Il Tribunale di Roma ha stabilito che la piattaforma deve restituire fino a 500 euro di abbonamento ai clienti. Per i giudici le clausole dei contratti tra il 2017 e il 2023 sono illegittime perché "vessatorie" Il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) unisce le forze e avvia una class action contro Netflix. “Aderisci all’azione se sei vittima dell’ennesimo abuso ai danni dei consumatori”, si legge nel messaggio di Mdc che ha…
Leggi
La sentenza sulle clausole vessatorie dei contratti di Netflix era inevitabile perché la legge italiana è più rigida della direttiva europea. Ma il problema è proprio non aver riconosciuto che il diritto di recesso è già una tutela sufficiente del consumatore. Attenzione alle clausole contrattuali Il tribunale di Roma ha accolto un’azione collettiva promossa dal Movimento consumatori, dichiarando vessatorie le clausole applicate da Netflix per la modifica unilaterale del prezzo e delle condizioni contrattuali vigenti dal 2017 al gennaio…
Leggi
Una decisione del Tribunale di Roma ha stabilito che gli aumenti degli abbonamenti Netflix applicati in Italia negli ultimi anni sono da considerarsi illegittimi. La sentenza numero 4993/2026, pubblicata il 1° aprile, ha dichiarato nulle le clausole che permettevano alla piattaforma di modificare unilateralmente i prezzi senza una motivazione adeguata. Il provvedimento riguarda gli aumenti applicati nel 2017, nel 2019, nel 2021 e nel novembre 2024.
Leggi
“Non si può scaricare sul consumatore il rischio d’impresa. Gli aumenti devono essere motivati, trasparenti e comprensibili. In caso contrario, sono illegittimi e vanno restituiti”. È netta la posizione dell’avvocato Giovanni Di Rella (dell’associazione nazionale “Dalla parte del consumatore), che interviene su una vicenda destinata a far discutere migliaia di utenti italiani dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha dichiarato…
Leggi
