Egregio direttore, l’Italia, come molte altre nazioni industrializzate, affronta un problema demografico significativo: il calo delle nascite. Negli ultimi decenni, il tasso di natalità è diminuito in modo costante, portando a una serie di sfide sociali ed economiche. Questo fenomeno ha attirato l’attenzione degli studiosi e della società in generale, poiché la bassa crescita demografica può avere impatti duraturi su vari aspetti della vita.
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L’Italia sta affrontando una fase di crescita economica mentre si confronta con sfide demografiche sempre più pressanti. L’Italia sta affrontando una fase di crescita economica mentre si confronta con sfide demografiche sempre più pressanti. Negli ultimi anni, la nostra economia ha superato quella di molti paesi europei, inclusi Spagna, Francia e Germania. Tuttavia, il benessere dei cittadini italiani non ha seguito lo stesso trend positivo.
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Negli ultimi due anni è rallentata la perdita di popolazione in atto dal 2014. Al 31 dicembre 2023, la popolazione residente ammonta a 58.989.749 unità, in calo di settemila persone rispetto alla stessa data dell’anno precedente. Lo rileva Istat nel Rapporto annuale. Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo…
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L’ Istat ha certificato nel 2023 in Italia 10,33 milioni di giovani dai 18 ai 34 anni. Rispetto al 2002 ci sono 3 milioni di giovani in meno (22,9%), mentre rispetto al 1994 sono -5 milioni (-32,3%). La riduzione dei giovani è stata del 28,6% nel Sud, mentre nel Centro-Nord del 19,3% (per i saldi migratori positivi e maggiore fecondità dei genitori stranieri). Le previsioni demografiche indicano una tendenza allo spopolamento e all’invecchiamento.
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Dell'Istat sulla natalità fotografano una situazione preoccupante per il nostro Paese, con 200mila bambini in meno perché 30 anni fa non sono nati i potenziali genitori. A pesare sono le scelte di genitorialità, ma incidono anche le politiche attuate per sostenere il desiderio di diventare genitori, insieme alla scarsa valorizzazione strutturale delle famiglie". Ma "in questo contesto, un altro punto debole riguarda la legge 40/2004 sulla procreazione…
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Poche nascite, povertà assoluta che sale con i lavoratori dipendenti che sono i nuovi poveri, giovani che fumano e bevono meno mentre aumenta però l'eccesso di peso. E' quanto emerge dal rapporto annuale dell'Istat. ''Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo.
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I dati del Report annuale dell’Istat confermano la tendenza in atto da decenni in Italia. Infatti, a patire da trent’anni fa sono venuti al mondo sempre meno bambini, oggi potenziali genitori. Due trentenni su tre vivono ancora con i genitori a causa di stipendi troppo bassi, in 10 anni il potere d’acquisto degli stipendi è sceso del 4,5%, affitti troppo alti e lavoro part-time e determinato. Nel rapporto si legge che “l’Italia conserva una quota molto elevata di occupati in condizioni di vulnerabilità economica”; crescono i…
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MeteoWeb “I dati del Rapporto annuale 2024 dell’Istat sulla natalità fotografano una situazione preoccupante per il nostro Paese, con 200mila bambini in meno perché 30 anni fa non sono nati i potenziali genitori. A pesare sono le scelte di genitorialità, ma incidono anche le politiche attuate per sostenere il desiderio di diventare genitori, insieme alla scarsa valorizzazione strutturale delle famiglie.
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I nuovi dati Eurostat sulla popolazione europea confermano che la crisi demografica è un problema per l'interno continente europeo. Nessun Paese, anche allargando lo sguardo fuori dall'Ue, ha un tasso di natalità che raggiunge quello di sostituzione di 2.01 figli per donna. La popolazione sta invecchiando e la piramide della popolazione sembra destinata a invertirsi completamente in pochi decenni. In questo contesto l'Italia rimane una delle nazioni in cui la crisi…
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Il rapporto annuale dell'Istat ha analizzato come nel 2024 in Italia ci siano stati molti cambiamenti, in un paese che invecchia e dove aumentano le fragilità anagrafiche, territoriali e demografiche. In questo rapporto si parte dal calo demografico dovuto dalle poche nascite causato anche da una situazione economica delle famiglie. Assegno per il nucelo familiare, nuovi livelli di reddito da luglio 2024: cosa cambia
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Sempre più vecchia: è l’Italia che emerge dal rapporto Istat 2023, diffuso in queste ore. Al 1° gennaio 2024 si contano 5 milioni e 308mila residenti, 166mila in più rispetto al 2022, ma si registra l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8% dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. E si è ridotto anche l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila.
