Ma allora è ancora possibile evadere in grande stile da una prigione? La risposta è sì. Da “Papillon” a “Fuga da Alcatraz”, da “Le Ali della libertà alla riuscitissima serie “Prison Break”, il genere della fuga impossibile vanta veri e propri capolavori. Come quello realizzato ieri nella casa circondariale di Opera da un detenuto albanese che, proprio come in un vecchio film, ha segato le sbarre della cella e si è calato con le lenzuola annodate, per poi scavalcare indisturbato il muro di cinta.
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La leggenda di Toma Taulent, il “mago delle evasioni”, svanito nel nulla dal carcere milanese di Opera dopo aver segato le sbarre ed essersi calato con le lenzuola, comincia a Sabbione il 9 ottobre 2009 al fischio finale della partitella di pallone tra detenuti. Un pertugio aperto di nascosto e con pazienza durante le ore d’aria dei giorni precedenti da uno che da allora le studia tutte pur di non rimanere dietro le sbarre.
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Sega le sbarre della finestra e si cala con delle lenzuola: evade dal carcere un pericoloso detenuto
“Un detenuto di origini albanesi di 41 anni, con fine pena fissato a ottobre del 2048, è evaso nella notte dalla Casa di Reclusione di Milano Opera nel più classico dei modi: segando le sbarre della finestra e calandosi con delle lenzuola annodate. Non è ancora chiaro come abbia fatto poi a scavalcare la cinta muraria e se abbia goduto di complicità esterne. Certo è che questo ennesimo episodio, unito al dramma che si vive ogni giorno nelle…
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