questo punto di vista ben venga che anche nelle considerazioni di Draghi ci sia la necessità di una…
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E' quanto emerge da un instant mood Arcadia che ha registrato sui social 11.200 menzioni e 41.100 engagement legati alla figura dell'ex presidente del Consiglio Negli ultimi 7 giorni, dopo l’Italia con il 53,5%, è la Francia con il 36,9%, il Paese europeo dove la keyword nominativa 'Mario Draghi' si è posizionata con maggior frequenza nelle conversazioni digitali. Dietro Italia e Francia, con volumi di parlato meno consistenti troviamo la Spagna con il 3,6%, poi il Belgio con…
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La situazione in Medio Oriente, dopo l'attacco dell'Iran a Israele, è entrata nell'agenda del Consiglio europeo straordinario in programma domani e giovedì a Bruxelles. I leader si confronteranno sull'evoluzione della crisi, anche dopo la riunione in videoconferenza del G7 convocata sabato scorso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a cui hanno preso parte anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
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Il ritorno sulla scena dell’ex premier scatena la stampa prona. Che però scorda gli scivoloni collezionati a Palazzo Chigi: come il flop della tassa sugli extraprofitti, la riforma dell’idroelettrico e l’incubo del green pass. È tornato Gesù e non ce n’eravamo accorti. La sola ipotesi che Mario Drag...
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Mateusz Morawiecki, il sovranista polacco, l'anti-Tusk, da Bruxelles caldeggia l'adesione del partito di Viktor Orban, che si chiama Fidesz, nel gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei: quello in cui spicca Giorgia Meloni. «Ne ho appena parlato con la signora Meloni e con Santiago Abascal», dice il polacco: «A nome del mio partito, saremmo molto felici se Fidesz si unisse a noi». L'ex premier di Varsavia e vicepresidente di Diritto e Giustizia (il PiS) spera che «la maggior parte, se non…
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L'ex premier davanti ai protagonisti del mondo sociale e i vertici europei nella Conferenza sul Pilastro europeo dei diritti sociali “Abbiamo bisogno di un’Ue adatta al mondo di oggi e di domani. E quindi quello che propongo nella relazione che il Presidente della Commissione mi ha chiesto di preparare è un cambiamento radicale, perché è ciò di cui abbiamo bisogno”. È quasi un manifesto quello che Mario Draghi enuncia davanti ai protagonisti del mondo sociale e i vertici Ue nella…
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