TEL AVIV Nelle due settimane (al massimo) che Donald Trump si prende per decidere se entrare in guerra contro l’Iran, ci stanno pure il paio di giorni (al massimo) immaginati da Benjamin Netanyahu. Ne restano però altri tredici di possibile incertezza che coincidono con i tempi indicati dallo stato maggiore per completare l’operazione «Leone che sorge». Così — attraverso le parole della portavoce Karoline Leavitt — il presidente sceglie per ora di non scegliere o forse di bluffare per sorprendere il regime…
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