«Ho fatto arrabbiare? Ho letto un testo. Non ho capito: il testo si può distribuire ma non si deve leggere?». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alle telecamere della trasmissione di La7 L'aria che tira, dopo la bagarre scoppiata alla Camera per il suo intervento. A chi le faceva notare che Ventotene è un simbolo, la presidente del Consiglio ha risposto: «È un simbolo del quale ho riletto i contenuti.
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– Al termine di una giornata all’insegna della polemica politica, culminata con la bagarre nell’Aula di Montecitorio e la sospensione della seduta per il via libera alla risoluzione di maggioranza sul Consiglio Europeo, la premier Giorgia Meloni torna a dire la sua sul tema che ha scatenato le vibranti proteste dell’opposizione. Su Ventotene "ho fatto arrabbiare? Ho letto un testo… non capisco cosa ci sia di offensivo.
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Via libera a risoluzione della maggioranza su Consiglio Ue alla Camera, 188 i sì e 125 i no 19 marzo 2025 L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza relativa alle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul Consiglio europeo che si terra' a Bruxelles da domani. Il documento, identico negli impegni all'Esecutivo a quello licenziato ieri dal Senato, ha ottenuto 188 voti favorevoli e 125 contrari (9 gli astenuti).
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"La mia Europa non è quella del manifesto di Ventotene". Detta così, l'affermazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fatta nell'aula della Camera al termine della sua replica al dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani, avrebbe sicuramente amareggiato quanti nel testo scritto nel '41 dagli oppositori del regime fascista al confino nell'isola, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, e poi pubblicato da Eugenio Colorni che ne firmò la…
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"Il manifesto di Ventotene? Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia". Giorgia Meloni alla Camera attacca il testo di Spinelli, Rossi e Colorni e anche la manifestazione di Piazza del Popolo, dove in 50mila hanno risposto alla chiamata di Michele Serra a "una piazza per l'Europa". Cosa non le piace di quel manifesto e perché lo fa? Per certo alla vigilia del Consiglio di Bruxelles le complica la vita la Lega che non…
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“Sono indignata”. Così Renata Colorni Spinelli ha commentato all’Ansa le dichiarazioni alla Camera della premier Giorgia Meloni sul Manifesto di Ventotene, in cui ha voluto sottolineare come quella del manifesto “non sia la sua Europa”. Figlia di Eugenio Colorni, uno degli autori del Manifesto ucciso nel 1944 dai fascisti, e di Ursula Hirschmann, ha ricordato il contesto in cui nacque il documento: “La premier…
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Ue, Conte: su Ventotene polemica creata ad arte da Meloni 19 marzo 2025 ". Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nella sua dichiarazione di voto alla Camera sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul Consiglio europeo del 20 e 21 marzo. "Voi - ha aggiunto l'ex premier - sfiorate l'irriconoscenza. La presidente Meloni adesso è volata a Bruxelles, non vedeva l'ora: poteva rimanere qui visto che non ci viene mai.
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"Un salto di qualità grave". Renata Colorni a Metropolis commenta le parole di Giorgia Meloni pronunciate alla Camera contro il manifesto di Ventotene: "Questa non è l'Europa che vogliamo", ha detto citando i passaggi sulla proprietà privata. La figlia di Eugenio Colorni e Ursula Hirshmann commenta delusa: "La premier ha pensato di oltraggiare un gruppo di persone che rappresentano l'antifascismo italiano.
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A Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia il Manifesto di Ventotene non piace. Dice, la presidente del Consiglio, perché teorizza una rivoluzione “socialista” per l’Europa che uscirà in macerie dalla seconda guerra mondiale. Ma, a parte l’estrema semplificazione a fini politici di un testo estremamente complesso, forse non è solo per questo. Il documento, redatto nel 1941 da Altiero…
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Il 14 marzo 2025 è stata promulgata la legge della Regione Toscana n. 16/2025 che, per prima in Italia, disciplina le modalità organizzative per l’accesso alle procedure di suicidio medicalmente assistito. Nel silenzio del legislatore statale, però, l’intervento di quello toscano giunge all’esito di un percorso caratterizzato da numerosi ostacoli, analogamente a quanto registrato in altri contesti territoriali.
