Gridò "Palestina libera" mentre si trovava in servizio e poco prima del concerto a cui era presente anche il premier Giorgia Meloni: per questo motivo la protagonista della vicenda, una donna impiegata nel ruolo di maschera, fu licenziata dal Teatro alla Scala, oggi condannato a risarcirla per il provvedimento nei suoi confronti ritenuto non legittimo. I fatti risalgono a domenica 4 maggio, quando era in programma un evento organizzato…
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Approfondimenti:
Il Teatro dovrà anche coprire le "spese di lite" Otterrà un risarcimento economico la maschera del Teatro alla Scala che era stata licenziata per aver gridato "Palestina libera" prima di uno spettacolo al Piermarini. A renderlo noto è il Cub di Milano, che annuncia: "E' arrivata la sentenza del Tribunale del Lavoro a favore della maschera licenziata dal Teatro alla Scala. Con l'assistenza degli avvocati Villari e…
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Una maschera del Teatro alla Scala di Milano fu licenziata per aver gridato "Palestina libera!" durante l'ingresso del premier Meloni il 4 maggio 2025. La donna fece causa e ora dovrà essere risarcita. Lo rende noto il Cub, il sindacato che ha seguito la vicenda, comunicando la decisione del Tribunale del Lavoro a favore della lavoratrice. Assistita dagli avvocati Villari e Giovanelli, la donna (con contratto a termine) riceverà le mensilità tra licenziamento e scadenza naturale del contratto.
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Il Teatro alla Scala dovrà pagare le mensilità dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto a termine, oltre alle spese legali, alla maschera licenziata che aveva urlato, mentre era in servizio, «Palestina libera», lo scorso 4 maggio prima del concerto alla presenza della premier Giorgia Meloni, in occasione della riunione della Asian Development Bank. Lo comunica la Cub sottolineando che la decisione del tribunale del Lavoro conferma «che si è…
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Il Teatro dovrà anche coprire le spese di lite. Gridare "Palestina libera" non è reato, i lavoratori non possono essere sanzionati per le loro opinioni politiche" dichiara la Confederazione difronte al licenziamento di una maschera del teatro dopo aver urlato, mentre era in servizio, “Palestina libera” lo scorso 4 maggio Il Teatro alla Scala dovrà pagare le mensilità dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto a termine e le spese di…
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Il tribunale del Lavoro ha stabilito che il Teatro La Scala deve pagare le spese di lite e le mensilità, dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto a termine, alla maschera che è stata cacciata dopo che aveva urlato, mentre era in servizio, ‘Palestina libera‘. L’episodio si è verificato lo scorso 4 maggio, prima del concerto, alla presenza della premier Giorgia Meloni, in occasione della riunione della Asian Development Bank
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MILANO – È stata idealmente reintegrata dal giudice del lavoro Antonio Lombardi (aveva un contratto a termine, ndr) la maschera del teatro La Scala di Milano che il 4 maggio scorso urlò “Palestina libera” all’indirizzo della premier Giorgia Meloni e fu poi licenziata dal sovrintendente Fortunato Ortombina, per aver “tradito la fiducia disobbedendo a ordini di servizio”. Lo fa sapere il sindacato Cub Milano informazione e spettacolo che prese subito le difese della lavoratrice.
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La giustizia, si sa, ha i suoi percorsi. E a volte, anche i suoi teatri: in questo caso, per l'esattezza: il Teatro alla Scala di Milano, dove il principio della "libera espressione" ha appena avuto la sua più fragorosa e, diciamocelo, discutibile consacrazione. Sì, perché mercoledì 24 settembre è
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Il licenziamento della maschera che ha gridato "Palestina Libera" è illegittimo e il Teatro alla Scala è stato condannato dal Tribunale del Lavoro a risarcire alla lavoratrice le mensilità maturate e a coprire le spese processuali. La vicenda risale al 4 maggio quando, pochi minuti prima dell’inizio di un concerto, la giovane maschera si affacciò da un palchetto urlando “Palestina Libera” e tentando di srotolare uno striscione a sostegno della causa.
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La giovane maschera aveva urlato lo slogan pro-Pal all’ingresso nella sala del principale teatro milanese di Giorgia Meloni. Fermata dagli agenti lì presenti, era stata cacciata dai vertici della Scala per presunta violazione del contratto Era illegittimo il licenziamento della maschera del Teatro alla Scala a cui era stato stracciato il contratto per aver urlato «Palestina libera»…
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Dovrà essere risarcita la maschera del Teatro alla Scala di Milano, licenziata per aver gridato ‘Palestina libera’. Lo rende noto il Cub, sindacato che ha seguito la vicenda fin dall’inizio, comunicando la decisione del Tribunale del Lavoro di Milano a favore della maschera. Con l’assistenza degli avvocati Villari e Giovanelli, la lavoratrice (che aveva un contratto a termine) sarà ora risarcita di tutte le mensilità che intercorrono dal licenziamento alla scadenza naturale del…
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Il Teatro alla Scala dovrà pagare le mensilità dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto a termine e le spese di lite alla maschera che è stata licenziata dopo che aveva urlato, mentre era in servizio, «Palestina libera» lo scorso 4 maggio 2025 prima del concerto alla presenza della premier Giorgia Meloni in occasione della riunione della Asian Development Bank. Lo comunica la Cub (Confederazione Unitaria di Base)…
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– Il Teatro alla Scala di Milano dovrà pagare le mensilità dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto a termine e le spese di lite alla maschera che era stata licenziata dopo che aveva urlato, mentre era in servizio, “Palestina libera” lo scorso 4 maggio prima del concerto, alla presenza della premier Giorgia Meloni, in occasione della riunione della Asian Development Bank. Maschera della Scala licenziata per aver urlato “Palestina…
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Il Teatro alla Scala dovrà pagare le mensilità dal licenziamento alla scadenza naturale del contratto a termine e le spese di lite alla maschera che è stata licenziata dopo che aveva urlato, mentre era in servizio, «Palestina libera» lo scorso 4 maggio prima del concerto alla presenza della premier Giorgia Meloni in occasione della riunione della Asian Development Bank. Lo comunica la Cub sottolineando che la decisione del tribunale del…
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Maschera della Scala gridò “Palestina libera”, licenziamento illegittimo: il teatro dovrà risarcirla
Il licenziamento della maschera che ha gridato "Palestina Libera" è illegittimo e il Teatro alla Scala è stato condannato dal Tribunale del Lavoro a risarcire alla lavoratrice le mensilità maturate e a coprire le spese di lite, 809,60 euro al mese per ciascun mese dal licenziamento e 3.500 di spese legali. La sentenza è arrivata questa mattina e i fatti risalgono al 4 maggio quando, prima di un c…
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