Le speranze sono appese a un filo sempre più sottile. Islamabad è rimasta sospesa per ore, pronta per il summit tra Iran e Stati Uniti. Ma per tutta la giornata di ieri, a concretizzarsi è stato soprattutto il muro contro muro. E alla fine, lo scontro è sfociato in due mosse. Una a Washington, con la cancellazione del viaggio del vicepresidente Usa JD Vance. La seconda a Teheran, quando i funzionari iraniani hanno riferito ai mediatori pakistani che i delegati non sarebbero più partiti…
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Tra le righe delle minacce e il frenetico susseguirsi di post a ogni ora del giorno – e soprattutto della notte – traspare il disperato desiderio di Donald Trump di raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Eppure, sono proprio le parole del presidente americano e la sua evidente incapacità di comprendere le dinamiche di Teheran a rendere questo obiettivo difficile da realizzare.
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