Dopo quasi tre settimane dal massacro, stupro, decapitazione e rogo di 1400 israeliani nei vari settlement attorno alla striscia di Gaza, il mondo è finalmente tornato normale: gli Israeliani sono i cattivi e i Palestinesi (di Hamas) i buoni. Poco importa il massacro di ebrei, poco importa che Hamas obblighi i residenti della striscia di Gaza a ritornare nelle case che Israele avvisa saranno bombardate (perché usate per azioni terroristiche o lancio di razzi) per avere martiri da sbandierare…
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Gli israeliani hanno diritto alla legittima difesa. I palestinesi hanno diritto alla legittima difesa. Perché due affermazioni indiscutibili continuano a perpetuare una guerra che si ripete con monotona tragicità da oltre 75 anni? Come ha fatto la legittima difesa a diventare un alibi per Hamas nel perpetrare un massacro atroce di civili israeliani, un’illegittima offesa le cui conseguenze sono ora fatte pagare agli abitanti di Gaza? Come si è arrivati a commettere atti che l’Onu definisce “crimini di guerra”? Chiunque viene in questo frammento di Medio…
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Gli israeliani hanno diritto alla legittima difesa. I palestinesi hanno diritto alla legittima difesa. Perché due affermazioni indiscutibili continuano a perpetuare una guerra che si ripete con monotona tragicità da oltre 75 anni? Come ha fatto la legittima difesa a diventare un alibi per Hamas nel perpetrare un massacro atroce di civili israeliani, un’illegittima offesa le cui conseguenze sono ora fatte pagare agli abitanti di Gaza? Come si è arrivati a commettere atti che l’Onu definisce “crimini di…
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Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su Conflitto Israelo-Palestinese ATTIVA GLI AGGIORNAMENTI Avvertenza preliminare: se siete tra quelli che “ha cominciato prima lui”, quelli che “occhio per occhio, dente per dente”, quelli che “solo una guerra ancora più crudele e spietata può far finire una guerra crudele e spietata”, fate prima a chiudere questa pagina e andarvi a leggere altro. Questo articolo non fa per voi.
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«Tutti parlano di unità. Ragazzi, l’unità è terribilmente bella, ma in campo c’è la vendetta, e c’è crudeltà… Avremo tutta la vita per essere in lutto, e saremo in lutto. Ma ora c’è un solo obiettivo: vendicarsi e essere crudeli». Queste sono le parole del soldato riservista israeliano Guy Hochman – di solito un intrattenitore e influencer del web – in un’intervista su Channel 12 nel primo giorno dell’assalto di Israele alla Striscia di Gaza in seguito ai massacri del 7 ottobre da parte di miliziani di…
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Dopo quasi un secolo di ingiustizia e sofferenze, dopo l’indifferenza colpevole della comunità internazionale che nel disprezzo delle risoluzioni delle Nazioni Unite ha permesso l’oppressione di un intero popolo privato dei diritti elementari, ancora una volta vediamo scatenarsi l’inferno in terra, negando quel diritto internazionale che dopo la seconda guerra mondiale aveva rappresentato un progresso storico dell’umanità.
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Nessun torto subito può giustificare la barbarie a cui stiamo assistendo. Non ci possono essere mezze misure nel condannare la violenza e i crimini contro l’umanità commessi in Israele e Palestina in questi giorni. Per questo trovo insopportabile che chi ha giustamente condannato l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre oggi non trovi le parole giuste per condannare la barbarie della risposta del governo israeliano sulla popolazione civile…
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Min lettura Oltre cento palestinesi uccisi in Cisgiordania da quando, il 7 ottobre, Hamas ha compiuto il massacro di 1.400 israeliani, appena oltre il confine di Gaza, e Israele ha dato inizio a un bombardamento a tappeto sulla Striscia. I palestinesi uccisi in Cisgiordania negli ultimi venti giorni si sommano – dati dell’Ufficio per gli Affari umanitari dell’ONU per il Territorio Palestinese Occupato (OchaOpt) – ai 189 registrati nel 2023, fino al 19 settembre, solo in West Bank.
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La crisi in Medio Oriente mette a dura prova la nostra umanità, chiedendoci come si debba rispondere a una provocazione dissennata per la quale una valida soluzione non esiste. In questa prova, noi in Occidente non stiamo agendo bene. Accettare il bombardamento su ampia scala di Gaza e un’invasione vera e propria, che probabilmente inizierà presto, presuppone che i bambini palestinesi siano vit…
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L ’eterno conflitto tra israeliani e palestinesi, uno dei temi di geopolitica più complessi e ingarbugliati di sempre, è tornato in prima linea il sette ottobre quando un’imponente offensiva di Hamas – senza precedenti per strategia ed efficacia - ha scatenato una guerra che già conta cinquemila morti. La vicenda, destinata a stravolgere gli equilibri internazionali, meriterebbe piena attenzione: invece sono in troppi a scegliere di documentarsi in maniera rapida e sommaria, cercando risposte semplici a questioni estremamente complesse.
