Di Daniele Novara La legge sull’inclusione scolastica del 1977 ha fatto da apripista per tutti gli altri Paesi europei. Se oggi funziona male non è perché il principio fosse sbagliato ma perché è stata applicata male, senza dare ascolto ai pedagogisti Gli interventi di Ernesto Galli della Loggia sulla scuola stanno ormai diventando una sorta di genere letterario, una saga sulla necessità che questa, sostanzialmente rovinata dai pedagogisti, debba al più presto, se vuole…
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Gentile Elisabetta, non si può minimizzare l’importanza dell’integrazione scolastica degli studenti con disabilità; non si possono mettere in discussione anni di conquiste. La realtà è molto più complessa di quanto si possa pensare. Come padre di un ragazzo autistico trovo anche molte verità nell’intervento del professor Galli della Loggia (13 gennaio) . Non possiamo ignorare il fatto che l’inclusione non funziona e questa è una realtà concreta.
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Le giuste ed opportune reazioni di sdegno davanti agli articoli di Ernesto Galli della Loggia hanno dato a mio giudizio fin troppa visibilità alle sue esternazioni, che dimostrano pura ignoranza (nel senso di “chi ignora”) in materia di scuola e inclusione scolastica. Una cosa di cui, francamente, non aveva bisogno nessuno di noi che la scuola la respira ogni giorno, impegnati per la tutela dei diritti e per migliorare concretamente la vita scolastica dei nostri alunni con disabilità.
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Ernesto Galli della Loggia si scusa con un rattoppo peggio dello strappo. Invece di proporre più risorse e idee per migliorare la “competenza”, e più ore di sostegno per non abbandonare a se stessi i ragazzi diversamente abili, che lui continua a chiamare “disabili”, ribadisce, per quelli più gravi – sarebbe interessante sapere quali sono per lui i più gravi – una separazione da quelli che lui chiama “normali”.
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«In questi ultimi anni – scrive Francesca Palmas – l’evoluzione dei concetti di “disabilità”, “normalità”, “inclusione educativa” e i progressi della tecnologia hanno trasformato il nostro modo di vivere e di pensare la diversità. Questo è il fine della Scuola, “formare e formar-SI” autonomo per una reale convivenza sociale. La gestione efficace delle differenze e dei diversi livelli di competenza è il cuore della questione didattica, poiché mira a valorizzare ogni diversità e a rendere il sapere accessibile a tutti gli…
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In Italia non c'è bisogno di "scuole speciali" ma di un sistema scolastico veramente libero che garantisca a tutti la possibilità di scegliere tra scuola statale e scuola paritaria. Questo è secondo suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al merito della Repubblica italiana ed esperta di politiche scolastiche, il modo migliore per favorire l'inclusione nelle scuole. Il "no" di Suor Anna Monia sulle scuole speciali Così si è espressa Alfieri riguardo a quanto espresso dal prof.
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“Il mito dell’inclusione a scuola“. È tutto oro quel che luccica o bisogna scavare più a fondo per portare a galla “il regno della menzogna”? Si ringrazia – si fa per dire – Ernesto Galli della Loggia per il suo commento a tinte fosche che fa sprofondare tutto in un buco nero senza alcuna speranza per il futuro. Lo ringraziamo perché ci permette invece di illuminare la via che, faticosamente, ha permesso alla scuola italiana di rivedere un po’ di luce in fondo al tunnel, grazie…
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Non è la prima volta che le opinioni sulla scuola espresse da Ernesto Galli della Loggia, storico ed editorialista del Corriere della Sera, provocano polemiche. Questa volta a suscitare un vespaio di reazioni, al limite dell’indignazione, è un breve passaggio di un suo articolo, pubblicato lo scorso 12 gennaio (poi ribadito e argomentato più approfonditamente il 21 in un secondo intervento), dedicato anche ad altri argomenti, nel quale Galli condivide la tesi espressa da Giorgio Ragazzini – noto esponente del conservatore…
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“Per gli spartani / Una volta era uguale / Buttavano giù da una rupe / Quelli che venivano male”. Ci vuole la geniale stralunatezza di Franco Battiato per commentare l’ultima uscita del professor Ernesto Galli della Loggia sulla scuola. Questa volta, l’eterno editorialista del Corriere della sera si scaglia contro, parole sue, “il mito dell’inclusione. …
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La scuola è uno dei settori più complicati della macchina pubblica: si regge su un’organizzazione complessa, difficile da comprendere da chi non la vive quotidianamente. Sarebbe opportuno astenersi dall’addentrarsi in contenuti tecnici che riguardano didattica ed istruzione. ancora di più dal dare giudizi. Invece, nell’era dei social media tutti sembrano autorizzati a farlo, spesso…
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“Quando si sbaglia è giusto ammetterlo. E io ho senz’altro sbagliato quando ho voluto racchiudere una questione complessa come il principio d’inclusione in vigore nella scuola italiana in pochissime righe in margine ad una breve recensione”. Ernesto Galli della Loggia si scusa a suo modo per il controverso pezzo sul Corriere del 13 gennaio in cui si scagliava contro il “mito…
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Nuovo appuntamento con la rubrica Scienze per la Scuola: oggi parliamo di inclusione e di classi differenziali dopo le recenti dichiarazioni di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera”. Si è scritto parecchio sull’articolo, sul “Corriere”, di Ernesto Galli della Loggia, in cui ha contestato sicuramente gli effetti (ma sembra anche l’idea) dell’inclusione della scuola italiana. Sul fatto che…
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Contenuti correlati Inclusione/1. Galli della Loggia nella bufera A Ernesto Galli della Loggia – che ha avuto anche l’onestà intellettuale di ammettere di “aver sbagliato quando ha voluto racchiudere una questione complessa come il principio di inclusione nella scuola italiana in pochissime righe” – il merito di riportare il tema al centro delle riflessioni. Oggi è importante che se ne parli, con la speranza che chi di dovere si attivi velocemente a scegliere e ad avviare un processo di cambiamento necessario.