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"L'orizzonte che abbiamo davanti è impegnativo e lo è anche per la statistica pubblica". Il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, sintetizza così i dati preoccupanti emersi alla presentazione del Rapporto annuale 2024 alla Camera. Dal punto di vista demografico, infatti, la decrescita è impressionante. A fronte di un tasso di natalità in picchiata (sempre l'Istat registra nel 2023 "l'ennesimo…
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Poche nascite, povertà assoluta che sale con i lavoratori dipendenti che sono i nuovi poveri, giovani che fumano e bevono meno mentre aumenta però l'eccesso di peso. E' quanto emerge dal... Leggi tutta la notizia
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”Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila”. La diminuzione delle nascite è legata a quello della fecondità: il numero medio di figli per…
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Oltre tre milioni di giovani in meno in 20 anni: l'Italia registra nel 2023 appena 10,33 milioni di persone tra i 18 e i 34 anni con un calo del 22,9% rispetto al 2022 quando erano 13,39 milioni. Lo segnala l'Istat nel suo Rapporto annuale presentato oggi secondo il quale rispetto al picco del 1994, quando rientravano nella fascia i ragazzi del baby boom, il calo è di quasi cinque milioni (-32,3%).
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Natalità ai minimi storici e calo demografico i temi al del dibattito che al centro vede i giovani. Se il 2023 fa registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite, segna anche una perdita di oltre 3 milioni di individui con età compresa tra i 18 e i 34 anni dal 2002. Un calo ancor più netto rispetto al baby boom del 1994: meno 5 milioni, il 32,3 per cento. Lo rileva l'Istat nel…
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L’Italia sta affrontando una crisi demografica e sociale senza precedenti, secondo il rapporto annuale dell’Istat. Il 2023 ha segnato un nuovo minimo storico per le nascite, con un saldo naturale della popolazione fortemente negativo. Anche se i decessi sono diminuiti dell’8% rispetto al 2022, il numero di nascite continua a scendere, aggravando la già critica situazione demografica. Dati Demografici Tasso di Fecondità: Il numero medio di figli per donna è sceso da 1,24 nel 2022 a…
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Condividi questo articolo Pubblicità Negli ultimi vent’anni – secondo il rapporto annuale Istat – le condizioni socio-economiche si sono deteriorate per le giovani generazioni rispetto agli anziani, mentre la popolazione italiana ha subito un significativo invecchiamento. Dal 2004 al 2024, l’età media è aumentata da 42,3 a 46,6 anni, e l’indice di vecchiaia ha raggiunto 199,8 anziani ogni 100 giovani.
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Poche nascite, povertà assoluta che sale con i lavoratori dipendenti che sono i nuovi poveri, giovani che fumano e bevono meno mentre aumenta però l'eccesso di peso. E' quanto emerge dal rapporto annuale dell'Istat. ''Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente…
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MeteoWeb “Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila“: è quanto ha rilevato l’ISTAT nel rapporto annuale.
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, l’anno nero delle nascite: saldo naturale in profondo rosso. Giovani dimezzati dal 1994, Sud perde il 28,6% della popolazione under 34. Rapporto ISTAT Di L’Italia sta affrontando un calo demografico senza precedenti, con i giovani come principali protagonisti di questa tendenza. Nel 2023, i giovani tra i 18 e i 34 anni sono poco più di 10 milioni 330 mila, con…
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Denatalità, glaciazione demografica. Il tema al centro del dibattito ( ma non delle politiche ) riguarda soprattutto i giovani che sono i principali protagonisti del calo demografico in atto nella società italiana. Nel 2023 – scrive il Rapporto Istat 2023 - in Italia si contano poco più di 10,33 milioni in età 18-34 anni, con una perdita di oltre 3 milioni dal 2002 (-22,9%). Rispetto al picco del 1994, il calo è di circa 5 milioni (-32,3%).
