Mario Draghi ha preso posizione contro il Green Deal, facendo intendere che il completo addio all’auto con motore termico non è una strada percorribile. Ecco i dettagli sul suo intervento. Il mercato dell’auto attraversa il momento più difficile della sua storia, ed in un clima di questo tipo, pensare che dal 2035, in Europa è previsto l’addio ai motori termici, non può che peggiorare le cose. Allo stato attuale delle cose, le auto…
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L’Europa ha capitolato Le parole che Draghi ha diretto all’Europa, cioè a noi tutti, sono preziose. La fotografia che ne esce è di un blocco europeo fortemente incentrato sulla spesa pubblica e con un modello di sviluppo economico in crisi. L’aggressione Usa concretizzata nei dazi ha corrisposto alla capitolazione di fronte alla pressione commerciale cinese. Ragionevolmente, la guerra daziaria non porterà grandi benefici agli Usa e avvantaggia la Cina, almeno finché essa non arrivi alla piena…
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A un anno dalla presentazione del suo report, Mario Draghi torna a Bruxelles per fare i conti di quanto è stato fatto. Il messaggio finale è che sebbene qualcosa si sia mosso, molto resta da fare, e va fatto in fretta, con sacrifici e tenendo la barra dritta. Tre le priorità secondo l’ex premier: colmare il gap in ambito tecnologico, perseguire la decarbonizzazione senza rinunciare alla crescita, rafforzare l’economia.
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L’ex presidente BCE denuncia i ritardi su infrastrutture e costi degli EV, mentre il PPE prepara una proposta per rinviare il phase-out 2035 “Man mano che avanziamo con la decarbonizzazione, la transizione deve essere flessibile e pragmatica. Ma in alcuni settori, come quello automobilistico, gli obiettivi si basano su presupposti non più validi”. Questo il parere di Mario Draghi ex presidente della BCE: “La scadenza del 2035 per le emissioni zero allo scarico era…
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Le ultime dragate di Draghi Che cosa ha detto e che cosa non ha detto Mario Draghi parlando a Bruxelles alla conferenza di alto livello dedicata al suo rapporto sull'Europa. Il commento di Liturri Ogni volta che Mario Draghi pontifica sul futuro dell’Europa, sui quotidiani italiani viene osannato, su quelli europei guadagna qualche articolo in taglio basso e sul Wall Street Journal e sul Financial Times qualche striminzita colonnina.
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La verifica dopo un anno dalla presentazione del Report di Mario Draghi segnala l"aggravarsi dell"inazione dell"Unione, come è emerso nella Conferenza tenuta martedì nel Parlamento Europeo. Prima ancora va osservata la mancanza di progettualità da parte degli organi europei. Non è normale vedere un alto personaggio che «ab externo» formula una serie di proposte strategiche e operative per il rilancio dell"integrazione europea che poi vengono accolte dalla Commissione e…
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La transizione verde europea rischia di rimanere ferma ai box. A dirlo, senza giri di parole, è Mario Draghi: “In alcuni settori, come quello automobilistico, gli obiettivi di decarbonizzazione si basano su ipotesi che non sono più valide”, ha dichiarato l’ex premier nel corso della conferenza per l’anniversario della presentazione del suo rapporto sulla competitività dell’Ue. Draghi: “Stop motori termici regalo alla Cina”…
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Il bilancio di Mario Draghi è impietoso: a un anno dal suo Rapporto sulla competitività europea e in «un mondo che è cambiato» tutti i problemi si sono aggravati e gli obiettivi sull’auto a zero emissioni «rischiano di rivelarsi irrealizzabili». Qui il testo integrale del suo intervento «Il nostro modello di crescita sta svanendo» ha detto nella conferenza convocata dalla presidente Ursula von der Leyen, ma poco o nulla dei suoi suggerimenti si è tradotto in pratica.
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A un anno dal suo rapporto sulla competitività, Mario Draghi è tornato a Bruxelles con un messaggio anchora più netto di quanto non avesse fatto dodici mesi fa: la transizione dell'automotive non sta avanzando alla velocità necessaria e il quadro regolatorio va riallineato alla realtà industriale. Nel suo intervento alla conferenza "One year after the Draghi report", l'ex premier ha legato il tema auto all'urgenza di una politica…
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È bastato un passaggio, netto quanto chirurgico, per riaccendere il dibattito: Mario Draghi ha messo nel mirino le attuali regole europee sulle emissioni auto, definendole non più allineate alla realtà dei mercati e quindi bisognose di una revisione “il prima possibile”. Un appello che arriva da una figura tutt’altro che marginale e che dà forza al pressing crescente portato avanti da governi, Case automobilistiche e industriali di tutta l’Ue.
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L’inazione minaccia non solo la nostra competitività, ma anche la nostra stessa sovranità»: così Mario Draghi, personalità fra le più ascoltate e autore del celebrato Rapporto del 2024 sulla competitività, in conferenza stampa con Ursula von der Leyen per un primo bilancio di quel dossier. Un anno fa il clima era celebrativo, da grandi occasioni e il Piano interpretato come una sveglia indispensabile per rimettersi in piedi: investimenti aggiuntivi per 800 miliardi di euro l’anno, debito comune, rimozione delle barriere interne, più…
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A un anno dalla pubblicazione del suo Rapporto sulla competitività europea, l’ex presidente della Banca centrale europea e del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha rilanciato con forza il suo appello all’Unione, affiancato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il rapporto, concepito come una tabella di marcia per l’azione mirava a non essere un semplice “articolo accademico”, ma a “fare davvero la differenza”.