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Quando si sbaglia è giusto ammetterlo. E io ho senz’altro sbagliato quando ho voluto racchiudere una questione complessa come il principio d’inclusione in vigore nella scuola italiana in pochissime righe in margine ad una breve recensione (vedi Corriere della Sera del 13 gennaio). Con il bel risultato di apparire agli occhi di molti lettori — diciamo eufemisticamente alquanto prevenuti — fautore del principio opposto, quello dell’esclusione, dando quasi a vedere di augurarmi classi composte unicamente di bei ragazzi…
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Quasi la metà degli insegnanti italiani sembrerebbe d’accordo con l’introduzione delle classi “speciali”, formate da alunni con disabilità, problemi di apprendimento e stranieri che non parlano quasi l’italiano, riproposte alcuni giorni fa dal professore Ernesto Galli della Loggia poiché questi studenti rallenterebbero la didattica in classe. Le percentuali emergono da un ampio sondaggio della rivista specializzata La Tecnica…
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L'inclusione a scuola non è un'illusione o un mito, ma il senso della nostra democrazia (di V. Iori)
Accogliere i ragazzi fragili a scuola è un aspetto decisivo per misurare la capacità di un Paese e della società di essere realmente inclusivi: nel confronto si migliora dal punto di vista umano e cognitivo. Una gestione delle interazioni ben strutturata consente miglioramenti per tutti. In questo caso, parliamo di una vera e propria forma di ricchezza. Non bisogna farne in nessun modo una questione ideologica: un errore macroscopico.
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A proposito del dibattito scatenato dalle parole di Ernesto Galli della Loggia sui mali della scuola italiana, sostanzialmente dovuti, a suo dire, al “mito dell’inclusione”, l’ANFFAS scrive tra l’altro che: «tale posizione potrebbe purtroppo rappresentare solo la punta di un iceberg. Per questo riteniamo quanto mai urgente affrontare e avviare a soluzione tutte quelle problematiche, a tutti ben note, che appunto impediscono o limitano il diritto all’inclusione scolastica di bambine/bambini…
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«La scuola italiana è il regno della menzogna e finché resterà tale non potrà che peggiorare. Sulla carta tutto è previsto, tutto funziona, e alla fine tutti sono Promossi. Ma … la realtà è ben diversa. A cominciare ad esempio da quella che si cela dietro il mito dell’inclusione. In ossequio al quale nelle aule italiane - caso unico al mondo - convivono regolarmente, accanto ad allievi cosiddetti normali», scrive, «ragazzi disabili anche gravi con il loro…
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Dietro ai banchi delle nostre scuole convivono ragazzi con problemi di apprendimento, dislessia, disgrafia, disturbi dell'attenzione, disabilità più serie e piani didattici personalizzati. Una varietà di esigenze che non sempre gli istituti sono in grado di gestire. Tanto da indurre Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera, a definire fallimentare l'inclusione dei disabili a scuola.
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“Scuola regno della menzogna”: l’editoriale di Galli della Loggia “ferisce” il prof alessandrino Sandro Marenco ALESSANDRIA – “Uno schiaffo a chi cerca ogni giorno di costruire la cultura del rispetto alla diversità”. Il professore alessandrino Sandro Marenco ha commentato con amarezza le parole di Ernesto Galli della Loggia nel suo ultimo editoriale sul Corriere della Sera, intitolato “Il mito dell’inclusione nella scuola…
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Il problema della gestione della scuola è storico secondo il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone che dà ragione a Ernesto Galli della Loggia in merito all’articolo sul presunto fallimento dell’inclusione scolastica. Mollicone difende Della Loggia Esiste il problema dell’inclusione o è solo sulla carta? Per il deputato di FdI Mollicone gli insegnanti fanno tanto ma ci sono diversi problemi nelle strutture e nell’a gestione delle…
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Per Ernesto Galli Della Loggia, la scuola italiana è «il regno della menzogna», e «non potrà che peggiorare». Le parole dello storico sono state criticate da (tanti) esperti secondo cui, in Italia, il valore dei principi etico-politici che stanno alla base dell’inclusione scolastica – che non è un’opzione, ma uno standard - dovrebbe essere indiscusso. Dario Ianes, già professore ordinario di Pedagogia dell’inclusione alla Libera Università…
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Inclusione scolastica? Io sto con Galli della Loggia Nella querelle pro o contro Galli della Loggia e le sue esternazioni sull’inclusione io sto dalla parte dell’esimio storico. I motivi? Eccoli. Prendiamo esempio dal mondo dello sport, in particolare di quello più amato in Italia: il calcio. Per praticare l’inclusione si dovrebbero abolire le varie serie A, B, C… Tutti dovrebbero giocare indistintamente insieme, mescolando i grandi campioni con chi campione non è e magari non lo sarà mai perché non ha la stoffa.
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