In vista del cantiere sulla prossima Legge di bilancio, stando alla proposte avanzata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon (Lega), c’è un gran dibattito sul tema delle pensioni. I lavoratori dipendenti che maturano determinati requisiti potranno infatti, su base volontaria, fare richiesta all’Inps di trasformare il trattamento di fine rapporto (Tfr) in una rendita mensile. ll “tesoretto” servirebbe per accedere prima alla pensione, a patto di soddisfare alcuni requisiti.
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Con il ritorno a scuola, l'inizio del campionato e via dicendo, torna anche il periodo in cui il governo prepara la manovra finanziaria. E con la legge di bilancio per l'anno che verrà torna anche il rebus delle pensioni. Rebus perché - dal 2011 in poi, con la riforma Fornero - il centro destra ha costantemente spinto per allentare i vincoli che portano a incassare l'assegno pensionistico sempre più in là con gli anni.
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Dopo l’arretramento del 2020-21 dovuto al Covid, l’attesa di vita media a 65 anni in Italia è continuata a crescere, passando da 20,4 anni del 2022 a 21,2 anni nel 2024. Alla luce di questi dati, secondo la legge attualmente in vigore, l’età per il pensionamento di vecchiaia, per il biennio 2027-28, dovrebbe aumentare di tre mesi, dagli attuali 67 a 67,3 anni. Questo meccanismo è necessario per non squilibrare il nostro sistema pensionistico.
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Con l’avvicinarsi della Manovra, come ogni anno si torna puntualmente a parlare di riforma delle pensioni. Rebus eterno di chiunque si trova a governare il Paese, chiamato a fare i conti con una curva demografica che gioca a sfavore. L’Italia è il primo Paese al mondo che, nella prima metà degli anni Novanta, ha assistito al sorpasso degli over 65 sugli under 15 ed è quello che maggiormente rischia di trovarsi nel 2050 con un rapporto di 1:1 tra pensionati e lavoratori.
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La curva pensionistica parla chiaro. Tra 2035 e 2040 la spesa previdenziale inizierà a scendere perché entrerà a pieno regime il sistema contributivo basato esclusivamente sui contributi versati dal lavoratore durante la carriera. Ma le pensioni, specie per chi avrà lavori discontinui, rischiano di essere insufficienti. «Per questo c’è bisogno di favorire la crescita della previdenza integrativa, da aggiungere a quella pubblica», dice a MF-Milano…
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Andare in pensione prima dei 67 anni: ecco tutte le opzioni. L'invecchiamento della popolazione e la scarsa natalità sono i fattori tenuti più in conto nel processo di riforma del sistema previdenziale, dove pochi giovani versano i contributi e sono molti gli assegni da pagare. Il governo pensa quindi di congelare l'aumento automatico dell'età pensionabile: i tre mesi in più (fino a 67 anni e 3 mesi) previsti dal 2027 dovrebbero quindi saltare.
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Tanto tuonò che non piovve. Dopo aver ammainato la bandiera dell’abolizione della legge Fornero, con gli italiani ancora sotto l’ombrellone il governo ha avanzato l’idea – controversa e già oggetto di vivaci critiche – di trasformare il Trattamento di fine rapporto (Tfr) in una rendita previdenziale da sommare alla pensione. Ciò, sulla carta, al fine di agevolare l’uscita anticipata dal lavoro a 64 anni per tutti i lavoratori, pubblici e privati.
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Negli ultimi giorni, molti lavoratori stanno seguendo con crescente attenzione – e una certa preoccupazione – le notizie che riguardano una possibile riforma dell’uso del TFR. Si parla, infatti, della possibilità di impiegarlo per accedere in anticipo alla pensione, con il rischio concreto che non sia più possibile richiederne l’anticipo per altre esigenze personali. Scopriamo insieme i dettagli della proposta Sostenere la previdenza…
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Puntualmente, mentre si spegne l’estate, si accende, con l’avvicinarsi della Legge di Bilancio, il dibattito sulle pensioni. Quest’anno, ma non è una novità, la questione che sta occupando il centro dell’attenzione è come offrire opzioni di pensionamento anticipato senza contraccolpi troppo negativi sui conti pubblici. Per questo si parla, da un lato, …
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Il capitolo pensioni anticipate continua a far litigare economisti e politici: da una parte c’è la montagna dei conti pubblici, dall’altra la platea di lavoratori che guarda l’orologio sperando di timbrare l’ultima volta prima dei 67 anni. L’invecchiamento della popolazione e la scarsa natalità stanno trasformando il sistema previdenziale in un terreno sempre più accidentato, con pochi giovani a versare e molti assegni da pagare.
