Avevamo appena registrato la vasta platea di stati arabi disposti a ragionare di intese, segno inequivocabile di una strada di pace percorribile e, a dispetto delle crudeli parole dei clerici al comando in Iran, avevamo constatato come il popolo iraniano non gioisse dei barbari assassini di israeliani e delle decapitazioni di neonati, che un razzo cade sull'ospedale di Gaza, affollato, oltre che di malati, di feriti e, in massima parte, di rifugiati provocando (ultimi dati disponibili) più di 300 morti.
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