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Dopo l’orrore, per molti di noi è il tempo dello sconcerto. Il 7 ottobre abbiamo assistito, sia pure da lontano, al più barbaro episodio di violenza antisemita dai tempi delle camere a gas, eppure una parte dell’opinione pubblica tentenna. Non solo c’è chi inneggia ad Hamas (pochi, per fortuna), ma c’è un vasto movimento di opinione che, pur senza esaltare esplicitamente l’eccidio, non trova le parole per condannarlo.
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Di Tito Borsa In questi giorni si stanno scrivendo analisi su analisi sul conflitto tra Israele e Palestina ma c’è un importante fattore che tende a sfuggire. Hamas e il suo successo sono un prodotto del colonialismo occidentale. L’adesione a gruppi violenti e terroristici è direttamente proporzionale al desiderio di rivalsa nei confronti di presunti o effettivi dominatori. E la lotta al terrorismo non è una guerra tradizionale.
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Se usiamo le stesse fonti per fare o stesso calcolo con gli abitanti di Gaza (2 milioni), dove alla stessa data erano morte 5mila persone e altre 17mila erano state ferite, concludiamo che nella Striscia c’è una vittima della reazione israeliana ogni 91 abitanti. E qui la proporzione è addirittura incredibile. Ha quindi ragione assoluta il Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa quando scrive, nella lettera indirizzata alla sua diocesi (quindi ai cattolici di Israele, Cisgiordania, Gaza, Giordania e Cipro), che ieri…
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Min lettura È un periodo davvero difficile. Difficile informarsi, essere certi di ottenere una informazione corretta. Difficile reggere il peso di realtà così dolorose, complesse, complicate… Dall’orrore dell'attacco terroristico di Hamas che ha fatto strage di civili israeliani, molti dei quali impegnati per la pace e per i diritti dei palestinesi, ha preso in ostaggio donne, anziani, bambini. Si è reso colpevole di uccisioni brutali, inumane, efferate.
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(di Andrea Mucedola ) Il conflitto aperto tra Israele e Hamas è ormai un tragico dato di fatto. Mentre la comunità internazionale dibatte sulla legittimità delle modalità di operazioni svolte dall’IDF nella striscia di Gaza, gli attacchi continuano incessanti da entrambe le parti seminando morte e distruzione. Sui media spesso si disquisisce in maniera superficiale sui metodi impiegati senza ricordare che i conflitti armati hanno anch’essi le loro regole stabilite, oltre che dal diritto…
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Il numero delle vittime civili nel conflitto tra Israele e Hamas cresce esponenzialmente con il passare dei giorni. Il rapporto è a svantaggio della Palestina, con migliaia di donne e uomini caduti a causa degli attacchi missilistici dell’IDF (Israel Defence Forces). Il dramma è quotidiano ma invertire la tendenza è impossibile, a meno di uno stop definitivo dell’offensiva di Tel Aviv. Il perchè è semplice: i miliziani obbligano i civili palestinesi a rimanere a Gaza, trasformandoli in veri e…
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Il 7 Ottobre è iniziata una spirale di violenza, di odio, di morte perpetuato con estrema efferatezza e crudeltà dagli uomini di Hamas. Non ci sono parole per descrivere l’orrore provocato. Una ferita che ha fatto sprofondare, tutta Israele nel terrore. Un’azione pianificata da due anni come dichiarato dalla stessa organizzazione islamica, e che costituisce un atto terroristico che rischia di apparire per efferatezza di matrice più antisemita che antisraeliana, animato dalla volontà di compiere una strage che annichilisse il nemico.
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Il conflitto israelo-palestinese si va incrudendo in un’orgia di brutalità, soprattutto lungo i confini fra Israele e la striscia di Gaza dopo l‘aberrante eccidio di massa di israeliani da parte di militanti organizzati e armati da Hamas. Nel governo di Israele, le fazioni più oltranziste spingono ad una ritorsione massiccia, alle punizioni collettive. Non si fa distinzione tra i mandanti e manovali del terrore e i palestinesi come popolo: questo è trattato come un nemico che non merita fiducia, che non può essere interlocutore di…
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