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ROMA Oltre tre milioni di giovani in meno in 20 anni: l'Italia registra nel 2023 appena 10,33 milioni di persone tra i 18 e i 34 anni con un calo del 22,9% rispetto al 2022 quando erano 13,39 milioni. Lo segnala l'Istat nel suo Rapporto annuale presentato oggi secondo il quale rispetto al picco del 1994, quando rientravano nella fascia i ragazzi del baby boom, il calo è di quasi cinque milioni (-32,3%).
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Seguono alcuni dati interessanti dall’Istituto Nazionale di Statistica. Continua il calo delle nascite, registrato l’ennesimo minimo storico. I dati sugli indicatori demografici dell’Italia pubblicati dall’Istat il 29 marzo scorso non lasciano spazio a interpretazioni, registrato l’ennesimo minimo storico di nascite, l’undicesimo di fila dal 2013. In 15 anni sono state perse 200mila nascite rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti, un calo preoccupante…
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Ultim'ora News Il mondo è nei pressi di una pietra miliare demografica sorprendente. Presto il tasso di fertilità globale scenderà al di sotto della soglia necessaria per mantenere costante la popolazione. Forse è già successo. La fertilità è in calo quasi ovunque, per le donne a tutti i livelli di reddito, istruzione e partecipazione alla forza lavoro. Il calo delle nascite ha implicazioni enormi per il modo in cui le persone vivono, per la crescita delle economie e per la posizione delle…
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Oggi una donna su quattro fra quelle nate negli anni Ottanta non ha figli e il dato è in aumento. Fra le nate nel 1953 la percentuale si attestava all’11%, contro quella attuale del 25% In alcune zone dell’Italia la quota delle childless è anche più alta: in Sardegna, ad esempio, le nate nel 1973 hanno raggiunto un numero medio di figli per donna inferiore a uno. Calo demografico in aumento: l’andamento negli anni La fase del boom economico tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta ha…
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I meno giovani ricorderanno una mitica trasmissione della Rai come Quelli della notte di Renzo Arbore. Sono passati quarant’anni. Una delle tante battute o frasi ad effetto del programma, entrate a far parte del lessico di un’intera generazione di boomers (e qui già scopriamo il tema di questo articolo), era la seguente. «Meno siamo, meglio stiamo». Se ci pensiamo bene è l’opposto della filosofia dei social network, dove…
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Le questioni morali sono assai importanti. Ma a volte non possono risolversi in un esercizio solamente teorico bensì debbono trovare un ancoraggio nella realtà. Anche su un tema delicato come la natalità si tende a sottolineare solo l'aspetto virtuoso del problema. Manca un secondo piede del tavolo. Quando si parla di natalità affiora spesso il problema dell'aborto, certamente complesso e con molteplici implicazioni anche etiche, ma ci si dimentica di sottolineare l'assenza di politiche per la natalità, cioè di sostegno a chi vorrebbe…
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Il calo demografico è un problema tutto europeo che vede l’Italia tr« le nazioni più anziane. Il tema ha ricadute economiche, previdenziali e sociali come evidenzia l’analisi di Ferruccio de Bortoli su L’Economia in edicola lunedì gratis con il Corriere della Sera. «L’Italia — scrive de Bortoli — si sta lentamente svuotando con un tasso di fecondità che scivola verso 1,2 figli per donna. Rischiamo l’estinzione e non è solo una battuta di Elon Musk…
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Troppe cose: diritto di parola e di critica, aborto e anticoncezionali, persino manifesti a favore di Gaza. La «baraonda» (come l’ha definita il promotore dell’evento, Luigi De Palo) che si è scatenata intorno agli Stati Generali sulla Natalità ha distolto l’attenzione sulla questione scottante del calo demografico, di cui si sarebbe dovuto discutere a Roma. Cercando di individuare, come ha raccomandato anche papa Francesco, «quelle politiche efficaci e scelte coraggiose» che consentano alle donne «di non dover scegliere tra…
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