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Negli ultimi giorni si è riaperto il cantiere pensioni: tra le ipotesi in vista della prossima Legge di Bilancio spicca una proposta che fa discutere lavoratori, imprese e sindacati. In sintesi: permettere l’uscita a 64 anni anche a chi non rientra nell’anticipata contributiva pura, usando il proprio TFR (trattamento di fine rapporto) come integrazione mensile per raggiungere la soglia minima richiesta dalla legge.
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Si avvicina la fatidica ora della manovra di bilancio per il 2026 e puntuale torna in campo il difficile tema delle pensioni tra promesse di uscita anticipata e necessita di risparmio su una spesa INPS già mastodontica. I dati dell’Istituto sono oggettivi e evidenziano che le pensioni anticipate potrebbero diventare un ricordo: nel primo semestre 2025 le pensioni anticipate sono state poco meno di 98mila, contro le oltre 118mila dello stesso periodo del 2024.
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Usare il Tfr per andare in pensione a 64 anni anziché a 67. È la proposta, lanciata con un’intervista al Corriere dal sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega, Claudio Durigon, per introdurre un nuovo canale di pensionamento anticipato. «Il tutto su base volontaria. Nessun obbligo, ma una libera scelta del lavoratore», non si stanca di ripetere lo stesso Durigon replicando al coro di no…
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Cosa dobbiamo ragionevolmente attenderci in materia di pensioni?«Si sta lavorando su una proposta che abbiamo avanzato come Lega e che penso abbia buone possibilità di essere accolta», risponde il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon. Di cosa si tratta?«Vogliamo estendere la possibilità volontaria di andare a 64 anni con 25 di contributi, ora prevista per chi sta nel sistema contributivo, a tutti i lavoratori, quindi anche a quelli che…
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Un sostegno economico mensile che molte famiglie non sanno di poter richiedere per i propri figli. Molti genitori si trovano a dover fare i conti con budget sempre più stretti, rinunciando a opportunità importanti per il benessere e lo sviluppo dei propri bambini. La situazione diventa ancora più complessa quando in famiglia ci sono minori che necessitano di supporto aggiuntivo per il loro percorso educativo e sociale.
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Bonus 150 euro: occhio all’accredito a novembre. Ecco se spetta anche a te Buone notizie in arrivo per una certa platea di cittadini italiani che si vedranno accreditare il bonus una tantum pari a 150 euro il prossimo mese di novembre. Finalmente una bella notizia che molti nuclei italiani potranno incassare: si tratta di una misura di sostegno economico prevista dal Decreto Aiuti ter. Dopo il bonus pari a 200 euro, l’Esecutivo di Mario Draghi ha deciso di sostenere…
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Bonus di novembre in arrivo: ecco a chi spetta il “tesoretto” e quali i requisiti Dopo il bonus 200 euro è in arrivo il nuovo bonus 150 euro: si tratta di un importante aiuto economico che l’uscente Governo Draghi ha previsto con il Decreto Aiuti ter. Si tratta un bonus che mira a sostenere i nuclei familiari che non riescono a fare fronte ai continui rincari delle bollette luce e gas ed al salasso derivante dalla spirale inflattiva.
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Questo bonus fa felici molte persone. Non è un momento semplice in generale, quindi fa piacere ricevere questi soldi. I bonus rappresentano uno strumento concreto con cui lo Stato può sostenere i cittadini nei momenti più complessi. In tempi di crisi economica o di emergenze impreviste, questi incentivi diventano un’ancora di salvezza capace di alleviare il peso sulle famiglie. Dal sostegno al reddito ai contributi per le…
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