CAPITALE UMANO. Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali di solidità. Dentro questo quadro positivo, però, emerge una frattura generazionale sempre più evidente: i giovani restano l’unico segmento che non beneficia della crescita. Nel confronto annuale, il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali di tenuta e, per molti aspetti, di consolidamento. I dati Istat di novembre - al netto di una fisiologica flessione mensile - confermano un quadro complessivamente positivo…
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Secondo i dati Istat, a novembre 2025 l’occupazione registra un calo mentre aumentano gli inattivi, confermando un rallentamento del mercato del lavoro su base mensile. La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -34mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15-24enni e i 35-49enni; il numero di occupati cresce per i 25-34enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha…
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Gabrielli “dietro i dati positivi: salari bassi, precarietà e part-time involontario” “I dati diffusi da Istat ed Eurostat certificano un tasso di disoccupazione al 5,7%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche. Un numero che il Governo tenta già di trasformare in propaganda, ma che merita invece una lettura onesta e approfondita, senza nascondere le ombre profonde del mercato del lavoro italiano”.
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A novembre 2025, su base mensile, il calo degli occupati e dei disoccupati si associa alla crescita degli inattivi. Su base mensile, il tasso di occupazione e di disoccupazione scendono al 62,6% e al 5,7% rispettivamente, mentre il tasso di inattività sale al 33,5%. È la stima provvisoria diffusa dall'Istat. Ma vediamo nel dettaglio cosa dicono i dati diffusi dall'Istituto nazionale di statistica. A novembre -34mila occupati, su anno +179mila A novembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 188mila, è…
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Il nuovo minimo storico della disoccupazione certificato dall'Istat a novembre 2025 scatta una fotografia che va ben oltre il singolo dato congiunturale. Il tasso di persone senza lavoro è sceso infatti al 5,7%, in calo di 0,1 punti rispetto a ottobre e al livello più basso dall'inizio delle serie storiche nel 2004. Un risultato che assume un valore ancora più significativo nel confronto europeo, dal momento che l'Italia si colloca al di sotto sia della media dell'Ue sia di…
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I dati sull’occupazione di novembre usciti ieri mostrano un mercato del lavoro che dà segnali di affanno, nonostante l’apparente stabilità, una situazione che potrebbe peggiorare con la fine dei fondi Pnrr. Su base mensile, calano, infatti, sia il tasso di occupazione sia il numero degli occupati, mentre aumentano sia il tasso di inattività sia il numero degli inattivi. Questi ultimi comprendono,…
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Anzi continua a mostrare vitalità - nonostante gli effetti sempre più visibili dell'inverno demografico. A novembre, come ha reso noto ieri l'Istat, il tasso di disoccupazione ha raggiunto il minimo storico dal 2004: 5,7 per cento. Con l'Italia che - su questo fronte - registra una performance migliore della media dell'Eurozona. La quale, invece, si è attestata al 6,3 per cento. In questo trend migliora anche il dato sulla disoccupazione giovanile, calata fino al 18,8 per cento.
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Gli occupati in Italia ormai superano stabilmente i 24 milioni. Il tasso di disoccupazione è ai minimi storici, al 5,7 per cento. Dopo la gelata, anche occupazionale, del Covid, il Paese si è ripreso. Negli ultimi tre anni ha creato all’incirca 1,2 milioni di nuovi posti di lavoro. Sono numeri che mettono l’Italia sulla corsia giusta, con un tasso di occupazione che continua a crescere e ha superato il 62 per cento, in recupero rispetto alle medie…
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Propaganda a parte, il governo ha davvero motivo di stappare lo champagne di fronte ai dati Istat di ieri sull’occupazione? Certamente molto meno di quanto non assicurino gli esponenti della maggioranza. La disoccupazione è al minimo storico dall’inizio delle serie storiche dell’Istat: 5,7%. È un dato che qualsiasi governo si rivenderebbe con squilli di trombe e quello di Meloni più degli altri. Anche perché il tasso medio nell’eurozona è del 6,3% e quello della Ue del 6%.
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Marianna Filandri, docente di sociologia delle diseguaglianze all’Università di Torino, ieri l’Istat ha diffuso i dati provvisori sull’occupazione a novembre 2025. Il tasso di disoccupazione si attesta al 5,7%, minimo dal 2004. Di che tipo di occupazione si sta parlando? Bisogna intanto avere sempre una certa cautela nel commentare i dati mensili: c’è un trend di crescita iniziato da decenni e oggi siamo a un dato notevole, oltre 24 milioni di occupati.
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A novembre 2025 la disoccupazione scende al 5.7% (giovanile al 18.8%), il livello più basso dall’inizio delle serie nel 2004. Lo certifica l’Istat. Il dato, però, convive con una dinamica che va in direzione opposta: gli occupati diminuiscono e gli inattivi aumentano. Mentre le persone in cerca di lavoro calano di 30mila unità. Non sorprende allora che il tasso di occupazione scenda al 62.6% e quello di inattività salga al 33.5%.
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Mai così giù il tasso di disoccupazione del Paese, sceso a novembre 2025 al 5,7% su base mensile, il livello più basso dall’avvio delle serie storiche Istat. E anche stavolta, in attesa dei dati relativi alle ripartizioni territoriali, è difficile non leggere il peso specifico del Sud, l’unica area che alla luce dei dati del terzo trimestre aveva fatto registrare dinamiche di un certo impatto sul mercato nazionale del lavoro (come, ad esempio, per la crescita dell’occupazione…
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Il dato che cattura subito l’attenzione, nei numeri di novembre sul mercato del lavoro, è la nuova discesa del tasso di disoccupazione che raggiunge record al ribasso. È un segnale indubbiamente positivo perché certifica una dinamica che negli ultimi anni ha visto l’Italia recuperare terreno e allontanarsi dalla condizione di “eccezione” europea che l’aveva caratterizzata nel decennio post-crisi. Eppure, è proprio questo tipo di dato che, se isolato, rischia di generare un racconto troppo consolatorio.
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Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,7 per cento. Secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, rappresenta «un dato senza precedenti», accompagnato anche da una riduzione della disoccupazione giovanile, indicata come uno degli obiettivi prioritari dell’azione di governo. Il ministro sottolinea inoltre come il tasso italiano sia ora inferiore sia alla media dell’Unione europea sia a quella dell’Area euro: «È un grande risultato del Paese».
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Un’intervento carico di soddisfazione e ottimismo quello del Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli che saluta con favore i dati diffusi dall’Istat sull’occupazione a novembre 2025, parlando di «un quadro incoraggiante per il Paese» a conferma dell’efficacia delle politiche messe in campo dal Governo e, in particolare, dal ministro del Lavoro Marina Calderone. «Il tasso di disoccupazione sceso al 5,7 per cento, il calo deciso della disoccupazione giovanile e la crescita costante degli…
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