Il presidente americano, Donald Trump, sull’Ucraina è pronto a fare come Ponzio Pilato, ossia a lavarsene le mani. Due giorni fa, il Financial Times ha riportato un retroscena secondo il quale il tycoon, conferendo con i leader europei, avrebbe lasciato intendere che sarebbe pronto ad accogliere alcune richieste della Russia. Troppe, perché si possa parlare di pace giusta e duratura. In realtà potrebbe anche essere un pretesto per sfilarsi.
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In alcuni giochi, in particolare quelli da tavolo, dove ognuno dei partecipanti può controllare il comportamento di ciascuno degli avversari, di solito non manca il bluff. È definito così quel modo di fare messo in atto da un giocatore con l’intento di confondere le idee agli altri giocatori seduti al tavolo sul come intende eseguire una mano e, se gli riesce, l’intera partita. Il comportamento di Putin, Zar dimezzato e senza qualità di una Russia tragicamente epigona di “tutte le Russie” di un tempo remoto, è penoso, indiscutibilmente.
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Cari amici lettori, sia Papa Leone sia Donald Trump appaiono seriamente impegnati per raggiungere la pace in Ucraina. La strada è ancora lunga, ma soltanto dilettanti dell’informazione potevano immaginare che il primo colloquio telefonico fra Trump e Putin producesse un immediato cessate il fuoco. Si tratta, in ogni modo, di un grandissimo passo avanti, assolutamente inimmaginabile quando alla Casa Bianca c’era un Biden apertamente offensivo con il Cremlino e ugualmente ricambiato.
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