Non avrebbero tenuto "minimamente conto dei risultati" di alcune "ispezioni" negli opifici cinesi e di "audit" su quei fornitori che "davano atto di numerosi indici di sfruttamento" dei lavoratori, per quanto riguardava, tra l'altro, gli orari di lavoro, le paghe, le norme di sicurezza e le "condizioni alloggiative degradanti". "La Corte di Cassazione ha rigettato ieri le richieste e il ricorso del Dottor Paolo…
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