Le dimissioni di Francesco Spano da capo di gabinetto del ministero della Cultura e le dichiarazioni — tutte disponibili sull’account X omonimo — della onlus Pro Vita & Famiglia dimostrano quanto l’omosessualità sia ancora un tema politico. Le due frasi, che mi paiono significative, sono: «Speriamo che la vicenda sia da monito per il governo, gli elettori non tollereranno altri cedimenti, s…
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"È tutto regolare", dice Francesco Spano, "addolorato" per lo tsunami che lo ha travolto, portandolo alle dimissioni da capo di gabinetto del ministero della Cultura. Intervistato da Gabriella Cerami per la Repubblica, si dice "amareggiato" e anche di più, "addolorato" per le ultime vicende, ma convinto che "si chiarirà t…
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L'ex capo di gabinetto di Giuli difende il compagno Carnabuci. E attacca FdI Francesco Spano si sente vittima della destra omofoba. E dice di non essere di sinistra, ma cattolico. In due interviste rilasciate a Repubblica e Stampa, l’ex capo di gabinetto di Alessandro Giuli al ministero della Cultura replica alle accuse di conflitto di interessi sulla consulenza al Maxxi per il compagno Marco Carnabuci.
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La faida della Cultura in Fratelli d’Italia: il ministro, l’uomo di Fazzolari, le nomine e i parenti
ROMA. Bisogna prendere un bel respiro per entrare in questo ennesimo racconto familiare dentro il partito monolite di Giorgia Meloni. Bisogna intrecciare i nomi e tenerli a mente per ricostruire una vicenda che ha assunto i contorni di una faida. La famiglia è la matrice della gestione del potere della premier, della scelta della sua classe dirigente e della rete di fedelissimi. Il ministero dell…
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Risponde al telefono e dice di essere «amareggiato. Amareggiato come minimo. Sono addolorato». Francesco Spano mercoledì si è dimesso da capo di gabinetto del ministero della cultura, in seguito a un’inchiesta di Report che ha di nuovo terremotato il dicastero di via del Collegio romano. Ma il motivo del passo indietro, dice, non è questo: «C’è stato un attacco alla mia vita privata e alle mie sc…
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C’è un dilemma alla Cultura. Ed è sul nome destinato alla “poltrona per tre”, già occupata da Gilioli e Spano, nonché sul potenziale commissariamento che quella nomina potrebbe rappresentare per il ministro in carica, tanto da spingerlo addirittura a un clamoroso passo indietro. In queste ore, in effetti, c’è una forte corrente che attraversa le acque già agitate di un ministero della Cultura che da qualche mese non trova pace.
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