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L’ex premier si accorge soltanto ora che gli obiettivi green sono «irrealizzabili». Poi critica la burocrazia continentale: «Troppo lenta, potrebbe non riuscire a riformarsi». Il suo piano B: alcuni Stati facciano da sé.Mario Draghi fa il funerale all’Unione europea. «I cittadini e le aziende sono d...
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L'ex premier critica il divieto sulle auto termiche, evidenziando i problemi del mercato elettrico e la lentezza dell'Europa Fonte immagine Commissione Media Anche Mario Draghi bacchetta l’UE sullo stop alle auto termiche al 2035. Mancano ormai meno di 10 anni al divieto imposto da Bruxelles ai produttori di auto di far uscire dalle fabbriche modelli a benzina e diesel, ma la diffusione delle auto elettriche continua ad incontrare problemi.
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Mario Draghi è tornato a Bruxelles con la stessa lucidità chirurgica che lo contraddistingue. Un anno dopo la consegna del suo rapporto alla Commissione europea, l’ex premier ha ribadito che il vero peccato originale dell’Unione è l’autocompiacimento. L’inerzia, ha avvertito, non minaccia solo la competitività: mette in discussione la sovranità stessa dell’Europa. Un’Europa lenta, mentre il mondo corre I numeri non lasciano spazio alle interpretazioni.
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Un anno dopo l’appello è ancora più accorato, l’allarme più urgente. Nella parole scandite ieri a Bruxelles dall’ex Governatore della Bce e presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, di fronte alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, c’è la fotografia di un’Europa che continua ad accumulare ritardi senza capire che il tempo si è ormai esaurito. Anche perché, nel frattempo, il mondo sta cambiando rapidamente con scenari inimmaginabili anche pochi mesi fa.
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Il peccato originale dell’Europa ha un nome preciso: auto-compiacenza. A un anno dalla scossa lanciata dal podio di Palazzo Berlaymont, Mario Draghi è tornato a Bruxelles con un monito che, ancora una volta, non concede attenuanti. Non è soltanto la «competitività» del continente a vacillare: in gioco c’è la «sua stessa sovranità», ha scandito guardando in volto Ursula von der Leyen che, prima d’incassare il controcanto dell’ex premier, ha esibito i passi…
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«L'inazione dell'Ue minaccia non solo la nostra competitività, ma anche la nostra sovranità». È passato un anno da quando Mario Draghi ha suonato la sveglia all'Europa con le oltre 400 pagine del suo rapporto e un appello a darsi una mossa per evitare una «lenta agonia» nella sfida globale tra Stati Uniti e Cina. Il tempo, però, sembra essere trascorso invano, a giudicare dalle parole con cui l'ex premier ed ex presidente della Bce ha salutato l'anniversario…
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A rischio di passare per la Cassandra dell’Europa, Mario Draghi è tornato ieri al cospetto del Parlamento europeo per ribadire che l’Unione è sull’orlo dell’irrilevanza. Mentre Vladimir Putin testa le difese comunitarie violando lo spazio aereo di Polonia e Romania, mentre l’ex alleato americano Donald Trump strangola il Vecchio continente con i dazi e gioca con ambiguità sulle garanzie militari …
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ROMA – Il tasso di implementazione del rapporto Draghi è un disastro, specialmente se pensiamo che molto probabilmente all’interno di quell’11% di misure adottate non c’è altro che gli obiettivi più semplici e a portata di mano». Jean Pisani-Ferry, esperto di politiche pubbliche ed economista di Sciences Po nonché ricercatore del Bruegel (che ha cofondato nel 2005) e a lungo consulente dei govern…
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BRUXELLES – «A un anno di distanza l’Europa si trova in una posizione più difficile». Non è un’esortazione ma una bacchettata. È la frase con cui ieri mattina Mario Draghi, alla cerimonia per ricordare la presentazione 12 mesi fa proprio del suo rapporto sulla competitività, ha bocciato quel che l’Ue ha fatto fino ad ora. La descrizione dei fatti è implacabile. Il debito pubblico è destinato a …
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A un anno dalla presentazione del rapporto che avrebbe dovuto salvare l’Europa ieri Mario Draghi ha constatato quanto le sue prediche sono inutili. L’ex di molte cose (presidente del consiglio di Bankitalia o della Bce, per esempio) si è presentato accanto alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nell’apprezzata veste del riformista illuminato ma incompreso dall’Europa burocratica che non corre al ritmo della concorrenza tra gli imperialismi mondiali che…
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BRUXELLES – “I prezzi del gas naturale nell’Ue sono ancora quasi quattro volte superiori a quelli degli Stati Uniti. I prezzi industriali dell’elettricità sono in media più che doppi. Se questo divario non si riduce, la transizione verso un’economia ad alta tecnologia si bloccherà”. Questo l’avvertimento lanciato dall’ex premier italiano Mario Draghi nel corso della conferenza per l’anniversario della presentazione del suo rapporto sulla competitività Ue.
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Dopo appena un anno dal rapporto sulla competitività, Mario Draghi ha ribadito alla Commissione Europea che per il settore automotive non è stato fatto nulla e che servono risposte rapide e concrete., Senza troppo girarci intorno, Mario Draghi è tornato a esprimere il suo pensiero in merito al momento e soprattutto al futuro del settore automotive. Riportiamo fedelmente alcune delle dichiarazioni odierne del Prof.
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