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Angelo Bonelli, deputato di Avs e leader dei Verdi, ha mostrato alla Camera il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli: “Lo avrei regalato alla presidente del Consiglio. Ma lei, dopo aver picconato le istituzioni, scappa e non si presenta in Aula”. Il riferimento è a quando Giorgia Meloni ha duramente criticato il testo di uno dei padri fondatori – e ispiratori – dell’Unione…
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"Chiedo a Giorgia Meloni quali interessi sta facendo: quelli dell'Italia o quelli degli amici? Voleva fare la pontiera e invece di si è ridotta a complice silenziosa di Trump". Lo ha detto Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto alla Camera. "La voglio rassicurare: tutti sappiamo che l'Europa non può far affidamento su nessuno per la sua sicurezza e che nessuno pensa di rinunciare al rapporto con gli Stati Uniti ma di fonte agli insulti si reagisce e invece…
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La lettura e la serrata critica di alcuni punti del Manifesto di Ventotene di Giorgia Meloni alla Camera, durante il suo intervento in vista del prossimo Consiglio europeo, ha scatenato il caos in Aula. Le opposizioni hanno cominciato a urlare con veemenza, soprattutto dalle parti del Partito democratico. Il deputato Federico Fornaro era talmente contrariato dalle parole del premier che ha cominciato a sbattere i pugni contro il suo banco come un Kruscev…
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Toni accesissimi a Montecitorio dopo le critiche della premier al testo di Spinelli, Rossi e Colorni al confino nel 1941. Dai banchi della minoranza le urla: "Si vergogni, no al fascismo" Toni accesissimi in Aula a Montecitorio dopo l'attacco della premier Giorgia Meloni al Manifesto di Ventotene, il testo per la nuova Europa scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941 confinati dai fascisti presso l'isola delle Pontine.
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Sempre uguale a se stessa nella sua incrollabile ipocrisia. La sinistra che in queste ore si straccia le vesti perché il premier Giorgia Meloni ha messo in evidenza i concetti insostenibili contenuti nel Manifesto di Ventotene e che l'accusa niente meno che di «apologia di fascismo» per aver preso le distanze
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Rivolgendosi alle opposizioni, il presidente del Consiglio ha sostenuto di non aver chiara la loro l'idea di Europa, perché "nella manifestazione di sabato a piazza del Popolo e anche in quest'Aula è stato richiamato da moltissimi partecipanti il Manifesto di Ventotene
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“Mentre la situazione internazionale si fa drammatica, Putin già viola la tregua e si capisce che non ha nessuna intenzione di fermarsi, noi parliamo del Manifesto di Ventotene. Una cosa incredibile“. Così Carlo Calenda, intercettato dai cronisti all’esterno di Montecitorio, commentando la bagarre in aula dopo che Giorgia Meloni ha citato alcuni punti del Manifesto di Ventotene durante il suo discorso per le comunicazioni in vista del prossimo consiglio europeo
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“È più di un anno che Giorgia Meloni propone questa polemica. Noto con piacere che almeno questa volta lo stralcio sulla proprietà privata ha avuto il buon gusto di leggerlo integralmente, e non solo tre parole”. Quando lo sentiamo, Piero Graglia ha appena finito di leggere i lanci di agenzia che riportavano la messa all’indice del Manifesto di Ventoten…
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"Prego alla ripresa della seduta di mantenere toni consoni e adeguati all'Aula della Camera dei deputati. E questo anche per onorare la memoria di chi ha messo in gioco la propria vita per assicurare il principio di liberta' e di espressione da parte di tutti. Chi ha combattuto per la nostra liberta' merita il nostro plauso e merita anche il fatto che noi abbiamo rispetto per questa aula, quindi vi chiedero' in nome di quella liberta' e democrazia che quest'aula sia considerata in maniera…
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"Mentre la situazione internazionale si fa drammatica, Putin già viola la tregua e si capisce che non ha nessuna intenzione di fermarsi, noi parliamo del Manifesto di Ventotene. Una cosa incredibile". Così Carlo Calenda, intercettato dai cronisti all'esterno di Montecitorio, commentando la bagarre in aula dopo che Giorgia Meloni ha citato alcuni punti del Manifesto di Ventotene durante il suo discorso per le comunicazioni in vista del prossimo consiglio europeo
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C’è qualcosa di straordinario nel modo in cui Giorgia Meloni continua a fare equilibrismo tra retorica patriottica e pulsioni sovraniste, tra il richiamo alle radici europee dell’Italia e il costante tentativo di sabotarle. Il suo ultimo attacco al Manifesto di Ventotene alla Camera ne è la prova definitiva: la presidente del Consiglio ha deciso di puntare il dito contro il documento che ha gettato le basi dell’unità europea, come se fosse una pericolosa reliquia ideologica da rinnegare.
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