È difficile trovare il momento della carriera più importante di Roberto Baggio. Qualcuno dice il 17 luglio 1994, giorno della finale dei Mondiali, quando nella lotteria dei rigori fu proprio lui a sbagliare il penalty decisivo dopo gli errori di Baresi e Massaro. Una beffa clamorosa, soprattutto per chi - come Baggio - fu capace di trascinare quasi da solo la nostra Nazionale fino alla finale. Beh quel rigore è dimenticato e non…
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Roby Baggio, di gol, ne ha plasmati molti. E che il primo dei 205 firmati in Serie A sia caduto al San Paolo, con Diego Armando Maradona in campo e il Napoli pronto a festeggiare lo scudetto numero uno, è solo uno dei tanti segni del destino. Il destino di un genio del pallone. Benevolo. Non solo benevolo. Dieci anni prima di fare un passo indietro, di prendersi l’abbraccio commosso del Meazza, Baggio incarnava un fallimento nazionale.
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, non è più domenica. Roberto Baggio si ritira dal calcio giocato Il 16 maggio del 2004, alla Scala del Calcio, c'è il Milan che deve affrontare il Brescia per l'ultima giornata. Soprattutto in mezzo al campo c'è un signore di 37 anni, con il dieci sulle spalle e un codino... Divino. Roberto Baggio saluta il calcio con un'ovazione, giocando contro una delle sue ex squadre, forse non l'esperienza migliore ma con cui ha vinto uno Scudetto nel 1995-96
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Nel panorama calcistico mondiale, in pochi risplendono con la stessa luminosità di Roberto Baggio. Il nome del Divin Codino è scolpito nell’eternità non solo per le gesta sportive ma anche per la sua umanità permeata di passione e... Vincenzo Bellino 15 maggio - 13:55 Nel panorama calcistico mondiale, in pochi risplendono con la stessa luminosità di Roberto Baggio. Il nome del Divin Codino è scolpito nell'eternità non solo per le gesta sportive ma anche per la sua umanità permeata di passione…
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Ansa La vita in un dribbling, e quel che resta di tacco. Senza pizzetto sul mento, e con i riccioli che ora sono bianchi. Ma il Codino resiste. Più o meno Divino. Roberto Baggio oggi sembra un sopravvissuto di quei film dove ti risvegli mille anni dopo e sei ancora quello di prima. «Vivo, cerco di essere felice, mi piace la normalità: coltivo l’orto e guardo poco il calcio», dice. Ma sotto le guance che il tempo ha reso un po’ più rotonde, quel che resta di un campione immenso c’è ancora e non si può…
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